La mente di Leonardo

laboratorio genioDopo lo straordinario successo riscosso da La mente di Leonardo nella sua prima presentazione alla Galleria degli Uffizi nel 2006 e in vari successivi allestimenti: in Giappone (al Museo Nazionale di Tokyo), in Ungheria e in California, la mostra approda a Roma nella prestigiosa sede di Palazzo Venezia.
I romani e i numerosi turisti della capitale, potranno così entrare nel “laboratorio del Genio Universale” con l’auspicio che la mostra possa rinnovare il successo che ha incontrato nelle sue precedenti tappe nelle succitate sedi internazionali.
La mente di Leonardo
L’obbiettivo dell’allestimento, che si avvale anche di numerosi contributi multimediali, è quello di contribuire a diffondere un’immagine affascinante e scientificamente corretta della genialità di un personaggio senza eguali nella storia della cultura.


Leonardo da Vinci – Il genio e le invenzioni

LeonardoPresso il Palazzo della Cancelleria a Roma si terrà dal 30 aprile 2009 al 30 aprile 2010 la mostra “Leonardo da Vinci – Il genio e le invenzioni”, che si focalizza prevalentemente sulle “macchine” ideate dal genio rinascimentale. E’ quindi un Leonardo ingegnere, idraulico e inventore in senso lato quello che ci viene presentato in questa esposizione di quasi cinquanta macchine funzionanti e a disposizione del visitatore, che le può toccare e provare. Le macchine sono suddivise in cinque categorie: acqua, aria, terra, fuoco e meccanismi. Quest’ultima categoria contiene tutti quei macchinari che possono avere applicazioni diverse. Uno degli aspetti più affascinanti che questa esposizione mette in luce è l’anticipazione di alcune invenzioni che poi saranno portate a termine molto più avanti; tra esse le più celebri sono indubbiamente le macchine per il volo, ma ci sono anche la bicicletta e il paracadute, quest’ultimo concepito come un sistema per volare senza ali (non potendo naturalmente essere ancora considerato un dispositivo di sicurezza). Com’è noto, Leonardo aveva una grande fiducia nella possibilità di permettere all’uomo di volare «Piglierà il primo volo il grande uccello sopra del dosso del suo magno Cecero (il monte Ceceri, presso Firenze), empiendo l’universo di stupore, empiendo di sua fama tutte le scritture e gloria eterna al loco dove nacque». Il suo genio però non si rivolse solo alla volta celeste, ma anche al fondale marino; per permettere all’uomo di esplorare le profondità del mare, sembra che Leonardo sviluppò un palombaro o addirittura un sottomarino, ma decise egli stesso di interrompere gli esperimenti per paura che venissero utilizzati per scopi illeciti come la pirateria. Tra le invenzioni “di terra”, la mostra comprende una catena che Leonardo progettò per la bicicletta e per gli orologi. In questo senso, Leonardo si spinse ad anticipare l’invenzione di un’automobile, spinta da un meccanismo a molla e a un telaio automatico, ricostruito dal Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, che tesse 2 centimetri di tela al minuto.
Tra le invenzioni riguardanti l’acqua, si segnala l’innovativa sega idraulica, che usa la potenza dell’acqua per azionare un sistema automatico in grado di tagliare il legno e risparmiare il lavoro dell’uomo. Furono molte le macchine ideate da Leonardo per sfruttare l’energia idraulica, ma la mostra presenta due particolari invenzioni dedicate all’uomo: un dispositivo per camminare sull’acqua, composto da due otri di pelle gonfi d’acqua fissati ai piedi e due racchette, e un guanto palmato da legare al polso per riuscire a muoversi più velocemente in acqua. Nella sezione fuoco si trovano alcuni esempi di armi progettate da Leonardo: la bombarda, la mitraglia e il carro armato. Quest’ultimo risulta particolarmente suggestivo in quanto è visitabile anche al suo interno.

Laura Losi

www.mostradileonardo.com

Durer e Chagall protagonisti a Roma

Le Scuderie del Quirinale ospitano la mostra “Durer e l’Italia“, dal 10 marzo al 10 giugno 2007, a cura di Kristina Herrmann Fiore. La mostra indaga per la prima volta in modo organico e approfondito i rapporti tra l’artista tedesco vissuto fra il 1471 e il 1528 e il Belpaese, all’insegna di un’influenza reciproca e duratura. Albrecht Durer: pittore, incisore, matematico e xilografo, viene considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale.

Da un lato, l’esposizione racconta quanto Durer abbia riflettuto sulla grande arte italiana e quanto ne abbia recepito in un confronto fra i suoi dipinti e opere di Leonardo, Mantegna, Giovanni Bellini, Pollaiolo, Agostino da Lodi, Lorenzo di Credi. Dall’altro l’esposizione rintraccia il suo influsso su artisti come Raffaello, Pontormo, i Carracci, Caravaggio e i caravaggeschi fino a Domenico Fetti e Carlo Maratta.

Non c’é forma d’arte della sua epoca con la quale Durer non si sia cimentato. Superbo rappresentante del Rinascimento, ha lasciato un numero notevole di opere: dipinti, incisioni, xilografie, più di mille disegni e tre libri stampati sulla geometria, le fortificazioni e la teoria della proporzione umana. La mostra nasce in collaborazione con il Polo Museale Romano e con il Polo Museale Fiorentino e, in particolare, con la Galleria degli Uffizi e il Gabinetto delle Stampe e dei Disegni degli Uffizi.

Proviene da quest’ultimo una serie di incisioni e disegni di Durer appartenenti alle collezioni medicee, mentre la Galleria degli Uffizi presta alle Scuderie del Quirinale le maggiori opere di Durer in suo possesso, fra cui la commovente “Adorazione dei Magi”, appositamente restaurata per l’occasione, il ritratto di Albrecht Durer il Vecchio e i ritratti degli apostoli Giacomo e Filippo.

Altre opere di Durer giungono, invece, dai principali musei tedeschi, da Vienna, da Washington, da Madrid e da Londra, oltre che dalle collezioni italiane. Parallelamente alla mostra romana, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi ospiterà, dal 29 marzo al 10 giugno, “Albrecht Durer incisore. Originali, copie, derivazioni” a complemento della mostra delle Scuderie del Quirinale.

Cavalli volanti, angeli caduti, spose e fidanzate che volteggiano nel cielo: il circo fatato di Marc Chagall è di scena a Roma, nei grandi spazi del Vittoriano, dove fino al 1 luglio saranno visibili 180 opere, provenienti dalle maggiori raccolte pubbliche e private internazionali.

Scopo dell’esposizione è quello di far emergere dall’apparente leggerezza della poetica chagalliana, il legame forte con la tradizione ebraica e con le profonde radici culturali che affondavano nella sua anima russa.