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	<title>Roma Beni Culturali &#187; mostre</title>
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	<description>News Arte e Cultura a Roma</description>
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		<title>Mostre: &#8220;L’Età della Conquista. Il fascino dell’arte greca a Roma&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 13:34:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fino al 5 settembre avrà luogo ai Musei Capitolini (Palazzo Caffarelli) la mostra &#8220;L&#8217;Età della Conquista. Il fascino dell’arte greca a Roma&#8220;; il titolo ha un chiaro riferimento all&#8217;età dell&#8217;espansione dell&#8217;impero Romano, che dopo aver raggiunto il controllo di quasi tutto il Mediterraneo fu a sua volta &#8220;conquistato&#8221; dalla cultura greca. L&#8217;influenza andò ben oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/03/Eta-della-Conquista.jpg" alt="L&#039;età della Conquista" title="L&#039;età della Conquista" width="250" height="358" class="alignleft size-full wp-image-428" />Fino al 5 settembre avrà luogo ai <strong>Musei Capitolini</strong> (Palazzo Caffarelli) la <strong>mostra &#8220;<em>L&#8217;Età della Conquista. Il fascino dell’arte greca a Roma</em>&#8220;</strong>; il titolo ha un chiaro riferimento all&#8217;età dell&#8217;espansione dell&#8217;impero Romano, che dopo aver raggiunto il controllo di quasi tutto il Mediterraneo fu a sua volta &#8220;conquistato&#8221; dalla cultura greca. L&#8217;influenza andò ben oltre una passiva adozione delle linee guida della terra sottomessa, ma fu, appunto, una &#8220;fascinazione&#8221;, che si incontrò e sposò con costumi e tradizioni romane radicate. </p>
<p>La mostra mette quindi in luce un aspetto imprescindibile nella <strong>comprensione della cultura e della civiltà romane</strong>, attraverso un&#8217;esposizione di opere prese in prestito da alcune tra le più grandi fondazione di arte antica italiane e del mondo (Atene, Parigi, Ostia, Chieti, Torino e molte altre). </p>
<p><strong>L&#8217;influenza ellenica si diffuse a Roma attraverso il contatto con il popolo conquistato</strong>; contatto determinato dal trasporto di opere d&#8217;arte ma anche dal trasferimento di maestranze elleniche, come artisti, architetti, medici e intellettuali. Questi fenomeni provocarono <strong>un cambiamento che segnò la civiltà romana in modo profondo</strong> e irreversibile; i due modelli si fusero e iniziarono a convivere, come è evidente in monumenti quale il tempio di largo Argentina, dove coabitano in armonia stilemi tipicamente greci e italici. Gli artisti peraltro mescolarono stili appartenenti a varie epoche della cultura greca, in un <strong>linguaggio figurativo e pittorico</strong> del tutto nuovo e ricco di fascino. L&#8217;influenza non fu circoscritta al campo dell&#8217;arte, ma si estese a tutti gli ambiti del sapere, allo stile di vita e persino alla moda.<br />
Molti di questi aspetti vengono illustrati dalla mostra ai Musei Capitolini, divisa in quattro sezioni; una prima dal titolo &#8220;<strong>Dei e santuari</strong>&#8220;, una seconda sui &#8220;<strong>Monumenti onorari</strong>&#8220;, una terza denominata &#8220;Vivere alla Greca&#8221; e una quarta sui &#8220;<strong>Costumi funerari</strong>&#8220;.</p>
<p>La rassegna è promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione &#8211; Sovrintendenza ai Beni Culturali, dal <strong>Ministero per i Beni e le Attività Culturali</strong> con la collaborazione delle Banche Tesoriere del <strong>Comune di Roma</strong>. La mostra si inserisce in un progetto quinquennale che mira a un approfondimento della cultura romana; il piano ripercorre la storia di questa grande civiltà attraverso vari e importanti appuntamenti che ne mettono in luce vari aspetti e sfaccettature: &#8220;Il volto dei potenti. Il ritratto romano tra Repubblica e Impero&#8221; nel 2011; &#8220;Costruire un Impero. L&#8217;architettura come rappresentazione di potere&#8221; nel 2012; L&#8217;età dell&#8217;equilibrio. L&#8217;arte romana durante il principato di Traiano e di Adriano&#8221; nel 2013; &#8220;L&#8217;età dell&#8217;angoscia. L&#8217;arte romana tra Marco Aurelio e Diocleziano&#8221; nel 2014.</p>
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		<title>Impressionisti in mostra a Roma: &#8216;Da Corot a Monet. La sinfonia della natura&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 18:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 6 marzo al 29 giugno 2010 Roma ospiterà la mostra Da Corot a Monet. La sinfonia della natura; e viene spontaneo pensare a un parallelismo tra l&#8217;approssimarsi della nuova stagione e l&#8217;inaugurazione di un&#8217;esposizione di opere che spesso sono un inno al colore e al paesaggio.

