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	<title>Roma Beni Culturali &#187; Vittoriano</title>
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	<description>News Arte e Cultura a Roma</description>
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		<title>Storia e curiosità sul Vittoriano di Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 08:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Vittoriano di Piazza Venezia è sicuramente uno dei monumenti più noti di Roma, e la sua storia è ricca di piccole ma interessanti curiosità. Il suo nome deriva dal nome di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d&#8217;Italia, cui il monumento è dedicato. L&#8217;altro nome con cui è conosciuto il Vittoriano è l&#8217;Altare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Vittoriano di Piazza Venezia</strong> è sicuramente uno dei monumenti più noti di Roma, e la sua storia è ricca di piccole ma interessanti curiosità. Il suo nome deriva dal nome di <strong>Vittorio Emanuele II di Savoia</strong>, primo Re d&#8217;Italia, cui il monumento è dedicato. L&#8217;altro nome con cui è conosciuto il Vittoriano è <strong>l&#8217;Altare della Patria</strong>, che in realtà costituisce solo un elemento dell&#8217;intero complesso. A causa del suo aspetto architettonico molto criticato da giornalisti e esperti d&#8217;arte, al Vittoriano sono poi stati affibbiati diversi soprannomi. In Francia il monumento è conosciuto come &#8220;la grande tarte&#8221; (&#8221;<strong>la grande torta</strong>&#8220;), per la sua somiglianza con una gigantesca torta nuziale decorata con panna e meringa. La popolazione romana, proverbialmente diretta nell&#8217;esprimere le proprie opinioni, non si è mai molto affezionata a questa ingombrante costruzione, a cui ha attribuito l&#8217;appellativo di &#8220;<strong>macchina da scrivere</strong>&#8221; in riferimento ai voluminosi aggeggi meccanici di una volta.<br />
<br />
<center><div id="attachment_484" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><img align="center" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/05/vittoriano.jpg" alt="vittoriano" title="vittoriano" width="420" height="288" class="size-full wp-image-484" /><p class="wp-caption-text">Vittoriano</p></div></center></p>
<p><strong>Il progetto del Vittoriano è risale al 1882</strong>, quando il giovane architetto marchigiano Sacconi vinse il relativo concorso cui parteciparono in totale un centinaio di proposte. L&#8217;obiettivo era quello di creare un monumento che celebrasse <strong>il Padre della Patria Vittorio Emanuele II</strong>, morto 4 anni prima, e la stagione risorgimentale in genere. Sacconi si ispirò a grandi monumenti classici come il tempio della Fortuna Primigenia a Palestrina e soprattutto l&#8217;altare di Zeus a Pergamo, che proprio in quegli anni veniva trasportato in Germania dove venne poi ricostruito da archeologi tedeschi a Berlino, nel Pergamon Museum.</p>
<p>La sua idea, già da molti considerata anacronistica e pretenziosa, dovette poi accollarsi anche le istanze dei &#8220;piani alti&#8221;, che prevedevano, ad esempio, la colossale statua equestre del re a cavallo, e l&#8217;uso di marmo bianco invece del classico travertino. Quest&#8217;ultima iniziativa venne dal potente ministro Zanardelli, bresciano d&#8217;origine, che impose l&#8217;uso del botticino di Brescia, materiale di un bianco cangiante che secondo molti costituiva un insulto al gusto estetico della cotta e all&#8217;architettura del vicino Foro Romano e di tutti gli altri monumenti antichi e medievali.</p>
<p>Altra curiosità è poi legata all&#8217;inaugurazione del monumento, quando le autorità decisero di offrire un rinfresco a un ristretto gruppo di invitati selezionati tra coloro che parteciparono al progetto; l&#8217;evento fu organizzato proprio all&#8217;interno del ventre del colossale cavallo bronzeo, che date le enormi dimensioni era in grado di ospitare comodamente più persone.</p>
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		<title>&#8220;Africa? Una nuova storia&#8221;, mostra a Roma sull&#8217;arte africana</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sull&#8217;onda del crescente interesse italiano e internazionale nei confronti dell&#8217;arte africana, ha inaugurato in questi giorni a Roma la mostra &#8221;Africa? Una nuova storia&#8221;, che proseguirà fino al 17 gennaio 2010 presso il Complesso del Vittoriano di Roma. 
