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	<title>Roma Beni Culturali &#187; film</title>
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	<description>News Arte e Cultura a Roma</description>
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		<title>Quo Vadis?</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 12:34:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se vi affascina l&#8217;epoca della Roma imperiale, non potete perdervi il più celebre dei romanzi storici qui ambientati: Quo Vadis?, scritto dal polacco Henryk Sienkiewicz e pubblicato dapprima a puntate nel 1894 sulla Gazzetta Polacca e poi raccolto in un unico volume nel 1896.

Quo Vadis? rimase l&#8217;opera più famosa dell&#8217;autore e che gli valse il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Se vi affascina l&#8217;epoca della Roma imperiale</strong>, non potete perdervi il più celebre dei romanzi storici qui ambientati: <strong>Quo Vadis?</strong>, scritto dal polacco Henryk Sienkiewicz e pubblicato dapprima a puntate nel 1894 sulla Gazzetta Polacca e poi raccolto in un unico volume nel 1896.<br />
<center><div id="attachment_487" class="wp-caption aligncenter" style="width: 356px"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/06/Quo-vadis-libro.jpg" alt="Quo vadis?" title="Libro: Quo vadis?" width="346" height="492" class="size-full wp-image-487" /><p class="wp-caption-text">Quo vadis?</p></div></center><br />
<strong>Quo Vadis?</strong> rimase l&#8217;opera più famosa dell&#8217;autore e che gli valse il premio Nobel per la letteratura &#8220;per i suoi notevoli meriti come scrittore epico&#8221;.</p>
<p align="justify">Pare che l&#8217;autore sia stato ispirato da un viaggio in Italia compiuto nel 1893; il titolo deriva dalla frase che, secondo i vangeli apocrifi, Cristo disse a San Pietro mentre questo si trovava tra la via Appia Antica e la Via Ardeatina mentre fuggiva da Roma: Quo vadis, Domine?</p>
<p align="justify"><strong>Il tema del Cristianesimo a Roma</strong> è infatti centrale nel romanzo, che narra la storia d&#8217;amore impossibile tra la cristiana Ligia e il soldato patrizio romano Marco Vinicio, sullo sfondo della Roma Imperiale nel periodo neroniano. E&#8217; un momento di grandi contrasti tra i due universi a cui appartengono i protagonisti; da un lato c&#8217;è la spiritualità dei primi cristiani che si riuniscono in preghiera nella catacombe, dall&#8217;altro c&#8217;è un mondo pagano all&#8217;apice della sua opulenza e della sua decadenza morale. E&#8217; anche il periodo delle prime persecuzioni feroci ai danni dei cristiani, che furono tra l&#8217;altro il capro espiatorio del grande incendio di Roma del 64 &#8211; occasione in cui, secondo alcuni storici, subirono il martirio anche gli apostoli Pietro e Paolo.</p>
<p><center><div id="attachment_488" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/06/Enrico-Guazzoni-Quovadis-1912.jpg" alt="Enrico Guazzoni - Quovadis 1912" title="Enrico Guazzoni Quovadis 1912" width="425" height="304" class="size-full wp-image-488" /><p class="wp-caption-text">Enrico Guazzoni - Quovadis 1912</p></div></center></p>
<p align="justify"><strong>Dal romanzo Quo Vadis sono stati tratti ben sei film</strong> tra cui il famoso peplum del 1912 diretto da Enrico Guazzoni e considerato da alcuni critici il primo kolossal della storia del cinema; le riprese durarono due anni e diedero luogo a due ore di proiezione che generarono un successo mondiale. Gli altri film Quo Vadis? sono quello del 1901 diretto da Lucien Noguet e Ferdinan Zecca; quello del 1912 diretto da Arturo Ambrosio; quello del 1925 diretto da da Gabriellino D&#8217;Annunzio e Georg Jacoby; quello del 1925 di Mervyn LeRoy; e quello del 2001 del polacco Jerzy Kawalerowicz.<br />
<center><div id="attachment_489" class="wp-caption aligncenter" style="width: 226px"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/06/mini-serie-quo-vadis.jpg" alt="miniserie Quo Vadis?" title="miniserie Quo Vadis?" width="216" height="235" class="size-full wp-image-489" /><p class="wp-caption-text">miniserie Quo Vadis?</p></div></center><br />
Dal romanzo fu poi tratta negli anni Ottanta una miniserie televisiva diretta da Franco Rossi, in sei puntate e trasmessa su Rai Uno. Tra i vari interpreti spicca una giovanissima Barbara de Rossi.</p>
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		<title>Il ruggito del maestro, mostra fotografica sui film di Sergio Leone</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 18:02:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fino al 30 gennaio 2010 si terrà presso Cinecittà due Arte Contemporanea la mostra Il ruggito del maestro; si tratta di un&#8217;esposizione di cento fotografie inedite che hanno come soggetto i set dei capolavori cinematografici di Sergio Leone.
