Shopping a Roma: 10 luoghi da vedere

shoppingFabriano Boutique, via del Babuino 173
Nell’era digitale, ecco un luogo dove riscoprire la magia della carta, dal semplice quaderno agli album per le foto, alla carta da lettera. In questa boutique è facile perdere il senso del tempo, rapiti dai materiali, dai colori e dal design delle collezioni, assaporando il profumo della carta e della pelle degli intramontabili articoli fabriano.

Galleria Santa Cecilia, Piazza di Santa Cecilia, 16.
E’ una libreria e galleria d’arte privata a Trastevere, specializzata in libri di fotografia; l’interno combina un edificio storico con un design moderno e un originale sistema di illuminazione.

Amore e Psiche, Via S. Caterina da Siena, 61.
E’ una bella libreria caratterizzata da un’immagine architettonica esclusiva dovuta all’ideazione progettuale di Massimo Fagioli, psichiatra e artista; offre una vasta selezione di libri d’arte, architettura e design. E’ situata in un palazzo storico a pochi passi dal Pantheon.

Spazio Sette, Via dei Barbieri 7
Ospitato in un palazzo a tre piani del XVII secolo, è uno dei negozi di arredamento più interessanti e tratta le più grandi marche italiane e internazionali. Si può trovare di tutto, dai mobili ai casalinghi dagli accessori da scrivania agli arredi da giardino. La selezione dei prodotti è notevole; l’impressione è quella di essere in un museo di design.

Mia Zia, in Via Mario dei Fiori, 62.
Questa mini-boutique usa i colori del deserto per promuovere gli articoli del brand creato da Valerie Barkowski e la sua passione per l’arte. Mia Zia, inizialmente inventato per vendere sciarpe di lana allo scopo di finanziare una fondazione d’arte, è presto diventata un avventura commerciale e artistica che non ha perso nulla della sua ispirazione originaria: gli articoli di tutti i generi sono realizzati a mano. Una ricamatrice esperta si occupa di ogni piccolo dettaglio. La maggior parte della collezione è stata prodotta con sistemi tradizionali, macchine tessili che necessitano ancora di mani esperte per farle funzionare.

Cristina Bomba , Via Ripetta 39
L’atelier offre un servizio di sartoria per creare pezzi unici con una bellissima selezione di tessuti in esposizione. Sono in vendita anche articoli di abbigliamento, lingerie e accessori, per uomo, donna e bambino, spesso realizzati in filati naturali come cashmere, seta, cotone e lino. All’interno, sotto le volte antiche, si trova una piccola fontana, e dal 2001 parte del locale è stato aperto per mostre d’arte e design.

Giolitti, Via Uffici del Vicario, 40.
Considerata da molti la gelateria migliore di Roma, Giolitti offre una grande varietà di sapori, tutti eccezionalmente buoni, e si trova in una zona perfetta per passeggiare con il cono in mano. E’ inoltre interessante leggere la storia di come tutto è cominciato nel 1890, quando aprì una prima latteria che ben presto diventò quella della Sala reale. Oggi Giolitti è un ritrovo storico per i romani e per i numerosi onorevoli della Camera dei Deputati

Mercato di Porta Portese
E’ il più grande e più famoso mercato di Roma, come il mercato delle pulci a Parigi e Portobello Road a Londra. Qui si trova di tutto: vestiti nuovi e vecchi, scarpe, cuoio, alimentari, vintage, antiquariato vero e falso. E ‘aperto solo la domenica mattina, dall’alba alle 13:30. Per fare affari bisogna cercare di arrivare non dopo le 9:00, prima che diventi incredibilmente affollato e difficile da attraversare.

Via dei Coronari
E’ una stradina stretta, intima e medievale vicino a Piazza navona, zeppa di boutique di artigianato e antiquariato. Originariamente chiamata Via Recta, questa strada è stata creata da papa Sisto IV in occasione di una riprogettazione radicale del quartiere medievale. L’idea era di creare un tramite per Ponte Sant’Angelo e poi più in là, a San Pietro. Poiché la strada è stata successivamente affollata di pellegrini, si è anche riempita di stand e negozi che vendevano souvenir e, in particolare, rosari: di qui il nome di Via dei Coronari. Oggi l’atmosfera medioevale è ancora viva, anche se i vecchi negozi di souvenir hanno lasciato il posto a negozi di antiquariato.

Panella, in Largo Leonardi, 2
Si tratta di uno dei migliori panifici di tutta Roma; offre pane di ogni forma e gusto, pasticcini raffinati, cioccolato e pizza. E’ molto vicino a una delle quattro basiliche di Roma, Santa Maria Maggiore.

Roma città sexy

Bloom RomaSecondo il Sunday Times Travel Magazine, allegato viaggi domenicale del celebre Times, Roma è una tra le città più sexy del mondo; rientra infatti tra le prime 12 città considerate il meglio del meglio dal punto di vista dell’eros e della sensualità, mete privilegiate per fughe passionali e week-end romantici. Tra le altre città, il Sunday Times Travel Magazine segnala Londra, Berlino, New York e Parigi, Tangeri, L’Avana, Istanbul, Stoccolma, Bath, Siviglia e San Pietroburgo.