La mostra si focalizza sull&#8217;arte contemporanea africana, concetto che iniziò a prendere forma tra gli anni Venti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/11/whyAfrica.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/11/whyAfrica.jpg" alt="whyAfrica" title="whyAfrica" width="150" height="104" class="alignleft size-full wp-image-384" /></a>Sull&#8217;onda del crescente interesse italiano e internazionale nei confronti dell&#8217;<strong>arte africana</strong>, ha inaugurato in questi giorni a Roma la mostra &#8221;Africa? Una nuova storia&#8221;, che proseguirà fino al 17 gennaio 2010 presso il <strong>Complesso del Vittoriano di Roma</strong>. </p>
<p>La mostra si focalizza sull&#8217;<strong>arte contemporanea africana</strong>, concetto che iniziò a prendere forma tra gli anni Venti e gli anni Sessanta, quando alcuni artisti africani iniziarono ad esporre il loro lavoro anche al di fuori del continente d&#8217;origine e progressivamente nacquero scuole e musei specializzati in giro per il mondo. Tra questi ultimi, ricordiamo il Musée National des Arts d&#8217;Afrique et d&#8217;Océanie, Paris, Francia; il <strong>Museum for African Art</strong>, Long Island City , New York, USA; il National Museum of African Art, Washington DC, USA. In Italia, citiamo il Museo Africano di Verona.</p>
<p>La mostra del <a href="http://www.romabeniculturali.it/tag/vittoriano">Vittoriano</a> offre uno spaccato degli stili e delle <strong>dinamiche artistiche del continente africano</strong> attraverso 80 opere tra dipinti, sculture, installazioni e video, espressione di 30 artisti dell&#8217;Africa Sub-Sahariana. Le opere provengono in parte dalla Collezione Jean Pigozzi, in parte sono state segnalate dalle diverse Ambasciate dei Paesi Africani.</p>
<p>La celebre Collezione Pigozzi nasce dalla <strong>passione di Jean Pigozzi per l&#8217;arte contemporanea africana</strong>, ed è considerata la più importante collezione al mondo su questo tema. </p>
<p>La ricchezza delle opere testimonia una vastità espressiva che va molto al di là dello stereotipo di &#8220;<em>arte folcloristica</em>&#8221; o del decorativismo locale africano, in un linguaggio autonomo e parallelo rispetto a quello occidentale. Nelle opere rimane peraltro presente e riconoscibile il profondo legame nei confronti della terra d&#8217;origine, del passato e del futuro di un continente ricco di sfumature e sfaccettature, ma che nell&#8217;arte attinge come ogni altra cultura alla tradizione e all&#8217;oralità: il risultato è spesso una forma espressiva diretta, immediata e spontanea. </p>
<p>Lo scorso anno una parte della collezione Pigozzi è stata peraltro esposta alla mostra &#8220;<em><strong>Why Africa?</strong></em>&#8221; che si è tenuta al Lingotto di Torino.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
<p>Per informazioni:<br />
<em>www.comunicareorganizzando.it<br />
www.beniculturali.it</em></p>
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		<title>La riscoperta di Dada e Surrealismo al Complesso del Vittoriano di Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 09:46:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fino a cento anni fa la pittura è stata tutta al servizio della mente. Questa caratteristica è venuta perdendosi a poco a poco nel corso dell&#8217;ultimo secolo. (Marcel Duchamp)
