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	<title>Roma Beni Culturali &#187; Raffaello</title>
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		<title>Scoperta la sala da pranzo della domus aurea</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 20:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La leggenda della Domus Aurea è tornata sotto i riflettori grazie ad una nuova, affascinante scoperta. Si tratta di una struttura a pianta circolare, senza eguali nell&#8217;architettura romana, rinvenuta sul colle Palatino, nell&#8217;area della Vigna Barberini; tale struttura è stata identificata come un probabile padiglione della Domus Aurea, una sala ancora sconosciuta ma che presenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La leggenda della <strong>Domus Aurea</strong> è tornata sotto i riflettori grazie ad una nuova, affascinante scoperta. Si tratta di una struttura a pianta circolare, senza eguali nell&#8217;architettura romana, rinvenuta sul <strong>colle Palatino</strong>, nell&#8217;area della Vigna Barberini; tale struttura è stata identificata come un probabile <strong>padiglione della Domus Aurea</strong>, una sala ancora sconosciuta ma che presenta una particolarità affascinante. Si tratta di misteriosi incassi circolari che aprono l&#8217;ipotesi di un pavimento ligneo posato su meccanismi sferici realizzati allo scopo di farlo ruotare. Questa anomala struttura ha fatto immediatamente pensare alla &#8220;coenatio rotunda&#8221; descritta da Svetonio nella &#8220;Vita dei Cesari&#8221;, una stanza rotante che imitava il movimento della Terra e che consentiva agli ospiti di godere di vedute straordinarie che cambiavano nelle diverse ore del giorno. Questa ipotesi non è tuttavia stata ancora confermata. In precedenza la &#8220;coenatio rotunda&#8221; era stata identificata con la celebre &#8220;sala ottagona&#8221;, punto focale del complesso, sarebbe stata orientata sulla posizione del sole al momento dell&#8217;equinozio dell&#8217;autunno del 64.</p>
<p><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/10/domus-aurea.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/10/domus-aurea.jpg" alt="domus aurea" title="domus aurea" width="200" height="161" class="alignleft size-full wp-image-345" /></a>Si aggiunge così un altro elemento di lusso sfrenato in una dimora divenuta celebre per la sua fastosità: agli estesi rivestimenti in oro si accompagnavano soffitti decorati con pietre semipreziose e lamine d&#8217;avorio. Altre pareti erano rivestite in marmo finemente levigato o erano ricoperte degli splendidi affreschi dell&#8217;artista Fabullo. Vi erano piscine di acqua marina e solforosa. I meravigliosi giardini comprendevano un laghetto, boschi, vigne e campi pieni di animali domestici e selvatici. All&#8217;entrata principale del palazzo era posta una colossale statua in bronzo di Nerone dell&#8217;altezza di 37 metri. Nella zona della Domus Aurea è posi stato rinvenuto nel 1506 il celeberrimo gruppo scultoreo del Laocoonte; è possibile che la statua sia appartenuta a Nerone stesso, appassionato collezionista.</p>
<p>Dopo la morte di Nerone (68), nel giro di poche decine di anni la Domus Aurea venne spogliata delle sue ricchezze e sepolta da nuove costruzioni. Proprio l&#8217;interramento della Domus ha consentito la perfetta conservazione delle opere d&#8217;arte qui contenute. Solo durante il Rinascimento <strong>le meraviglie della Domus Aurea tornarono alla luce</strong>; in questo periodo furono diversi gli artisti che si calarono sottoterra per studiare queste opere mirabili (tra questi anche Michelangelo e Raffaello). Le decorazioni &#8220;grottesche&#8221; impattarono prepotentemente sull&#8217;arte rinascimentale, e uno degli esempi più fulgidi di questa influenza sono le logge del Vaticano decorate da Raffaello.</p>
<p><em>
<p align="right">Laura Losi</p>
<p></em></p>
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		<title>Durer e Chagall protagonisti a Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 01:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Scuderie del Quirinale ospitano la mostra &#8220;Durer e l&#8217;Italia&#8220;, dal 10 marzo al 10 giugno 2007, a cura di Kristina Herrmann Fiore. La mostra indaga per la prima volta in modo organico e approfondito i rapporti tra l&#8217;artista tedesco vissuto fra il 1471 e il 1528 e il Belpaese, all&#8217;insegna di un&#8217;influenza reciproca e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>Scuderie del Quirinale</strong> ospitano la mostra &#8220;<strong>Durer e l&#8217;Italia</strong>&#8220;, dal 10 marzo al 10 giugno 2007, a cura di Kristina Herrmann Fiore. La mostra indaga per la prima volta in modo organico e approfondito i rapporti tra l&#8217;artista tedesco vissuto fra il 1471 e il 1528 e il Belpaese, all&#8217;insegna di un&#8217;influenza reciproca e duratura. Albrecht Durer: pittore, incisore, matematico e xilografo, viene considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale.</p>
