A Roma apre il Maxxi, il Museo delle Arti del XXI secolo
Lo scorso 12 novembre è stato inaugurato a Roma il MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo istituito dal Ministero per i Beni e le Attività culturali ora costituito in Fondazione. Si tratta di un grande centro di cultura, studio, ricerca e sperimentazione, che si propone di promuovere l’arte e l’architettura del XXI secolo.

Il pubblico potrà così conoscere le più valenti testimonianze artistiche della creatività contemporanea, che verranno studiate e conservate in quello che si propone come un nuovo punto di riferimento nazionale per il settore di riferimento.
Il museo si divide in due parti, MAXXI Architettura e MAXXI Arte. Nel primo caso si tratta del primo museo nazionale dedicato esclusivamente all’architettura dal XX secolo alla contemporaneità. Qui vengono mostrate e analizzate le diverse personalità che si sono distinte nei due secoli, le tendenze e le risposte che l’architettura ha dato di volta in volta alle esigenze di una società variegata ed in costante mutamento. MAXXI Arte vuole invece presentare al pubblico i diversi linguaggi dell’arte contemporanea, attraverso mostre, conferenze, documentari, spettacoli teatrali e musicali. Uno sguardo a 360 gradi, dunque, che si avvale anche dell’ausilio delle nuove tecnologie per consentire una fruizione all’avanguardia delle opere.
L’architettura dell’edificio è stata affidata a una vera celebrità nel settore, Zaha Hadid, architetto decostruttivista iracheno autore del progetto vincitore. Si tratta di una struttura altamente innovativa caratterizzata da una complessa trama spaziale che si integra perfettamente nel tessuto urbano e paesaggistico circostante. L’edificio, circa 27mila mq, è stato organizzato su più livelli in modo da conferire una grande libertà di scelte in occasione delle mostre. Una grande piazza sarà dedicata ad eventi live ed esposizioni a cielo aperto.
L’apertura al pubblico del MAXXI è prevista per la prossima primavera. Il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha così commentato la nuova impresa il giorno dell’inaugurazione. “Con il Maxxi Roma si pone tra le città più impegnate nell’arte contemporanea. Nasce uno dei più grandi musei del mondo di arte contemporanea firmato da un architetto internazionale come Zaha Hadid. Ecco perché oggi è una giornata importante per Roma e per il nostro Paese”.
Una nuova mostra romana celebra il grande pittore metafisico nel 30esimo anniversario della morte. “De Chirico e il Museo” sarà aperta fino al 25 gennaio alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma. Il percorso espositivo è diviso in sei sezioni ‘Mitologia e archeologia’ (sulle influenze della classicità e dell’antichità), ‘I d’après dai grandi maestri’ (copie eseguite alla maniera dei maestri), ‘La grande pittura’, ‘Da Rubens’ (in esposizione per la prima volta le opere ispirate al grande artista) , ‘La Neometafisica’ e ‘Opere su carta’. Nelle opere in esposizione è forte la presenza di molte citazioni e reminescenze dal passato; del resto De Chirico fu anche un grande storico e teorico dell’arte oltre che un grande artista. Cronologicamente, la data d’inizio è fissata al 1919, anno in cui De Chirico visitò la Galleria d’arte moderna – che criticò -
Lo scorso 11 ottobre ha aperto a Roma la nuova mostra su Pablo Picasso “Picasso 1917 – 1937 L’Arlecchino dell’arte“. Saranno in esposizione ben 180 opere provenienti da tutto il mondo e concentrate nel ventennio tra le due guerre, periodo particolarmente intenso e fecondo per Picasso, il più creativo in assoluto secondo Yve-Lain Bois, storico dell’arte all’università di Princeton e ideatore della mostra. “Secondo la tradizione, Arlecchino può essere qualsiasi cosa desideri, elude e aggira le regole, sfoderando ogni volta un’identità completamente inaspettata. Anche Picasso era così” spiega Bois “Come Arlecchino, Picasso poteva diventare un artista diverso in un istante, giorno, oppure mese; trasformarsi in pittore cubista, neo classico, astrattista oppure espressionista in una sorta di “dongiovannismo stilistico.”
Nei vent’anni a cavallo delle due guerre l’artista si affiderà a contrapposizioni stilistiche, contraddizioni e citazioni che non rinnegano nulla, viceversa rendono omaggio alle scelte precedenti. Vent’anni che partono da un ritorno all’ordine neoclassico e terminano con Guernica: compito della mostra è analizzare la complessa attività di questi anni centrali nell’opera di uno degli artisti più amati e quotati di tutti i tempi.