Le opere in mostra sono 170 e provengono da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 6 marzo al 29 giugno 2010 Roma ospiterà la mostra <strong><em>Da Corot a Monet. La sinfonia della natura</em></strong>; e viene spontaneo pensare a un parallelismo tra l&#8217;approssimarsi della nuova stagione e l&#8217;inaugurazione di un&#8217;esposizione di opere che spesso sono un inno al colore e al paesaggio.<br />
<center><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/03/mostra_roma.jpg" alt="mostra" title="mostra" width="400" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-421" /></center><br />
Le opere in mostra sono 170 e provengono da diversi musei e gallerie di tutto il mondo. Il percorso espositivo mira ad illustrare l&#8217;evoluzione della pittura impressionista nella rappresentazione della natura e del paesaggio, attraverso opere di <strong>Corot, Rousseau, Díaz de la Peña, Dupré e Daubigny</strong>, e molti altri. Il punto di partenza è rappresentato dalle prime innovazioni introdotte alla pittura classicheggiante dei Salon, attraverso le opere della cosiddetta &#8220;<strong>scuola di Barbizon</strong>&#8220;, un gruppo di pittori collegati alla località di Barbizon, in Francia; il luogo, tra gli anni Trenta e Settanta dell&#8217;Ottocento, fu un ritrovo esponenti del realismo particolarmente inclini ad indugiare in tendenze formalmente raffinate e legate al romanticismo, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;associazione del paesaggio con lo stato d&#8217;animo umano. Tra gli artisti che maggiormente influenzarono questo movimento, un ruolo fondamentale spetta indubbiamente a <strong>John Constable</strong> il quale, a partire dalla sua prima esposizione al Salon di Parigi nel 1824, fu un maestro nella raffigurazione paesaggista dal vero di scene rurali e campestri non come sfondo a scene particolari, ma fine a se stesse. L&#8217;influenza di Constable richiamò molti artisti nel villaggio, tra cui Millet, Corot, Rosseau e Daubigny; negli anni Sessanta giunsero anche Monet, Renoir e altri esponenti dell&#8217;impressionismo. La corrente impressionista, tratte le fila dal Romanticismo e dal Realismo, si sviluppò poi da metà secolo fino ai primi del &#8216;900; nel movimento fu sempre centrale la riscoperta della pittura di paesaggio e in questo senso fu fondamentale la figura di Corot per le sue ambientazioni lontane dalle convenzioni del passato; anche le stampe giapponesi e il grande maestro Hokusai furono un grande esempio per l&#8217;impressionismo nel suo rapporto con la Natura. </p>
<p>Il paesaggio con gli impressionisti cessa di essere un comprimario, per diventare protagonista ai pari delle figure che ne vengono avvolte. In questa concezione anche il colore viene trattato in modo rivoluzionario, attraverso una nuova teoria impressionista che si fonda, tra l&#8217;altro, sulla recente invenzione della macchina fotografica e sulle Leggi sull&#8217;accostamento dei colori di Eugène Chevreul. E&#8217; nota poi la tecnica impressionista di dipingere all&#8217;aperto, en plein air, in modo da trasmettere al meglio sulla tela la percezione del paesaggio nei suoi vari aspetti, dalla luce al colore all&#8217;atmosfera, nelle varie ore del giorno e condizioni climatiche; emblematiche, in questo senso, sono le celebri <strong>Ninfee di Monet</strong>, presenti peraltro in mostra e in un certo senso riassuntive della filosofia impressionista del paesaggio nel suo complesso.</p>
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		<title>A Roma apre il Maxxi, il Museo delle Arti del XXI secolo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:23:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 12 novembre è stato inaugurato a Roma il MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo istituito dal Ministero per i Beni e le Attività culturali ora costituito in Fondazione. Si tratta di un grande centro di cultura, studio, ricerca e sperimentazione, che si propone di promuovere l&#8217;arte e l&#8217;architettura del XXI secolo.

Il pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Lo scorso 12 novembre è stato inaugurato a Roma il MAXXI, <strong>Museo delle Arti del XXI secolo</strong> istituito dal Ministero per i Beni e le Attività culturali ora costituito in Fondazione. Si tratta di <strong>un grande centro di cultura</strong>, studio, ricerca e sperimentazione, che <strong>si propone di promuovere l&#8217;arte e l&#8217;architettura del XXI secolo</strong>.<br />
<center><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/11/maxxi.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/11/maxxi.jpg" alt="maxxi" title="maxxi" width="400" height="281" class="aligncenter size-full wp-image-379" /></a></center><br />
Il pubblico potrà così conoscere le più valenti testimonianze artistiche della <strong>creatività contemporanea</strong>, che verranno studiate e conservate in quello che si propone come un nuovo punto di riferimento nazionale per il settore di riferimento. </p>
<p align="justify">Il museo si divide in due parti, <strong>MAXXI Architettura</strong> e <strong>MAXXI Arte</strong>. Nel primo caso si tratta del primo museo nazionale dedicato esclusivamente all&#8217;architettura dal <strong>XX secolo</strong> alla contemporaneità. Qui vengono mostrate e analizzate le diverse personalità che si sono distinte nei due secoli, le tendenze e le risposte che l&#8217;architettura ha dato di volta in volta alle esigenze di una società variegata ed in costante mutamento. <strong>MAXXI Arte</strong> vuole invece presentare al pubblico i diversi linguaggi dell&#8217;arte contemporanea, attraverso mostre, conferenze, documentari, spettacoli teatrali e musicali. Uno sguardo a 360 gradi, dunque, che si avvale anche dell&#8217;ausilio delle nuove tecnologie per consentire una fruizione all&#8217;avanguardia delle opere.</p>