Irrispettoso, stravagante e umoristico, il dadaismo fu un movimento culturale nato durante la Prima Guerra Mondiale con connotazioni di aperta protesta contro la barbarie in atto nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/11/riscoperta_Dada_Surrealismo_Vittoriano_Roma.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/11/riscoperta_Dada_Surrealismo_Vittoriano_Roma.jpg" alt="Dada e Surrealismo al Vittoriano di Roma" title="Dada e Surrealismo al Vittoriano di Roma" width="432" height="360" class="aligncenter size-full wp-image-370" /></a></center><em>Fino a cento anni fa la pittura è stata tutta al servizio della mente. Questa caratteristica è venuta perdendosi a poco a poco nel corso dell&#8217;ultimo secolo</em>. (Marcel Duchamp)</p>
<p>Irrispettoso, stravagante e umoristico, il <strong>dadaismo</strong> fu un movimento culturale nato durante la Prima Guerra Mondiale con connotazioni di aperta protesta contro la barbarie in atto nel mondo. Per la prima volta l&#8217;arte non prestava più attenzione all&#8217;estetica, e per questo motivo il dada fu definito dai suoi stessi protagonisti &#8220;non-arte&#8221; o &#8220;anti-arte&#8221;; così come la ragione era stata spazzata via dalla guerra, il dada spazzava via la positività dell&#8217;arte creando un qualcosa di irrazionale, anarchico e distruttivo. Gli stessi dadaisti hanno descritto dada come &#8220;un fenomeno che scoppia nella metà della crisi morale ed economica del dopoguerra, un salvatore, un mostro che avrebbe sparso spazzatura sul suo cammino. Un sistematico lavoro di distruzione e demoralizzazione&#8230; che alla fine non è diventato che un atto sacrilego.&#8221;</p>
<p>Intorno agli anni Venti, l&#8217;approccio irrazionale del <strong>dadaismo</strong> fu in qualche modo canalizzato dal <strong>surrealismo</strong>, movimento che ebbe come principale teorico Andrè Breton. Il <strong>manifesto del surrealismo</strong> (1924) definì così la nuova corrente: &#8220;automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale.&#8221; Il punto di partenza è quindi l&#8217;inconscio, il sogno; nel surrealismo prende forma ciò che non è visibile e che risponde a logiche che non hanno nulla a che vedere con quelle tradizionali.</p>
<p><center><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/11/ManRay_violino-Ingres.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/11/ManRay_violino-Ingres.jpg" alt="ManRay - violino Ingres" title="ManRay - violino Ingres" width="350" height="453" class="aligncenter size-full wp-image-369" /></a></center><br />
La mostra di Roma  &#8220;<em><strong>La riscoperta di Dada e Surrealismo</strong></em>&#8221; rende omaggio a queste due correnti artistiche che hanno stravolto il mondo dell&#8217;arte nella prima metà del secolo scorso, e ai suoi interpreti principali, come Man Ray, Renè Magritte, Marcel Duchamp. </p>
<p>In mostra saranno presenti oltre 500 opere tra cui alcuni dei simboli di questi movimenti, come Il violino d’Ingres e l&#8217;Objet indestructible di Man Ray, L.H.O.O.Q di Marcel Duchamp (meglio conosciuta come &#8220;la Gioconda coi baffi) o la Fontana dello stesso Duchamp.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
<p>La mostra, presso il <strong>Complesso del <a href="http://www.romabeniculturali.it/tag/vittoriano">Vittoriano</a> di Roma</strong>, resterà aperta al pubblico dal 9 ottobre 2009 al 7 febbraio 2010. Dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30. L’entrata, che si può prenotare, è di € 10,00 il biglietto intero e € 7,50 il ridotto.<br />
Per informazioni telefonare allo 06/6780664.</p>
