I più bei film ambientati a Roma

dolce vitaSpesso i prodotti cinematografici si rivelano particolarmente efficaci nel rievocare l’atmosfera e l’essenza di un luogo. Negli anni sono stati molti i registi che hanno immortalato la capitale italiana in film che sono poi entrati nella storia. Ecco una selezione tra i film più celebri e amati che hanno come coprotagonista la città di Roma, per conoscerla attraverso gli occhi di famosi registi del passato.

La dolce vita
E’ sicuramente uno dei film più famosi di tutti i tempi: chiunque ricorda la scena del bagno notturno di Anita Ekberg in abito da sera nella fontana di Trevi. Il film è del 1960 e diretto da Federico Fellini, con protagonista Marcello Mastroianni nei panni del regista Marcello Rubini. Attraverso lo sguardo e le avventure del protagonista viene raccontata la vita di allora nella capitale, tra nobili, intellettuali e star del cinema.

Vacanze romane
Si tratta del film che rese famosa l’allora esordiente Audrey Hepburn, protagonista insieme a Gregory Peck di questa commedia romantica del 1953 diretta da William Wyler. Il film si aggiudicò l’Oscar alla migliore attrice protagonista a Audrey Hepburn, l’Oscar al miglior soggetto, l’Oscar per i migliori costumi, il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico, il BAFTA quale migliore attrice internazionale a Audrey Hepburn.

Roma città aperta
Capolavoro del neorealismo, Roma città aperta è un film del 1945 diretto da Roberto Rossellini, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Il film è ambientato durante il periodo dell’occupazione tedesca di Roma, e racconta quest’epoca tragica con sguardo straziante nella sua cruda oggettività.

Mamma Roma
Sempre con Anna Magnani ma diretto da Pier Paolo Pasolini, Mamma Roma è un film drammatico del 1962. Si narra la storia di una prostituta che, dopo essere faticosamente riuscita a cambiare vita, viene nuovamente costretta dal suo protettore a riprendere il mestiere.

Roma
Roma è un film del 1972 diretto da Federico Fellini con colonna sonora di Nino Rota; si tratta di una serie di quadri che rappresentano la città di Roma durante la seconda guerra mondiale. Tra gli attori che interpretano le diverse scene figurano Federico Fellini, Anna Magnani, Marcello Mastrioanni e Alberto Sordi nei panni di loro stessi.

Ladri di biciclette
Altra pietra miliare del neorealismo insieme a Roma Città Aperta, Ladri di biciclette è un film del 1948 di Vittorio De Sica basato sull’omonimo romanzo del 1945 di Luigi Bartolini. Il film narra la realtà sociale della Roma del dopoguerra, e racconta moltissimo di una città molto diversa da quella di oggi. Tra i vari premi, Ladri di biciclette venne dichiarato nel 1958 il terzo miglior film di tutti i tempi dopo La corazzata Potemkin e La febbre dell’oro da una giuria internazionale di critici in occasione dell’ Esposizione universale di Bruxelles.

Un Americano a Roma
Un Americano a Roma è un film comico del 1954 di Steno con Alberto Sordi. Anche in questo caso l’ambientazione è nel dopoguerra, ma stavolta il focus è sul sogno americano portato dagli alleati sbarcati solo pochi anni prima; il desiderio di partire e di raggiungere l’agognata America diventa un chiodo fisso per il protagonista Nando, perdigiorno di Trastevere.

I soliti ignoti
Si tratta del film che tradizionalmente segna l’esordio della “commedia all’italiana”, genere comico che si innesta però sulla vita quotidiana e sulla realtà sociale di quegli anni. I soliti ignoti è del 1958, diretto da Mario Monicelli, con Totò nei panni di un famoso criminale che viene contattato da cinque ladruncoli inesperti che decidono di rapinare un’agenzia del Monte dei Pegni.

Laura Losi

Roma deve investire nella produzione di film Italiani

Novità in arrivo per la Festa del cinema di Roma all’indomani dell’elezione a sindaco di Gianni Alemanno.

Il neo-sindaco del PDL ha proposto che la manifestazione venga riservata «ai film italiani, prodotti in Italia, per promuovere la nostra cinematografia, non le star di Hollywood». Ha poi dato mandato a Pasquale Squitieri (regista noto anche con lo pseudonimo di William Redford e vicino agli ambienti di Lotta Continua) di rappresentare il comune nella Fondazione Cinema per Roma», Squitieri, come Alemanno, è piuttosto netto nel bocciare la Festa. «Basta con qli sprechi di denaro. Il cinema italiano ha bisogno di investimenti nella produzione», ha osservato. Poi si è chiesto: «Ma che c’è da festeggiare? C’è un forte disagio industriale del settore che una volta era florido, quando c’erano personaggi come Goffredo Lombardo, fondatore della Titanus, o Carlo Ponti. Oggi il cinema italiano neanche esiste più. E dunque cosa festeggiamo? Nicole Kidman o Leonardo Di Caprio?».
La Festa viene paragonata da Squitieri a quegli organismi che, «nel nome della fame nel mondo, se la gode e mangia a sbafo». Che cosa si può fare? «Produrre sponsor, invitare i registi italiani e qualcuno straniero a lavorare da noi. Rimettere in moto un meccanismo virtuoso perchè il prodotto più richiesto sono proprio i film. Roma deve investire nella produzione».