Il lusso nell’antica Roma

Tornare indietro e vivere nell’antica Roma sarebbe una cosa meravigliosa, ma solo per i ricchi; il romano della classe elevata, infatti, aveva un tenore di vita veramente alto, come ci si aspetta da una società imperialista e basata sulla schiavitù. I lussi degli antichi romani comprendevano case sontuose, tessuti preziosi, opere d’arte inestimabili, ma anche un’elettrizzante vita notturna fatta di feste e banchetti principeschi. Altri lussi erano poi frequentare palestre e terme, e andare a teatro: passatempi ampiamente condivisi anche dai benestanti di oggi.
Per le donne, acconciature, gioielli e cosmetici erano sfizi molto ricercati in cui si amava spendere tempo e denaro; l’obiettivo, come oggi, era apparire al meglio, non solo per la propria soddisfazione personale ma anche per sottolineare il proprio status elevato. Anche i vestiti erano importantissimi in questo senso; il color porpora per tingere le vesti, in particolare, era frutto dei coloranti più costosi e divenne così sinonimo di ricchezza e di potere. I colori utilizzati per le tuniche multicolori erano tratti da molluschi che permettevano di ottenere una gamma di tinte dall’arancio al viola scuro tendente al nero; per estrarre circa 1,5 grammi di puro viola ci volevano circa 12.000 molluschi; secondo la leggenda, lo stesso Ercole aveva scoperto questo inestimabile colorante. Anche la qualità della stoffa aveva la sua importanza; durante l’impero iniziarono a diffondersi preziose sete importate dalla Cina.
Le terme erano un vero e proprio ritrovo sociale; le balneazioni erano prolungate e, com’è noto, si dividevano in frigidarium, tepidarium e calidarium; poi si passava alla piscina e alla palestra dove svolgere gli esercizi o ritrovarsi a chiacchierare con amici e conoscenti. Il tutto era svolto con un contorno di schiavi armati di oli e creme, deputati al massaggio e alla detersione degli illustri padroni.

I giochi e le rappresentazioni teatrali erano un altro passatempo comune dei ricchi romani. Naturalmente, alle classi più abbienti venivano riservati i posti migliori all’interno dell’anfiteatro; qui i nobili potevano fare il tifo, mangiare, fare scommesse e socializzare.

Tra i membri delle classi superiori, non impegnati in lavori manuali, diventò pian piano normale demandare tutti gli impegni professionali al mattino; il prandium generalmente segnava la fine della giornata lavorativa e talvolta dopo ci si recava alle terme. La cena veniva servita verso le quattro e poteva durare fino a tarda notte, soprattutto se gli ospiti erano numerosi. Le pietanze erano ovviamente raffinate e lussuose e si articolavano in gustatio (una sorta di antipasto) primae mensae (piatto principale) e dessert (secundae mensae). Tutto ciò che veniva scartato, come i gusci dei frutti di mare, era tranquillamente gettato a terra, dove veniva prontamente spazzato via da uno schiavo. D’estate si usava mangiare all’aperto, come dimostrano le vestigia di alcuni divani in pietra rinvenuti nei giardini di Pompei.

La cena poteva anche essere accompagnata da un intrattenimento; ad esibirsi erano solitamente musicisti, acrobati, poeti e ballerini.

L’acconciatura nell’Antica Roma

Capelli Antica RomaL’acconciatura nell’antica Roma è una materia il cui fascino arriva fino ai giorni nostri, come dimostrano alcuni tipi di styling che spesso vengono proposti in passerella o nei saloni di bellezza in caso di matrimoni e cerimonie di vario tipo. Osservando le sculture delle donne dell’antica Roma, si resta colpiti dalla creatività della acconciature, molto elaborate soprattutto se si tratta di donne sposate delle classi elevate. Se la moda romana rimase nei secoli relativamente semplice e immutabile, l’evidenza dello status sociale venne affidata perlopiù ai tipi di tessuto, ai gioielli, agli accessori e, appunto, alle acconciature.

acconciatura antica RomaSe le fanciulle potevano anche solo raccogliere i capelli con una crocchia sul retro o con un nodo a spirale nella parte superiore della testa, le donne dedicavano alle acconciature molto tempo e sforzo. Erano assistite da esperti parrucchieri che aumentavano il volume della chioma o la allungavano tramite ciuffi posticci e parrucche. I capelli venivano tinti e decolorati, stirati e arricciati tramite ferri roventi, scolpiti con un esercito di forcine, retine e ausili meccanici di vario tipo. Grande importanza avevano poi gli accessori che venivano apposti sulle chiome: nastri, fermagli, forcine preziose erano accessori indispensabili affinché il risultato fosse sofisticato quanto si conveniva.