La mostra evoca l&#8217;atmosfera dei set dei film di Leone, nonchè alcune peculiarità della sua tecnica cinematografica; le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/12/Sergio_Leone.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/12/Sergio_Leone.jpg" alt="Sergio Leone" title="Sergio Leone" width="200" height="229" class="alignleft size-full wp-image-392" /></a>Fino al 30 gennaio 2010 si terrà presso <em>Cinecittà due Arte Contemporanea</em> la mostra <strong>Il ruggito del maestro</strong>; si tratta di un&#8217;esposizione di <strong>cento fotografie inedite</strong> che hanno come soggetto <strong>i set dei capolavori cinematografici di Sergio Leone</strong>.</p>
<p>La mostra evoca l&#8217;atmosfera dei set dei <strong>film di Leone</strong>, nonchè alcune peculiarità della sua tecnica cinematografica; le fotografie ritraggono poi alcuni degli interpreti più intensi dei suoi film.</p>
<p>Pioniere del fortunato genere dello <strong>spaghetti-western</strong>, Sergio Leone è considerato uno dei più importanti registi della storia del cinema nonchè un modello per alcuni dei più importanti nomi dei nostri tempi, come Tarantino, Martin Scorsese, Brian De Palma, e Stanley Kubrick, il quale dichiarò che senza il suo esempio non avrebbe mai realizzato Arancia Meccanica. Il primo <strong>spaghetti-western</strong> di Leone, nonchè uno dei più famosi del genere, fu Per un pugno di dollari (1964), primo film della cosiddetta &#8220;trilogia del dollaro&#8221; (insieme a Per qualche dollaro in più, 1965, e Il buono, il brutto, il cattivo, 1966). Questo film lanciò l&#8217;allora semisconosciuto <strong>Clint Eastwood</strong> e diede il via alla fortunata collaborazione con Ennio Morricone per la colonna sonora. Al di fuori di questa trilogia, <strong>i lavori più accalamati di Sergio Leone sono Giù la Testa e C&#8217;era una volta in America</strong>. Il primo è un film storico-sociale ambientato nel Messico della rivoluzione del 1916; la rivoluzione è proprio il tema portante del film, insieme all&#8217;amicizia tra i due protagonista (Miranda e Mallory) e le differenze sociali alla base della rivolta. C&#8217;era una volta in America (1984) è invece incentrato sulla mafia e i gangster americani: Leone iniziò a lavorarci dopo aver rifiutato un&#8217;offerta per dirigere Il padrino. Ultimo film diretto dal regista , fa parte della cosiddetta &#8220;trilogia del tempo&#8221; di cui fanno parte C&#8217;era una volta il West e Giù la testa, e si basa sul romanzo di Harry Grey The Hoods (Mano Armata).</p>
<p>Autore degli scatti in mostra è Angelo Novi (1930-1997), fotografo di cronaca e reportage e poi fotografo di scena, nonchè attore: lavorò in 25 film e quella con Sergio Leone è la sua collaborazione più famosa insieme a quella con Pier Paolo Pasolini. Tra gli altri ruoli, Novi interpretò una piccola parte ne Il mio nome è Nessuno (1973) e la parte del frate in Il buono, il brutto, il cattivo (1966). Come fotografo di scena, sua occupazione principale dopo la seconda metà degli anni Sessanta, Novi lavorò  per Comencini, Zurlini, Bolognini, Lattuada e Bertolucci, oltre che con Leone e Pasolini. Gli scatti di Novi presenti in mostra provengono dal Fondo Novi dell&#8217;Archivio fotografico della <strong>Cineteca di Bologna</strong>. Il curatore della mostra Gian Luca Farinelli ha commentato così l&#8217;iniziativa &#8220;L&#8217;intento principale è quello di dimostrare quanto l&#8217;opera cinematografica di Leone sia compatta, coerente e organica. Le immagini sembrano tratte tutte quante dallo stesso set. Il bianco e nero invece è voluto, accentua il potere evocativo della fotografia. Anche le didascalie sono pochissime&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ingresso alla mostra è gratuito.</p>
<p>Autore: Laura Losi<br />
Fonti: Corriere Romano, Wikipedia</p>
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		<title>Paz Vega apre il Festival del Cinema di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 21:01:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ha aperto i battenti questa sera con la proiezione di uno dei film in concorso tra i più attesi &#8211; Triage, protagonisti Paz Vega, Christopher Lee e Colin Farrell -, la quarta edizione del Festival del Cinema di Roma.