<p>L&#8217;architettura dell&#8217;edificio è stata affidata a una vera celebrità nel settore, <strong>Zaha Hadid, architetto decostruttivista iracheno</strong> autore del progetto vincitore. Si tratta di una struttura altamente innovativa caratterizzata da una complessa trama spaziale che si integra perfettamente nel tessuto urbano e paesaggistico circostante. L&#8217;edificio, circa 27mila mq, è stato organizzato su più livelli in modo da conferire una grande libertà di scelte in occasione delle mostre. Una grande piazza sarà dedicata ad eventi live ed esposizioni a cielo aperto.</p>
<p><strong>L&#8217;apertura al pubblico del MAXXI è prevista per la prossima primavera</strong>. Il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha così commentato la nuova impresa il giorno dell&#8217;inaugurazione. &#8220;<strong>Con il Maxxi Roma si pone tra le città più impegnate nell&#8217;arte contemporanea</strong>. Nasce uno dei più grandi musei del mondo di arte contemporanea firmato da un architetto internazionale come Zaha Hadid. Ecco perché oggi è una giornata importante per Roma e per il nostro Paese&#8221;.</p>
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		<title>Pasqua a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 09:14:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo un recente studio di trivago.it, community europea di amanti dei viaggi, Roma è la prima in classifica tra le mete più prenotate per il periodo pasquale. Roma non è solo la preferita per il turismo italiano, ma anche per quello internazionale: tra i viaggiatori europei, quelli che più aspirano a trascorrere la Pasqua nella capitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-200" title="buona Pasqua" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/04/buonapasqua.jpg" alt="buona Pasqua" width="220" height="200" />Secondo un recente studio di <em>trivago.it</em>, community europea di amanti dei viaggi, <strong>Roma è la prima in classifica tra le mete più prenotate per il periodo pasquale</strong>. Roma non è solo la preferita per il turismo italiano, ma anche per quello internazionale: tra i viaggiatori europei, quelli che più aspirano a trascorrere la Pasqua nella capitale italiana sono tedeschi, olandesi, francesi, inglesi e spagnoli. Ad attirarli, probabilmente, oltre all&#8217;<strong>inestimabile patrimonio artistico, culturale e archeologico di Roma</strong>, ci sono anche i prezzi abbastanza contenuti della permanenza: attualmente un pernottamento in camera doppia si aggira intorno ai 122 euro (Ansa). Oltre ai musei, ai monumenti storici e ai siti archeologici, Roma ospita durante il periodo della Pasqua 2009 diverse mostre strepitose.</p>
<p>Fino al 26 aprile avrà luogo al <strong>complesso del Vittoriano</strong> la mostra <em>I Sabini popolo d&#8217;Italia. Dalla storia al mito</em>. Fino 19 aprile si terrà presso il Museo Carlo Bilotti l&#8217;esposizione La magia della linea. 110 disegni di de Chirico dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Scopri il massimo è invece una mostra-evento che si terrà fino al 7 giugno con l&#8217;obiettivo di celebrare i primi dieci anni di attività della sede del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, offrendo al pubblico l’occasione di ammirare noti capolavori sotto una nuova luce, opere ritrovate grazie a recenti restauri e prestiti d’eccezione da altri Musei. Ricordiamo infine la mostra <a title="Giotto e il Trecento" href="http://www.romabeniculturali.it/giotto-e-il-trecento.htm">Giotto e il Trecento</a> “<em>Il più Sovrano Maestro stato in dipintura</em>”, anch&#8217;essa presso il complesso del Vittoriano di Roma da venerdì 6 marzo a lunedì 29 giugno 2009, di cui abbiamo già parlato.</p>
<p>Uno dei simboli più riconosciuti e riconoscibili della Pasqua, l&#8217;uovo, verrà valorizzato dalla mostra di solidarietà <em>L&#8217;arte nell&#8217;uovo di Pasqua</em>, che si terrà presso il Palazzo delle esposizioni a Roma. <strong>L&#8217;arte nell&#8217;uovo di Pasqua è un&#8217;iniziativa giunta quest&#8217;anno alla sua settima edizione</strong>, e che vede numerosi artisti, pittori e scultori chiamati ad interpretare l&#8217;uovo di pasqua che, in questo modo, smette di essere mero oggetto commerciale per diventare veicolo di arte e di valori. Quest&#8217;anno L&#8217;arte nell&#8217;uovo di Pasqua sostiene l&#8217;Associazione <em>ATENA Onlus</em>. In questo senso, presso la gioielleria Enigma di Roma saranno <strong>in vendita uova di Pasqua che sostengono la lotta contro il cancro</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Laura Losi</em></p>
<p><strong>Fonti</strong><br />
<em>Ansa, trivago.it, beniculturali.it, www.lartenelluovodipasqua.com</em></p>
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		<title>Nuove mostre a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 21:51:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Border Love
Dorothy Circus Gallery, Roma
Dal 16 gennaio al 25 febbraio
Si tratta di una rassegna delle opere post-surrealiste degli artisti Consuelo Mura, Lostfish, Benjamin Lacombe, Kmye Chan, con un obiettivo a dir poco ambizioso: rappresentare l&#8217;amore dei nostri tempi, un sentimento complesso e ricco di sfumature e contrasti, dagli estremismi all&#8217;interiorizzazione, alla spiritualità. L&#8217;arte della romana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><strong>Border Love</strong><br />
Dorothy Circus Gallery, Roma<br />
Dal 16 gennaio al 25 febbraio</p>