Le tinture arrivavano dalle più svariate parti dell’impero: l’henné, ad esempio, molto usato durante l’epoca imperiale, veniva dall’Egitto. Le tonalità erano estremamente varie e pare arrivassero fino all’azzurro.

I primi stili sono abbastanza semplici, e vanno dalla ciambella e chignon all’usanza di legare strettamente i capelli alla sommità della testa con dei nastri, all’usanza etrusca. Ben presto però queste semplici pettinature vennero sostituite con grandiose creazioni che per altezza e complicazione non hanno avuto rivali fino alla corte francese di Luigi XVI. La pettinatura era così importante che venivano commissionate acconciature rimovibili per i busti, in modo che l’immagine della persona ritratta venisse ricordata al culmine della moda dell’epoca.

I capelli venivano anche profumati attraverso prodotti appositi; per l’acconciatura venivano usati diversi tipi di pettine e spazzole, nastri, retine in fili d’oro finemente intessute, nastri, ghirlande di fiori e gioielli preziosi: l’oro e le perle erano molto usati negli ornamenti per i capelli.

Anche gli uomini, dal canto loro, col passare dei secoli presero a farsi arricciare e tingere i capelli – tra i primi che sfoggiarono boccoli artificiali ricordiamo l’imperatore Adriano e suo figlio Lucio Cesare; chi soffriva di calvizie iniziò a farsi applicare capelli posticci, la qual cosa era presa molto di mira dai poeti satirici romani.

I posti più romantici di Roma

Tra le mille motivazioni che spingono italiani e stranieri a visitare la città di Roma c’è anche l’indubbia componente romantica. La città eterna infatti comprende molti luoghi emozionanti per gli innamorati, posti meravigliosi in grado di regalare momenti speciali e indimenticabili.

lucchetti


Per una passeggiata romantica, si può optare per la via Sacra, al centro della Roma antica, dove è difficile incontrare qualcuno nelle tiepide sere d’estate. La via Sacra è spesso affiancata da alberi ed è illuminata da lampioni per tutelare la sicurezza dei passanti. Un’altra passeggiata romantica romana termina con una vista spettacolare: a pochi metri dalla celebre Bocca della Verità, parte una strada che sale fino al colle Aventino e da cui si possono vedere splendidi scorci da cartolina, tra cui una meravigliosa vista di San Pietro. Altro luogo romantico di Roma è Villa Celimontana (già Villa Mattei), un parco pubblico di Roma alla sommità del colle Celio la cui creazione risale al Cinquecento. Oltre ad ospitare numerosi reperti di varie epoche e origini, Villa Celimontana è sede tutte le estati di una rassegna di musica jazz all’interno di questa incredibile cornice paesaggistica. Parlando di panorami romantici, forse quello più celebre di Roma è la famosa vista dal Gianicolo. Il belvedere, appena sopra Trastevere, si affaccia su siti celebri come il Pantheon o il Monumento a Vittorio Emanuele in Piazza Venezia. Sul Gianicolo, Roma si srotola davanti ai vostri occhi sotto l’immensa volta del cielo, in tutta la sua bellezza. Un altro modo romantico di vivere il fascino di Roma è poi il giro in barca sul Tevere. Si possono effettuare vari tipi di crociere, tra cui quella notturna comprensiva di cena; il viaggio in barca alla scoperta delle bellezze di Roma è sicuramente uno dei servizi più gettonati tra le coppie. Infine, citiamo il sempreverde Ponte Milvio, amato soprattutto dalle coppie di adolescenti che attaccano lucchetti ai lampioni gettando le chiavi nel fiume, in segno di amore eterno.

E, a proposito di romanticismo a Roma, segnaliamo l’ultima affascinante scoperta riguardante la vita sentimentale delle antiche romane. Pare che tra le ragazze della Roma antica spopolassero i gladiatori, con il loro fascino virile e il loro eroismo: non solo le donne del popolo ma anche le ricche matrone si innamoravano dei gladiatori ed erano disposte a mettere in pericolo la loro reputazione e posizione sociale pur di intrattenersi con il proprio amante. Una conferma del “fascino dei gladiatori” sembra venire dalla recente scoperta dei resti di una donna ingioiellata all’interno del dormitorio dei gladiatori a Pompei. I dettagli sono illustrati in un articolo del Corriere della Sera riportato tra le fonti.

Laura Losi

Fonti:
www.lifeinitaly.com
www.corriere.it