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		<title>Curiosità sul Colosseo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 10:54:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Colosseo, in origine Anfiteatro Flavio, è probabilmente il più famoso anfiteatro al mondo. La sua maestosità, l&#8217;enorme capienza e le reminescenze, spesso macabre, legate alla sua funzione, fanno sì che il suo mito trascenda la storia e entri nella leggenda. Inaugurato nell&#8217;80 d.c., il Colosseo è in grado di contenere 50.000 spettatori e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-194" title="colosseo" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/04/colosseo.jpg" alt="colosseo" width="95" height="143" />Il Colosseo</strong>, in origine <strong>Anfiteatro Flavio</strong>, è probabilmente il più famoso anfiteatro al mondo. La sua maestosità, l&#8217;enorme capienza e le reminescenze, spesso macabre, legate alla sua funzione, fanno sì che il suo mito trascenda la storia e entri nella leggenda. Inaugurato nell&#8217;80 d.c., il <strong>Colosseo</strong> è in grado di contenere 50.000 spettatori e il suo nome attuale, che si diffuse solo nel Medioevo, deriva dalla vicina statua del <strong>Colosso del Dio Sole</strong>. Per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anfiteatro vennero organizzati giochi che durarono 3 mesi e durante i quali morirono circa 2.000 gladiatori e 9.000 animali. In seguito, i giochi che si tennero nel Colosseo compresero combattimenti tra gladiatori, tra animali, esecuzioni, manifestazioni pubbliche, rappresentazioni teatrali e altri tipi di spettacoli. I giochi del Colosseo erano molto importanti per i cittadini romani, al punto da far nascere &#8220;<em>leggende metropolitane</em>&#8221; come quella secondo cui un epilettico avrebbe potuto guarire bevendo il sangue versato durante i combattimenti. Pare che saltuariamente combattessero anche donne gladiatrici. Altra presenza molto apprezzata al Colosseo erano gli animali esotici protagonisti degli spettacoli di caccia, come gli elefanti, i rinoceronti, i gorilla e persino le giraffe. Gli spettacoli venivano pubblicizzati tramite affissioni lungo le strade, e il costo del biglietto per assistervi era probabilmente molto alto, ma talvolta il politico di turno metteva a disposizione biglietti gratuiti per ingraziarsi il favore del popolo. Tra gli eventi più spettacolari del Colosseo ricordiamo poi le naumachie e, in generale, gli spettacoli acquatici.<br />
Il Colosseo è stato inserito tra i monumenti di Roma più odiati nei <a title="Film Roma" href="http://www.romabeniculturali.it/i-piu-bei-film-ambientati-a-roma.htm">film</a> (insieme al Vittoriano, Piramide, Arco di Costantino e ponte Sant’Angelo) in un recente articolo de Il Giornale. Il <a title="colosseo" href="http://www.romabeniculturali.it/tag/colosseo">Colosseo</a> è infatti uno dei monumenti più frequentemente protagonista di catastrofi che vedono il suo abbattimento: si va da &#8220;A 30 chilometri dalla terra&#8221; del 1957 a &#8220;Double Team&#8221; del 1997, a &#8220;The Core&#8221; del 2003. Proprio per la sua maestosità e il suo valore simbolico, pare che sia uno dei bersagli preferiti di film cosiddetti &#8220;catastrofici&#8221;.<br />
Per girare il film &#8220;Il Gladiatore&#8221; (2000), la produzione richiese di poter utilizzare il monumento originale, ma il permesso fu negato perchè l&#8217;anfiteatro era in fase di restauro; così il Colosseo fu ricostruito a Malta in ben 19 settimane di lavoro, al termine delle quali vide la luce solo il primo giro di tribune, e il resto fu creato in digitale.<br />
Uno dei manga più amati di tutti i tempi, &#8220;Saint Seiya&#8221; (&#8221;I cavalieri dello Zodiaco&#8221;) vede ambientata al Colosseo parte della prima serie: non si tratta del monumento originale ma da una ricostruzione dello stesso a Tokyo (Nuova Luxor nella versione italiana) voluta da Lady Isabel di Thule per far combattere giovani cavalieri provenienti da tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Laura Losi</em></p>
<p>Fonti:<br />
<em>Il Giornale<br />
Wikipedia<br />
Colosseo Roma</em></p>