<p align="left">Si tratta di una rassegna delle opere post-surrealiste degli artisti Consuelo Mura, Lostfish, Benjamin Lacombe, Kmye Chan, con un obiettivo a dir poco ambizioso: rappresentare l&#8217;amore dei nostri tempi, un sentimento complesso e ricco di sfumature e contrasti, dagli estremismi all&#8217;interiorizzazione, alla spiritualità. L&#8217;arte della romana Consuelo Mura, si concentra sulla seduzione femminile esplicitata attraverso dettagli di indumenti che comunicano una sensualità mail volgare. &#8220;Mi interessano i particolari del corpo di donna, le gambe, i piedi, la bocca ma anche gli oggetti che fanno da strumento di seduzione, come le scarpe&#8230; Cerco di guardare il soggetto quasi attraverso una lente di ingrandimento. E così ottengo un particolare decontestualizzato che corrisponde anche al modo in cui la donna guarda il proprio corpo. &#8220;(da www.consuelomura.it). Lostfish, classe 1983, è una giovane artista e illustratrice proveniente dal sud della Francia. Alcune delle sue opere sono visibili sul suo sito ufficiale lostfish.free.fr. Benjamin Lacombe (www.benjaminlacombe.com), nato a Parigi nel 1982, è autore, illustratore e disegnatore di fumetti; negli anni ha lavorato per diverse case editrici internazionali e esposto in numerose gallerie in tutto il mondo. Kmye Chan, francese del 1985, ha iniziato la sua carriera ritraendo, da bambino, i personaggi dei suoi cartoni animati preferiti. Attualmente Kmye è disegnatore, illustratore, pittore e&#8230; biologo! Per il momento, infatti, all&#8217;arte è dedicato soltanto il tempo libero. I suoi lavori sono visibili su: <a href="http://www.kmye-chan.com/">www.kmye-chan.com</a>.</p>
<p><strong>Rossana Feudo</strong><br />
Palazzo Valentini (Sala Stampa e la Sala Egon Von Fustemberg)<br />
Dal 14 al 31 gennaio</p>
<p>L&#8217;artista presenta opere che vanno dalla rappresentazione di mostri, insetti e rettili a misteriose figure femminili. Celebre per aver ritratto Re Federico IX di Danimarca e di altri illustri personaggi, Rossana Feudo oggi vive e <a href="http://www.jobisjob.it/roma/lavoro/l">lavora a Roma</a> e a Londra. L&#8217;artista, che lavora con tempera su tela, ha tenuto diverse mostre personali e collettive a partire dal 1994; alcune sue opere figurano in importanti collezioni italiane ed estere, fra le quali la Collezione Wurth e la quadreria di Palazzo Comitini a Palermo. Il suo lavoro si concentra oggi anche sul restauro di miniature e quadri antichi.</p>
<p><strong>Lorna Fencer</strong><br />
Foyer del Teatro Parioli<br />
Dal 15 gennaio al 9 aprile</p>
<p>La mostra verte sull&#8217;artista Lorna Fencer e, più in generale, sull&#8217;arte aborigena australiana; si tratta di una sorta di anteprima della più grande rassegna sul tema che si terrà sempre a Roma la prossima primavera. Lorna, nata nel 1924 e scomparsa qualche anno fa, ha iniziato la pittura su tela nel 1986; il suo stile si distingue per la modernità insita nei colori vivaci e nei disegni vorticosi. Con gli anni, il suo lavoro è diventato sempre più libero, astratto e sensuale. La sua prima mostra risale al 1997 e da qui in avanti ha preso parte ad almeno una personale all&#8217;anno, oltre a numerose collettive. Alcuni dei suoi lavori si trovano in gallerie pubbliche e private in Australia e all&#8217;estero.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
<p>Fonti: <em>libero-news.it</em> &amp; <em>culturalnews.it</em></p>
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		<title>La tradizione del Grand Tour in mostra a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 14:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per &#8220;Grand Tour&#8221; si intende solitamente il viaggio compiuto da giovani danarosi e aristocratici nell&#8217;Europa continentale, vera e propria &#8220;tendenza&#8221; che si affermò a partire dal XVII secolo per raggiungere il suo apice nell&#8217;Ottocento, quando ai maschi di buona famiglia si aggiunsero anche le le ragazze dello stesso ceto sociale, accompagnate da un opportuno chaperon. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per &#8220;<strong>Grand Tour</strong>&#8221; si intende solitamente il viaggio compiuto da giovani danarosi e aristocratici nell&#8217;Europa continentale, vera e propria &#8220;tendenza&#8221; che si affermò a partire dal XVII secolo per raggiungere il suo apice nell&#8217;Ottocento, quando ai maschi di buona famiglia si aggiunsero anche le le ragazze dello stesso ceto sociale, accompagnate da un opportuno <em><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'">chaperon. </span></em></p>
<p><em></em><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'">Tuttavia, la tradizione del viaggio in Europa ha origini molto più antiche, e affonda le sue radici nel Medioevo, dove a viaggiare erano diverse categorie di persone, dagli artisti agli studiosi, ai mercanti. Parlando della sfera artistica e spirituale, il <strong>viaggio a Roma</strong> fu anche nei tempi antichi una tappa fondamentale nel percorso di vita di molti, in particolare per i religiosi e gli artisti. Ci fu però una fondamentale differenza tra questi viaggi e il <strong>Grand Tour</strong>: quest&#8217;ultimo identificò per la prima volta il viaggio come valore aggiunto a se&#8217; stante, ove ai richiami culturali o di altro tipo si aggiungeva il gusto del divertimento, dell&#8217;avventura, dell&#8217;evasione; del &#8220;viaggiare&#8221; in senso stretto. Accanto al <strong>Grand Tour europeo</strong> si affiancò la moda del più focalizzato <strong>viaggio in Italia</strong>; la penisola pian piano divenne una delle tappe privilegiate e quasi obbligate di questo aristocratico tour, tanto che talvolta &#8220;<strong>Grand Tour</strong>&#8221; e &#8220;<strong>viaggio in Italia</strong>&#8221; vengono usati come sinonimi.</span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'"> </span></p>
