I posti più romantici di Roma

Tra le mille motivazioni che spingono italiani e stranieri a visitare la città di Roma c’è anche l’indubbia componente romantica. La città eterna infatti comprende molti luoghi emozionanti per gli innamorati, posti meravigliosi in grado di regalare momenti speciali e indimenticabili.

lucchetti


Per una passeggiata romantica, si può optare per la via Sacra, al centro della Roma antica, dove è difficile incontrare qualcuno nelle tiepide sere d’estate. La via Sacra è spesso affiancata da alberi ed è illuminata da lampioni per tutelare la sicurezza dei passanti. Un’altra passeggiata romantica romana termina con una vista spettacolare: a pochi metri dalla celebre Bocca della Verità, parte una strada che sale fino al colle Aventino e da cui si possono vedere splendidi scorci da cartolina, tra cui una meravigliosa vista di San Pietro. Altro luogo romantico di Roma è Villa Celimontana (già Villa Mattei), un parco pubblico di Roma alla sommità del colle Celio la cui creazione risale al Cinquecento. Oltre ad ospitare numerosi reperti di varie epoche e origini, Villa Celimontana è sede tutte le estati di una rassegna di musica jazz all’interno di questa incredibile cornice paesaggistica. Parlando di panorami romantici, forse quello più celebre di Roma è la famosa vista dal Gianicolo. Il belvedere, appena sopra Trastevere, si affaccia su siti celebri come il Pantheon o il Monumento a Vittorio Emanuele in Piazza Venezia. Sul Gianicolo, Roma si srotola davanti ai vostri occhi sotto l’immensa volta del cielo, in tutta la sua bellezza. Un altro modo romantico di vivere il fascino di Roma è poi il giro in barca sul Tevere. Si possono effettuare vari tipi di crociere, tra cui quella notturna comprensiva di cena; il viaggio in barca alla scoperta delle bellezze di Roma è sicuramente uno dei servizi più gettonati tra le coppie. Infine, citiamo il sempreverde Ponte Milvio, amato soprattutto dalle coppie di adolescenti che attaccano lucchetti ai lampioni gettando le chiavi nel fiume, in segno di amore eterno.

E, a proposito di romanticismo a Roma, segnaliamo l’ultima affascinante scoperta riguardante la vita sentimentale delle antiche romane. Pare che tra le ragazze della Roma antica spopolassero i gladiatori, con il loro fascino virile e il loro eroismo: non solo le donne del popolo ma anche le ricche matrone si innamoravano dei gladiatori ed erano disposte a mettere in pericolo la loro reputazione e posizione sociale pur di intrattenersi con il proprio amante. Una conferma del “fascino dei gladiatori” sembra venire dalla recente scoperta dei resti di una donna ingioiellata all’interno del dormitorio dei gladiatori a Pompei. I dettagli sono illustrati in un articolo del Corriere della Sera riportato tra le fonti.

Laura Losi

Fonti:
www.lifeinitaly.com
www.corriere.it

Le leggende del Tevere

Nel vespro il Tevere splende,

l’onda perenne ci reca dalla sua pace al mare

(Gabriele D’Annunzio)

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Il Tevere è sempre stato considerato un fiume un po’ speciale dagli intellettuali che, nei secoli, si sono avvicendati nella città di Roma, una sorta di ponte tra passato e futuro, una costante che ha visto svolgersi sulle sue sponde alcuni tra gli eventi più importanti della storia dell’uomo.

Chiamato anticamente “Albula” per le sue acqua chiare, il Tevere prenderebbe il suo nome dal re latino Tiberino, che si suicidò annegandosi nelle sue acque, anche se alcuni contestano questa origine. Il Tevere, fiume principale dell’Italia centrale e peninsulare e terzo fiume italiano per lunghezza e volume di acque, è stato sempre l’anima della città di Roma, come recita anche la lapide posta sulla sua sorgente alle pendici del Monte Fumaiolo (Emilia Romagna) “Qui nasce il fiume sacro ai destini di Roma”. Il Tevere è infatti al centro di numerosi miti e leggende, a partire dalla fondazione stessa della città di Roma. Secondo la tradizione, Romolo e Remo, neonati, furono messi in una cesta e lasciati alla corrente, finchè la culla improvvisata non si arenò sotto un albero di fico da cui i due piccoli poterono nutrirsi succhiandone il succo zuccherino.

Nell’antica mitologia romana, il fiume era considerato una vera e propria divinità, chiamata Pater Tiberinus; il dio veniva omaggiato tutti gli anni il giorno 8 dicembre in feste chiamate Tiberinaria, che celebravano l’anniversario della fondazione del tempio dedicato al dio stesso e ubicato sull’isola Tiberina. Al Louvre è conservata una statua di età adrianea che raffigura il dio Tevere affiancato dalla lupa che allatta i gemelli.Gli attributi del dio sono un remo e una cornucopia; nelle sue numerose raffigurazioni – che comprendono tra l’altro numerose monete – appare spesso con attributi navali o associato a scene che ricordano l’origine di Roma.

Altre leggende sono invece legate all’isola Tiberina, che si sarebbe formata per i sacchi di grano rubati dalla plebe all’ultimo re di Roma Tarquinio il Superbo. In seguito, nel V secolo avanti Cristo, mentre Roma era in preda di una pestilenza, un serpente uscì dal Tevere e salì sull’isola Tiberina. Allora i romani edificarono qui un tempio ad Esculapio e curarono qui gli ammalati servendosi delle acque del fiume. Da questa leggenda deriverebbe il serpente tuttora simbolo dei farmacisti.

A distanza di secoli, il Tevere non smette di affascinare gli abitanti di Roma come gli stranieri, e ancora oggi da’ vita a miti e leggende, come la celebre tradizione dei lucchetti: gli innamorati che attaccheranno un lucchetto al lampione principale di Ponte Milvo e getteranno la chiave nel fiume resteranno legati per sempre. Questa usanza, riportata anche dal romanzo di Federico Moccia “Ho voglia di te” e dall’omonimo film, è stata così seguita che ha causato, nel luglio 2007, la rottura dei lampioni sul ponte, e così il Comune di Roma ha installato appositi pilastri a cui sono agganciate catene su cui applicare i lucchetti.

Laura Losi

 

La lupa e la sfinge. Roma e l’Egitto dalla Storia al Mito

C’e’ uno stretto rapporto che lega Roma all’Egitto, come testimoniano gli obelischi, i leoni egizi alla base della scalinata del Campidoglio, i reperti del tempio di Iside nel rione Campo Marzio, il grande mosaico del Nilo custodito nel Tempio della Fortuna di Palestrina, la Piramide Cestia. Un legame al centro della mostra “La lupa e la Sfinge. Roma e l’Egitto dalla storia al mito“, a Castel Sant’Angelo fino al 9 novembre.

La cultura egizia è così affascinante da aver fatto presa anche sugli antichi romani. I legami, infatti fra Roma e Egitto furono strettissimi. In un certo periodo, ad esempio, i romani più ricchi: esponenti delle classi più alte, avevano preso l’abitudine di farsi costruire monumentali piramidi quale luoghi di sepoltura. Fu un legame che durò nei secoli anche nel Rinascimento e oltre…

La mostra è aperta tutti i giorni tranne il lunedì. Biglietto: 8,50 euro, il ridotto 6.
Museo nazionale di Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello, 50 – Info: 06.6819111