Riguardo a Roma, viene suggerito una sorta di itinerario hot che comprende locali e ristoranti, bellezze archeologiche e paesaggistiche. La romantica escursione parte la mattina presto, quando si consiglia di andare a vedere l’alba a Piazza di Spagna, fermandosi poi alla celebre Sala da The Babington, fondata nel lontano 1893 e celebre per le degustazioni di tè; il Sunday Times Travel Magazine consiglia però una colazione a base di “bollicine e fragole intinte nel cioccolato”.

cose sexyL’itinerario prosegue poi per Piazza del Popolo, Piazza Venezia e il Colosseo. Mete piuttosto inflazionate, ma a quanto pare ancora in grado di accendere la passione e il desiderio. Per godere al meglio della vista della cupola di San Pietro, il il Sunday Times Travel Magazine consiglia uno spuntino a base di merluzzo nero su purè di ceci alla Pergola, all’ottavo piano di una struttura alberghiera appartenente al brand Waldorf-Astoria Collection. Si tratta dell’unico ristorante romano ad avere le tre stelle della guida Michelin, che vanta come executive chef il pluripremiato tedesco Heinz Beck.

Altro locale consigliato dal Sunday Times Travel Magazine è poi il Bloom, cocktail bar dalla struttura ricavata da una chiesa sconsacrata vicino a Piazza Navona. Per “smaltire i postumi della sbornia” non c’è niente di meglio che una capatina all’Antico Caffè Greco di Via Condotti, il più antico della città, romantico per le sue sedie di velluto, i mobili d’antiquariato e le pareti decorate. Infine, si può affittare uno scooter per un giro fino alla Bocca della Verità, in omaggio a Audrey Hepburn e Gregory Peck in “Vacanze Romane”.

Laura Losi

Fonti:
Ansa.it
timesonline.co.uk

L’acconciatura nell’Antica Roma

Capelli Antica RomaL’acconciatura nell’antica Roma è una materia il cui fascino arriva fino ai giorni nostri, come dimostrano alcuni tipi di styling che spesso vengono proposti in passerella o nei saloni di bellezza in caso di matrimoni e cerimonie di vario tipo. Osservando le sculture delle donne dell’antica Roma, si resta colpiti dalla creatività della acconciature, molto elaborate soprattutto se si tratta di donne sposate delle classi elevate. Se la moda romana rimase nei secoli relativamente semplice e immutabile, l’evidenza dello status sociale venne affidata perlopiù ai tipi di tessuto, ai gioielli, agli accessori e, appunto, alle acconciature.

acconciatura antica RomaSe le fanciulle potevano anche solo raccogliere i capelli con una crocchia sul retro o con un nodo a spirale nella parte superiore della testa, le donne dedicavano alle acconciature molto tempo e sforzo. Erano assistite da esperti parrucchieri che aumentavano il volume della chioma o la allungavano tramite ciuffi posticci e parrucche. I capelli venivano tinti e decolorati, stirati e arricciati tramite ferri roventi, scolpiti con un esercito di forcine, retine e ausili meccanici di vario tipo. Grande importanza avevano poi gli accessori che venivano apposti sulle chiome: nastri, fermagli, forcine preziose erano accessori indispensabili affinché il risultato fosse sofisticato quanto si conveniva.

Le tinture arrivavano dalle più svariate parti dell’impero: l’henné, ad esempio, molto usato durante l’epoca imperiale, veniva dall’Egitto. Le tonalità erano estremamente varie e pare arrivassero fino all’azzurro.

I primi stili sono abbastanza semplici, e vanno dalla ciambella e chignon all’usanza di legare strettamente i capelli alla sommità della testa con dei nastri, all’usanza etrusca. Ben presto però queste semplici pettinature vennero sostituite con grandiose creazioni che per altezza e complicazione non hanno avuto rivali fino alla corte francese di Luigi XVI. La pettinatura era così importante che venivano commissionate acconciature rimovibili per i busti, in modo che l’immagine della persona ritratta venisse ricordata al culmine della moda dell’epoca.

I capelli venivano anche profumati attraverso prodotti appositi; per l’acconciatura venivano usati diversi tipi di pettine e spazzole, nastri, retine in fili d’oro finemente intessute, nastri, ghirlande di fiori e gioielli preziosi: l’oro e le perle erano molto usati negli ornamenti per i capelli.

Anche gli uomini, dal canto loro, col passare dei secoli presero a farsi arricciare e tingere i capelli – tra i primi che sfoggiarono boccoli artificiali ricordiamo l’imperatore Adriano e suo figlio Lucio Cesare; chi soffriva di calvizie iniziò a farsi applicare capelli posticci, la qual cosa era presa molto di mira dai poeti satirici romani.