<div><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'">L&#8217;Italia e la sua capitale erano mete privilegiate per innumerevoli aspetti, che vanno dall&#8217;arte alla gastronomia, dall&#8217;opera lirica alla moda; venivano quindi considerate come completamento fondamentale della formazione umana e culturale dei giovani che potevano permettersi un così dispendioso insegnamento. Tra i viaggiatori famosi segnaliamo <strong>Johann Wolfgang von Goethe</strong>, il quale viaggiò in Italia dal 1786 al 1788. Si pensa che l&#8217;espressione &#8220;<strong>Grand Tour</strong> &#8220;abbia fatto la sua comparsa sulla guida <em><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'">An Italian Voyage di Richard Lassels, edita nel 1698. Il successo del libro di Thomas Coryat <em><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'">Coryat&#8217;s Crudities è spesso considerato come l&#8217;inizio della moda per il Grand Tour. Una moda che coinvolse, tra l&#8217;altro, anche l&#8217;aristocrazia russa. </span></em></span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'"><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'">La nuova<strong> mostra al Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro di Roma</strong> documenta le impressioni dei giovani rampolli russi durante il loro <strong>viaggio in Italia</strong>, suggestioni esplicitate dalle opere d&#8217;arte che i viaggiatori riportavano in patria a ricordo e rappresentazione dell&#8217;atmosfera nostrana. La mostra ’’<strong>Visioni del Grand Tour dall’Ermitage (1640-1880). Paesaggi e gente d’Italia nelle collezioni russe</strong>’’ comprende cinquanta opere dal dal XVII al XIX secolo. Tra esse, segnaliamo mirabili pitture olandesi del XVII secolo, con opere di Cornelis De Wael, Jan Miel, Nicolaes Berchem, Hendrik Frans Van Lint, Johannes Lingelbach, Jan Frans Van Bloemen;<span> quadri realizzati più grandi paesaggisti dei secoli XVII e XVIII, quali Claude Lorrain, Giovanni Paolo Panini, Hubert Robert, Claude Joseph Vernet, Jacob Phillip Hackert e Gaspard Dughet. Non poteva poi mancare la presenza di capolavori di artisti italiani del Settecento come Alessandro Magnasco, Domenico Brandi, Francesco Zuccarelli, Carlo Bonavia, Gaspare Traversi e Antonio Cioci. Un&#8217;apposita sezione della mostra è poi dedicata alla fotografa Enrica Scalfari, che ha confrontato i luoghi del passato con quelli del presente.</span></span></span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'"></span></span></div>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'"><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'"><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Oblique','sans-serif'"></p>
<p align="right"><span><em>Laura Losi</em></span></p>
<p><span><strong>&#8221;Visioni del Grand Tour dall’Ermitage (1640-1880). Paesaggi e gente d&#8217;Italia nelle collezioni russe&#8221; </strong>dal 19 novembre 2008 al 22 febbraio 2009</span><span> </span></p>
<div><span>Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro</span></div>
<p><span>Piazza Di San Salvatore In Lauro 15, Roma</p>
<p> </p>
<p></span></span></span></span></p>
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		<title>De Chirico e il Museo, mostra a Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 22:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[De Chirico]]></category>
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		<description><![CDATA[Una nuova mostra romana celebra il grande pittore metafisico nel 30esimo anniversario della morte. &#8220;De Chirico e il Museo&#8221; sarà aperta fino al 25 gennaio alla Galleria nazionale d&#8217;arte moderna di Roma. Il percorso espositivo è diviso in sei sezioni ‘Mitologia e archeologia’ (sulle influenze della classicità e dell&#8217;antichità), ‘I d’après dai grandi maestri’ (copie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2008/11/orfeo.jpg" alt="orfeo.jpg" align="left" />Una nuova mostra romana celebra il grande pittore metafisico nel 30esimo anniversario della morte. &#8220;<strong>De Chirico e il Museo</strong>&#8221; sarà aperta fino al 25 gennaio alla Galleria nazionale d&#8217;arte moderna di Roma. Il percorso espositivo è diviso in sei sezioni ‘<strong>Mitologia e archeologia</strong>’ (sulle influenze della classicità e dell&#8217;antichità), ‘<strong>I d’après dai grandi maestri</strong>’ (copie eseguite alla maniera dei maestri), ‘<strong>La grande pittura’</strong>, ‘<strong>Da Rubens</strong>’ (in esposizione per la prima volta le opere ispirate al grande artista) , ‘La Neometafisica’ e ‘Opere su carta’. Nelle opere in esposizione è forte la presenza di molte citazioni e reminescenze dal passato; del resto <strong>De Chirico</strong> fu anche un grande storico e teorico dell&#8217;arte oltre che un grande artista. Cronologicamente, la data d&#8217;inizio è fissata al 1919, anno in cui <strong>De Chirico</strong> visitò la Galleria d&#8217;arte moderna &#8211; che criticò -<span>  </span>e la Galleria Borghese, dove ammirò particolarmente le opere di Tiziano rendendosi conto della necessità di tornare ai classici. Il risultato di queste riflessioni è evidente nella nuova mostra, dove risultano particolarmente suggestivi i dipinti ispirati ai grandi maestri come Michelangelo, Guido Reni, Delacroix, Tintoretto e Rubens, rivisitati in senso metafisico. Molto presente è anche il <strong>tema mitologico</strong>, che si esplicita in figure classiche dell&#8217;antica Grecia che l&#8217;autore amava tanto, e che vengono trasfigurate attraverso un linguaggio che esplicita il concetto di altra dimensione: in questo caso, una dimensione popolata di muse e centauri. Questo è il <strong>museo immaginario di De Chirico</strong>, che la mostra celebra: un insieme di suggestioni e influenze dall&#8217;antico e dai grandi maestri, e la riedizione di tutti questi messaggi in un linguaggio tutto nuovo. Un&#8217;arte che vede nella &#8220;copia&#8221; non la sterile imitazione ma l&#8217;omaggio e l&#8217;&#8221;andare oltre&#8221; con una poetica attuale e fantasiosa. <em>Se