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		<title>IN 120MILA ALLA MOSTRA DI GAUGUIN</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 23:10:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono oltre 120mila i visitatori che, nei primi cinquanta giorni di apertura, hanno visitato la mostra &#8221;Paul Gauguin. Artista di mito e sogno&#8221;, in corso al museo del Vittoriano a Roma fino al 3 febbraio 2008. La prima monografica nella Capitale mai dedicata all&#8217;artista francese raccoglie circa 150 opere tra oli, disegni, sculture e ceramiche.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oltre 120mila i visitatori che, nei primi cinquanta giorni di apertura, hanno visitato la mostra &#8221;<strong><em>Paul Gauguin. Artista di mito e sogno</em></strong>&#8221;, in corso al <strong>museo del Vittoriano a Roma</strong> fino al 3 febbraio 2008. La prima monografica nella Capitale mai dedicata all&#8217;artista francese raccoglie circa 150 opere tra oli, disegni, sculture e ceramiche.</p>
<p>Il picco di affluenza è stato toccato durante lo scorso week end, nelle giornate di venerdì 30 novembre, sabato 1° e domenica 2 dicembre: ben 8mila persone hanno visitato la mostra che ripercorre il lungo viaggio artistico del Maestro francese, dalle prime opere impressioniste a quelle del periodo bretone, fino alle ultime opere dipinte nelle isole Marchesi dove il pittore morì l&#8217;8 maggio del 1903.</p>
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		<title>Tutti al Vittoriano con i nuovi ascensori</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2007 21:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensata proprio per il grande pubblico, ricorda il direttore del Vittoriano Alessandro Nicosia, la terrazza delle Quadrighe é stata usata sempre pochissimo. Nel 1921, quando all&#8217;altare della Patria venne portata la salma del milite ignoto; e poi nel 1927 quando ci fu la mostra per le quadrighe. Quindi buio totale fino al 2002, quando arrivò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensata proprio per il grande pubblico, ricorda il direttore del Vittoriano Alessandro Nicosia, la terrazza delle Quadrighe é stata usata sempre pochissimo. Nel 1921, quando all&#8217;altare della Patria venne portata la salma del milite ignoto; e poi nel 1927 quando ci fu la mostra per le quadrighe. Quindi buio totale fino al 2002, quando arrivò l&#8217;invito di Ciampi a fare di tutto perché fosse accessibile al grande pubblico. &#8220;Promessa mantenuta&#8221;, sorride felice Rutelli. Che ricorda anche quella volta &#8211; era il 2002 &#8211; in cui proprio Ciampi rimase per qualche attimo bloccato nel vecchio ascensore di legno. Avviati dall&#8217;allora ministro dei beni culturali Urbani, i lavori di restauro, spiega il progettista Paolo Rocchi, costeranno in tutto circa 10 milioni di euro. Ascensori e messa in sicurezza della terrazza ne costituiscono un primo lotto, per un totale di un milione e 155 mila euro. Ma in programma ci sono ripulitura e consolidamento, nuove sale per l&#8217;esposizione, un sistema di monitoraggio per la stabilità e anche il collegamento diretto con la metro C, nel caso venisse realizzata la fermata del Vittoriano. Quanto agli ascensori, tutti in vetro e acciaio, poggiano su fondamenta proprie e sono completamente esterni al corpo dell&#8217;edificio.</p>
<p>Possono trasportare ognuno 12 persone alla volta, 720 persone all&#8217;ora, anche se l&#8217;accesso previsto alle terrazze sarà di 2000-2500 persone al giorno. Per salirci si pagherà un biglietto di 7 euro, ma si potrà sempre scegliere di farsi a piedi, gratis, i 196 scalini che separano la terrazza della Caffetteria da quella superiore.</p>
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