Scoperta la sala da pranzo della domus aurea

La leggenda della Domus Aurea è tornata sotto i riflettori grazie ad una nuova, affascinante scoperta. Si tratta di una struttura a pianta circolare, senza eguali nell’architettura romana, rinvenuta sul colle Palatino, nell’area della Vigna Barberini; tale struttura è stata identificata come un probabile padiglione della Domus Aurea, una sala ancora sconosciuta ma che presenta una particolarità affascinante. Si tratta di misteriosi incassi circolari che aprono l’ipotesi di un pavimento ligneo posato su meccanismi sferici realizzati allo scopo di farlo ruotare. Questa anomala struttura ha fatto immediatamente pensare alla “coenatio rotunda” descritta da Svetonio nella “Vita dei Cesari”, una stanza rotante che imitava il movimento della Terra e che consentiva agli ospiti di godere di vedute straordinarie che cambiavano nelle diverse ore del giorno. Questa ipotesi non è tuttavia stata ancora confermata. In precedenza la “coenatio rotunda” era stata identificata con la celebre “sala ottagona”, punto focale del complesso, sarebbe stata orientata sulla posizione del sole al momento dell’equinozio dell’autunno del 64.

domus aureaSi aggiunge così un altro elemento di lusso sfrenato in una dimora divenuta celebre per la sua fastosità: agli estesi rivestimenti in oro si accompagnavano soffitti decorati con pietre semipreziose e lamine d’avorio. Altre pareti erano rivestite in marmo finemente levigato o erano ricoperte degli splendidi affreschi dell’artista Fabullo. Vi erano piscine di acqua marina e solforosa. I meravigliosi giardini comprendevano un laghetto, boschi, vigne e campi pieni di animali domestici e selvatici. All’entrata principale del palazzo era posta una colossale statua in bronzo di Nerone dell’altezza di 37 metri. Nella zona della Domus Aurea è posi stato rinvenuto nel 1506 il celeberrimo gruppo scultoreo del Laocoonte; è possibile che la statua sia appartenuta a Nerone stesso, appassionato collezionista.

Dopo la morte di Nerone (68), nel giro di poche decine di anni la Domus Aurea venne spogliata delle sue ricchezze e sepolta da nuove costruzioni. Proprio l’interramento della Domus ha consentito la perfetta conservazione delle opere d’arte qui contenute. Solo durante il Rinascimento le meraviglie della Domus Aurea tornarono alla luce; in questo periodo furono diversi gli artisti che si calarono sottoterra per studiare queste opere mirabili (tra questi anche Michelangelo e Raffaello). Le decorazioni “grottesche” impattarono prepotentemente sull’arte rinascimentale, e uno degli esempi più fulgidi di questa influenza sono le logge del Vaticano decorate da Raffaello.

Laura Losi

Durer e Chagall protagonisti a Roma

Le Scuderie del Quirinale ospitano la mostra “Durer e l’Italia“, dal 10 marzo al 10 giugno 2007, a cura di Kristina Herrmann Fiore. La mostra indaga per la prima volta in modo organico e approfondito i rapporti tra l’artista tedesco vissuto fra il 1471 e il 1528 e il Belpaese, all’insegna di un’influenza reciproca e duratura. Albrecht Durer: pittore, incisore, matematico e xilografo, viene considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale.

Da un lato, l’esposizione racconta quanto Durer abbia riflettuto sulla grande arte italiana e quanto ne abbia recepito in un confronto fra i suoi dipinti e opere di Leonardo, Mantegna, Giovanni Bellini, Pollaiolo, Agostino da Lodi, Lorenzo di Credi. Dall’altro l’esposizione rintraccia il suo influsso su artisti come Raffaello, Pontormo, i Carracci, Caravaggio e i caravaggeschi fino a Domenico Fetti e Carlo Maratta.

Non c’é forma d’arte della sua epoca con la quale Durer non si sia cimentato. Superbo rappresentante del Rinascimento, ha lasciato un numero notevole di opere: dipinti, incisioni, xilografie, più di mille disegni e tre libri stampati sulla geometria, le fortificazioni e la teoria della proporzione umana. La mostra nasce in collaborazione con il Polo Museale Romano e con il Polo Museale Fiorentino e, in particolare, con la Galleria degli Uffizi e il Gabinetto delle Stampe e dei Disegni degli Uffizi.

Proviene da quest’ultimo una serie di incisioni e disegni di Durer appartenenti alle collezioni medicee, mentre la Galleria degli Uffizi presta alle Scuderie del Quirinale le maggiori opere di Durer in suo possesso, fra cui la commovente “Adorazione dei Magi”, appositamente restaurata per l’occasione, il ritratto di Albrecht Durer il Vecchio e i ritratti degli apostoli Giacomo e Filippo.

Altre opere di Durer giungono, invece, dai principali musei tedeschi, da Vienna, da Washington, da Madrid e da Londra, oltre che dalle collezioni italiane. Parallelamente alla mostra romana, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi ospiterà, dal 29 marzo al 10 giugno, “Albrecht Durer incisore. Originali, copie, derivazioni” a complemento della mostra delle Scuderie del Quirinale.

Cavalli volanti, angeli caduti, spose e fidanzate che volteggiano nel cielo: il circo fatato di Marc Chagall è di scena a Roma, nei grandi spazi del Vittoriano, dove fino al 1 luglio saranno visibili 180 opere, provenienti dalle maggiori raccolte pubbliche e private internazionali.

Scopo dell’esposizione è quello di far emergere dall’apparente leggerezza della poetica chagalliana, il legame forte con la tradizione ebraica e con le profonde radici culturali che affondavano nella sua anima russa.

Petros Eni – Pietro è quì

Petros Eni“Petros Eni” e’ l’iscrizione riportata su un frammento di intonaco – rinvenuto da scavi archeologici effettuati nella necropoli dell’Urbe – una delle molte testimonianze della grande diffusione del culto petrino. Il frammento, e una serie di altri materiali ed opere, sono esposti in questo allestimento che vuole ricordare i cinquecento anni dalla fondazione della Basilica di San Pietro.

Sei le sezioni di un percorso espositivo che ci farà ammirare creazioni di Caravaggio, Rembrandt, Raffaello, e ancora Michelangelo, Tiziano, El Greco, messe a disposizione dalle strutture museali più prestigiose del mondo.

Fino all’8 Marzo
Lun-mar h10-19; mer h13-19; gio-dom h10-19.
Intero €7, ridotto €5