durante la visita a un museo di scultura antica entriamo in una sala deserta, ci capita spesso che le statue ci appaiono sotto un aspetto nuovo. La statua eretta su di un palazzo o un tempio, ovvero al centro di un giardino o di una pubblica piazza, ci si presenta sotto diversi aspetti metafisici. Nel caso del palazzo, dove si staglia contro il cielo meridionale, essa ha qualcosa di omerico, un piacere severo e distaccato, con una punta di malinconia. Sulla piazza ha sempre un aspetto eccezionale, soprattutto se poggia su un piedestallo basso, in modo che sembri confondersi con la folla dei passanti, coinvolta nel ritmo della vita cittadina di tutti i giorni. Nel museo assume un aspetto ancora differente: ci colpisce per quel che ha di irreale. </em>(Giorgio de Chirico, Statues, meubles et généraux, 1927)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt"><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Tra le particolarità della mostra, si segnala il dipinto <strong>Capriccio Veneziano</strong>, esposto nella sezione &#8216;La grande pittura&#8217;, ispirato all&#8217;arte del Veronese e visibile per la prima volta a Roma. Completano la mostra dipinti da alcuni degli artisti su cui De Chirico aveva espresso le sue opinioni in un articolo del 1919.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt" align="right"><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"><em>Laura Losi</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">&#8220;De Chirico e il Museo&#8221;</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">dal 20 novembre al 25 gennaio</span></span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Galleria nazionale d&#8217;arte moderna e contemporanea, </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Viale delle Belle Arti 13, Roma.</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Orari: martedì &#8211; domenica dalle 8.30 alle 19.30, chiuso lunedì</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Ingresso: intero €9 - ridotto €7</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Informazioni: tel. 0632298221.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Catalogo: Electa.</span></p>
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		<title>Mostre e monumenti romani su Second Life</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 11:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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		<category><![CDATA[Second Life]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo progetto del Sistema Musei Civici, nato dalla collaborazione tra l&#8217;Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, la Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, Zètema Progetto Cultura e Fondazione Valore Italia, include l&#8217;allestimento di mostre su Second Life. Il progetto parte da due presupposti fondamentali: il primo, più ovvio, è la fruibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Un nuovo progetto del Sistema Musei Civici, nato dalla collaborazione tra l&#8217;Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, la Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, Zètema Progetto Cultura e Fondazione Valore Italia, include l&#8217;</span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">allestimento di mostre su Second Life</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">. Il progetto parte da due presupposti fondamentali: il primo, più ovvio, è la </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">fruibilità dell&#8217;opera d&#8217;arte</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"> da parte di tutti senza muoversi dalla propria postazione tecnologica e senza sottostare a date e orari di apertura e chiusura; la seconda è la </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">possibilità di entrare nelle opere d&#8217;arte in modo più immersivo</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">, coinvolgente e interattivo. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"> </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Insieme alla </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">ricostruzione della <a title="Roma Antica su google earth" href="http://www.romabeniculturali.it/la-roma-antica-rivive-su-google-earth.htm">Roma Antica su Google Earth</a></span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">, questa iniziativa si colloca in un fenomeno di sempre più alta interazione tra cultura artistica e tecnologia all&#8217;avanguardia. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"> </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Parlando di </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'"><a title="second life" href="http://www.2000vetrine.it/tag/second-life/" target="_blank">Second Life</a></span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">, la città di </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">Mantova</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"> fu la prima ad essere riprodotta nel celebre mondo virtuale tridimensionale; la sua controparte si rifà alla Mantova di oggi e, naturalmente, comprende anche monumenti storici come Palazzo Tè, il Teatro Bibiena e la Basilica di S.Andrea. </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">La prima regione italiana presente su Second Life è stata invece la Toscana</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">, che è entrata a far parte della realtà virtuale nel 2007; da subito le ricostruzioni dei monumenti storici furono guardate con ammirazione, in particolare il</span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'"> Duomo di Firenze</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">, fedelmente riprodotto e visitabile internamente e esternamente. La </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">Provincia di Vicenza</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"> ha realizzato dal 21 gennaio 2008 il &#8220;</span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">Park Palladio</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">&#8221; ovvero un&#8217;isola con le ricostruzioni della Basilica Palladiana, di Palazzo Barbaran Da Porto e della Villa Cordellina. Il Park è stato dedicato al Palladio poiché proprio nel 2008 cade il cinquecentenario dalla nascita dell&#8217;illustre architetto vicentino. Il Park è stato inaugurato con la benedizione virtuale dell&#8217;avatar del Vescovo di Vicenza Cesare Nosiglia.