<p>Da un lato, l&#8217;esposizione racconta quanto Durer abbia riflettuto sulla grande arte italiana e quanto ne abbia recepito in un confronto fra i suoi dipinti e opere di Leonardo, Mantegna, Giovanni Bellini, Pollaiolo, Agostino da Lodi, Lorenzo di Credi. Dall&#8217;altro l&#8217;esposizione rintraccia il suo influsso su artisti come Raffaello, Pontormo, i Carracci, Caravaggio e i caravaggeschi fino a Domenico Fetti e Carlo Maratta.</p>
<p>Non c&#8217;é forma d&#8217;arte della sua epoca con la quale Durer non si sia cimentato. Superbo rappresentante del Rinascimento, ha lasciato un numero notevole di opere: dipinti, incisioni, xilografie, più di mille disegni e tre libri stampati sulla geometria, le fortificazioni e la teoria della proporzione umana. La mostra nasce in collaborazione con il Polo Museale Romano e con il Polo Museale Fiorentino e, in particolare, con la Galleria degli Uffizi e il Gabinetto delle Stampe e dei Disegni degli Uffizi.</p>
<p>Proviene da quest&#8217;ultimo una serie di incisioni e disegni di Durer appartenenti alle collezioni medicee, mentre la Galleria degli Uffizi presta alle Scuderie del Quirinale le maggiori opere di Durer in suo possesso, fra cui la commovente &#8220;Adorazione dei Magi&#8221;, appositamente restaurata per l&#8217;occasione, il ritratto di Albrecht Durer il Vecchio e i ritratti degli apostoli Giacomo e Filippo.</p>
<p>Altre opere di Durer giungono, invece, dai principali musei tedeschi, da Vienna, da Washington, da Madrid e da Londra, oltre che dalle collezioni italiane. Parallelamente alla mostra romana, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi ospiterà, dal 29 marzo al 10 giugno, &#8220;Albrecht Durer incisore. Originali, copie, derivazioni&#8221; a complemento della mostra delle Scuderie del Quirinale.</p>
<p>Cavalli volanti, angeli caduti, spose e fidanzate che volteggiano nel cielo: il circo fatato di <strong>Marc Chagall</strong> è di scena a Roma, nei grandi spazi del <strong>Vittoriano</strong>, dove fino al 1 luglio saranno visibili 180 opere, provenienti dalle maggiori raccolte pubbliche e private internazionali.</p>
<p>Scopo dell&#8217;esposizione è quello di far emergere dall&#8217;apparente leggerezza della poetica chagalliana, il legame forte con la tradizione ebraica e con le profonde radici culturali che affondavano nella sua anima russa.</p>
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		<title>Petros Eni &#8211; Pietro è quì</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 22:52:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Petros Eni&#8221; e&#8217; l&#8217;iscrizione riportata su un frammento di intonaco &#8211; rinvenuto da scavi archeologici effettuati nella necropoli dell&#8217;Urbe &#8211; una delle molte testimonianze della grande diffusione del culto petrino. Il frammento, e una serie di altri materiali ed opere, sono esposti in questo allestimento che vuole ricordare i cinquecento anni dalla fondazione della Basilica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" title="Petros Eni" alt="Petros Eni" src="http://www.romabeniculturali.it/images/petros-eni.gif" />&#8220;Petros Eni&#8221; e&#8217; l&#8217;iscrizione riportata su un frammento di intonaco &#8211; <em>rinvenuto da scavi archeologici effettuati nella necropoli dell&#8217;Urbe</em> &#8211; una delle molte testimonianze della grande diffusione del culto petrino. Il frammento, e una serie di altri materiali ed opere, sono esposti in questo allestimento che vuole ricordare i cinquecento anni dalla fondazione della <strong>Basilica di San Pietro</strong>.</p>
<p>Sei le sezioni di un percorso espositivo che ci farà ammirare creazioni di Caravaggio, Rembrandt, Raffaello, e ancora Michelangelo, Tiziano, El Greco, messe a disposizione dalle strutture museali più prestigiose del mondo.</p>
<p>Fino all&#8217;8 Marzo<br />
Lun-mar h10-19; mer h13-19; gio-dom h10-19.<br />
Intero €7, ridotto €5</p>
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