</span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"> </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Tornando ai </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">monumenti romani</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">, l&#8217;</span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">antica via Flaminia</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">, con i suoi monumenti in parte scomparsi, è ora visitabile grazie ad una ricostruzione virtuale, il &#8221;</span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">Museo virtuale della Via Flaminia antica</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">&#8221;, che ha sede permanente in una sala del Museo Nazionale Romano alle terme di Diocleziano. Oltre a visitare i monumenti, è possibile interagire con gli antichi romani tra cui &#8220;celebrities&#8221; dell&#8217;epoca come Livia e Augusto. Le quattro tappe del viaggio nel tempo sono Ponte Milvio, l&#8217;area archeologica di Grottarossa, la Villa di Livia a Prima Porta, e Malborghetto, un casale fortificato in epoca medievale. La ricostruzione, realizzata dal </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">team di Maurizio Forte dell&#8217;Istituto di tecnologie applicate ai beni culturali</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">, ha richiesto più di due anni di lavoro. Si tratta del </span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">primo museo virtuale archeologico a livello europeo</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">; qui il visitatore è un reale protagonista interattivo del cyberspazio. Il progetto comprende anche un&#8217;</span><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica-Bold','sans-serif'">applicazione per Second Life</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"> </span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Helvetica','sans-serif'">Splendida opportunità di un viaggio nel tempo o presuntuosa volontà di far rivivere un mondo ormai remoto? Difficile a dirsi; se queste iniziative da un lato contribuiscono ad alzare il percepito di Second Life, che da molti viene ancora visto come fuga dalla realtà<span> </span>- o peggio &#8211; dall&#8217;altro molti ambienti culturali restano ancora scettici nei riguardi dell&#8217;arte vista su uno schermo anzichè che dal vivo, pur con tutte le sue cicatrici.</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p align="right"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Helvetica','sans-serif'"><em>Laura Losi</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Al Palazzo delle Esposizioni mostre sugli Etruschi e Bill Viola</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 11:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Etruschi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Etruschi. Le antiche metropoli del Lazio&#8221; e &#8220;Bill Viola. Visioni interiori&#8221; sono le due mostre, lontanissime sotto molti punti di vista, che troveranno posto nella medesima location di Palazzo delle Esposizioni, il più grande spazio espositivo interdisciplinare nel centro di Roma.
&#8220;Etruschi. Le antiche metropoli del Lazio&#8221; ha lo scopo di illustrare l&#8217;affascinante civiltà etrusca stimolando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Etruschi. Le antiche metropoli del Lazio</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Bill Viola. Visioni interiori</strong>&#8221; sono le due mostre, lontanissime sotto molti punti di vista, che troveranno posto nella medesima location di Palazzo delle Esposizioni, il più grande spazio espositivo interdisciplinare nel centro di Roma.</p>
<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2008/10/etruschi.jpg" alt="Etruschi" align="left" />&#8220;<strong>Etruschi. Le antiche metropoli del Lazio</strong>&#8221; ha lo scopo di illustrare l&#8217;affascinante civiltà etrusca stimolando al contempo lo spettatore a visitare i territori che la ospitarono. La civiltà etrusca, sviluppatasi a partire dal X secolo a.C. per poi essere definitivamente inglobata nella civiltà romana entro la fine del primo secolo avanti Cristo, si affermò in un&#8217;area corrispondente alla Toscana, all&#8217;Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Campania e verso la zona padana dell&#8217;Emilia-Romagna e della Lombardia. Il massimo periodo di prosperità per gli etruschi fu raggiunto verso la metà del VI secolo a.C., quando riuscirono a stabilire la loro egemonia su tutta la penisola italica. La conquista da parte dei romani, attraverso la quale vi fu una forte e reciproca contaminazione culturale, ebbe inizio con la conquista di Veio del 396 a. C.. La mostra a Palazzo delle Esposizioni si focalizza, tra l&#8217;altro, su questi legami, contaminazioni e differenze tra Etruria e Roma, mettendo al contempo in risalto le specificità artistiche delle quattro città di Vulci, Cerveteri, Tarquinia e Veio.</p>
<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2008/10/bill_viola_observance.jpg" alt="observance" align="right" />In un salto temporale e culturale notevolissimo, ma che vuole dimostrare che l&#8217;arte è senza tempo, si passa a &#8220;<strong>Bill Viola. Visioni interiori</strong>&#8220;. La mostra si concentra sul grande video artista contemporaneo americano <strong>Bill Viola</strong> (New York, 25 gennaio 1951), uno dei più apprezzati nell&#8217;ambito della videoarte, che vanta tra l&#8217;altro al suo attivo una mostra personale al MOMA di New York. Le opere in mostra vanno dal 1995 al 2007 e tra esse citiamo: &#8220;The Crossing&#8221;, grande installazione video-sonora sul rapporto tra uomo e Natura; &#8220;The Greeting&#8221; e &#8220;Emergence&#8221;, rivisitazioni video di icone della storia dell’arte; &#8220;Anima&#8221;, video a colori in trittico sull&#8217;animo umano; &#8220;Four Hands&#8221; video in bianco e nero sulle mani in movimento; &#8220;Departing Angel&#8221; sul rapporto tra la vita e la morte; &#8220;Surrender&#8221;, un uomo e una donna che si prostrano immersi nell&#8217;acqua; &#8220;Dolorosa&#8221;, installazione video che celebra la sofferenza umana; &#8220;<em>Observance</em>&#8220;, una processione di persone pervasa da un&#8217;aura di solennità, emozione e dolore.</p>
<p align="right"><em>Laura Losi</em></p>
<p><strong><em>&#8220;Etruschi. Le antiche metropoli del Lazio&#8221;<br />
&#8220;Bill Viola. Visioni interiori&#8221;</em></strong><br />
Roma, Palazzo delle Esposizioni<br />
21 ottobre 2008 &#8211; 6 gennaio 2009<br />
Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 &#8211; 20.00<br />
Venerdì, sabato: 10.00 &#8211; 22.30<br />
Domenica: 10.00 &#8211; 20.00. Lunedì: chiuso</p>
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		<title>Da Rembrandt a Vermeer. Valori civili nella pittura fiamminga e olandese del &#8216;600</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 10:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rembrandt]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova mostra romana &#8220;<strong>Da Rembrandt a Vermeer. Valori civili nella pittura fiamminga e olandese del &#8216;600.</strong>&#8221; aprirà i battenti dall&#8217;11 novembre 2008 al 15 febbraio 2009 presso il museo del Corso a Roma. Come si evince dal titolo, la mostra si concentrerà su quello che è considerato il <strong>secolo d&#8217;oro d&#8217;Olanda</strong>. Il gruppo di opere è una selezione della <strong>Gemäldegalerie di Berlino</strong>, galleria considerata una delle raccolte artistiche più significative a livello internazionale. Le opere presenti in mostra sono 55 e si concentrano sul genere degli interni dedicati all&#8217;intimità familiare, in un contesto storico caratterizzato da grandi cambiamenti e trasformazioni.<br />
<a href="http://www.romabeniculturali.it/da-rembrandt-a-vermeer-mostra-pittura-fiamminga.htm"><img src="http://www.romabeniculturali.it/immagini/mostra-fiamminghi.jpg" border="0" alt="Da Rembrandt a Vermeer. Valori civili nella pittura fiamminga del 1600." align="right" /></a></p>
<p>L&#8217;Olanda infatti, contrariamente a gran parte degli altri paesi europei che nel &#8216;600 subirono una grave crisi economica, durante questo secolo diventò una delle più grandi potenze marittime e commerciali. Anche grazie al rispetto della filosofia calvinista, l&#8217;economia conobbe un forte sviluppo, con conseguente arricchimento della borghesia media e alta. Gli artisti di questo secolo rappresentarono la realtà quotidiana delle varie classi sociali, dal popolo all&#8217;alta borghesia, concentrandosi generalmente sulla città, dalle vedute alle feste ufficiali agli interni ai quali è dedicata la mostra romana.</p>
<p>I quadri in esposizione appartengono ai più grandi artisti dell&#8217;epoca, da <strong>Rembrandt </strong>a <strong>Anton van Dyck</strong>, da <strong>Vermeer</strong> a <strong>Rubens</strong>. In particolare citiamo <em>Tommaso di Carignano Principe di Savoia</em> e <em>Ritratto di gentildonna genovese</em> di <strong>Antoon van Dyck</strong>, ritrattista che, dopo un lungo soggiorno in Italia divenne il primo pittore di corte di Carlo I in Inghilterra; il <em>Paesaggio con l&#8217;impiccato</em> di <strong>Rubens</strong>; la <em>Ragazza col filo di perle</em> di <strong>Jan Vermeer</strong>; <em>La Madre e La pesatrice d&#8217;oro</em>, mirabili tele di <strong>Pieter de Hooch</strong>, artista spesso paragonato a Vermeer per i soggetti di genere tratti dalla vita di tutti i giorni; il <em>Ragazzo che canta con flauto</em> del prolifico <strong>Frans Hals</strong>, autore di alcuni tra i più noti ritratti del periodo barocco; <em>Il cambiavalute</em> e il <em>ritratto di Hendrickje Stoffels</em> di <strong>Rembrandt.</strong></p>
<p>E per chi volesse documentarsi sulla mostra prima di visitarla, oltre a un buon testo di storia dell&#8217;arte, segnaliamo alcuni film dedicati agli artisti in esposizione.</p>
<p>A Rembrant è stato dedicato un film del 1999, intitolato semplicemente <em>Rembrandt </em>e diretto da Charles Matton.</p>
<p><em>Rubens, schilder en diplomaat è un film del 1977 diretto da Roland Verhavert e basato sulla vita di Pieter Paul Rubens.</em><em><em>La ragazza con l&#8217;orecchino di perla, il più famoso di tutti, è un film del regista Peter Webber, ispirato all&#8217;omonimo romanzo di Tracy Chevalier che a sua volta ruota attorno alla vita di Jan Vermeer, ed in particolare al suo quadro <em>Ragazza col turbante</em>, noto anche con il titolo di <em>Ragazza con l&#8217;orecchino di perla</em>. Il film è stato candidato a tre premi Oscar: &#8220;migliore regia&#8221;, &#8220;migliore fotografia&#8221; e &#8220;migliori costumi&#8221;. I protagonisti sono interpretati da Colin Firth nei panni di Johannes Vermeer e Scarlett Johansson nei panni di Griet, giovane domestica con la quale il celebre pittore avrebbe intrapreso una relazione platonica.</em></em></p>
<p align="right"><em>Laura Losi</em></p>
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