Dopo l&#8217;ottimo risultato dato dalla partecipazione del pubblico lo scorso anno, la kermesse capitolina promette quest&#8217;anno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha aperto i battenti questa sera con la proiezione di uno dei film in concorso tra i più attesi &#8211; <strong>Triage</strong>, protagonisti Paz Vega, Christopher Lee e Colin Farrell -, la quarta edizione del <strong>Festival del Cinema di Roma</strong>.<br />
Dopo l&#8217;ottimo risultato dato dalla partecipazione del pubblico lo scorso anno, la kermesse capitolina promette quest&#8217;anno di attrarre ancora più appassionati per tutta la sua durata.<br />
<center><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/10/Paz-Vega.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/10/Paz-Vega.jpg" alt="Paz Vega" title="Paz Vega" width="230" height="407" class="aligncenter size-full wp-image-348" /></a></center><br />
La manifestazione si concluderà venerdì 23 con la cerimonia finale e le premiazioni di rito. </p>
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		<title>Roma omaggia Dario Argento</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 16:10:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 18 al 20 Agosto Roma omaggia il maestra della suspense e del brivido… Dario Argento. Un regista spesso ‘dimenticato’, ma che mezzo mondo ci invidia.

L’Isola del Cinema, nella Sala Leone, omaggerà il popolare regista romano (che sarà presente in sala) con la proiezione del suo film capolavoro, ormai un cult per gli amanti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 18 al 20 Agosto Roma omaggia il maestra della suspense e del brivido… <strong>Dario Argento</strong>. Un regista spesso ‘dimenticato’, ma che mezzo mondo ci invidia.<br />
<img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/08/dario-argento.jpg" alt="Dario Argento" title="Dario Argento" width="450" height="325" class="aligncenter size-full wp-image-302" /><br />
L’Isola del Cinema, nella Sala Leone, omaggerà il popolare regista romano (che sarà presente in sala) con la proiezione del suo film capolavoro, ormai un cult per gli amanti del genere e non solo, “Profondo Rosso”, con le leggendarie musiche dei <em>Goblin</em>. Uno dei film più terrorizzanti della storia del cinema italiano del quale, Argento ha recentemente dichiarato di voler girare un remake in <strong>versione 3D</strong>.<br />
Tra le opere di maggior successo della nutrita filmografia di Dario Argento, caratterizzata da temi ricorrenti come le donne, la psicanalisi, i sogni e, soprattutto, la follia umana, anche il film “Il gatto a nove code”, che chiuderà, il 20 agosto la rassegna a lui dedicata.</p>
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		<title>I più bei film ambientati a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 16:37:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Spesso i prodotti cinematografici si rivelano particolarmente efficaci nel rievocare l&#8217;atmosfera e l&#8217;essenza di un luogo. Negli anni sono stati molti i registi che hanno immortalato la capitale italiana in film che sono poi entrati nella storia. Ecco una selezione tra i film più celebri e amati che hanno come coprotagonista la città di Roma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/01/dolce-vita.jpg" alt="dolce vita" align="left" />Spesso i prodotti cinematografici si rivelano particolarmente efficaci nel rievocare l&#8217;atmosfera e l&#8217;essenza di un luogo. Negli anni sono stati molti i registi che hanno immortalato la capitale italiana in film che sono poi entrati nella storia. Ecco una selezione tra i film più celebri e amati che hanno come coprotagonista la città di Roma, per conoscerla attraverso gli occhi di famosi registi del passato.</p>
<p><strong>La dolce vita</strong><br />
E&#8217; sicuramente uno dei film più famosi di tutti i tempi: chiunque ricorda la scena del bagno notturno di Anita Ekberg in abito da sera nella <a title="Fontane di Roma" href="http://www.romabeniculturali.it/schede/1355/indice.asp">fontana</a> di Trevi. Il film è del 1960 e diretto da Federico Fellini, con protagonista Marcello Mastroianni nei panni del regista Marcello Rubini. Attraverso lo sguardo e le avventure del protagonista viene raccontata la vita di allora nella capitale, tra nobili, intellettuali e star del cinema.</p>
<p><strong>Vacanze romane</strong><br />
Si tratta del film che rese famosa l&#8217;allora esordiente Audrey Hepburn, protagonista insieme a Gregory Peck di questa commedia romantica del 1953 diretta da William Wyler. Il film si aggiudicò l&#8217;Oscar alla migliore attrice protagonista a Audrey Hepburn, l&#8217;Oscar al miglior soggetto, l&#8217;Oscar per i migliori costumi, il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico, il BAFTA quale migliore attrice internazionale a Audrey Hepburn.</p>
<p><strong>Roma città aperta</strong><br />
Capolavoro del neorealismo, Roma città aperta è un film del 1945 diretto da Roberto Rossellini, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Il film è ambientato durante il periodo dell&#8217;occupazione tedesca di Roma, e racconta quest&#8217;epoca tragica con sguardo straziante nella sua cruda oggettività.</p>
<p><strong>Mamma Roma</strong><br />
Sempre con Anna Magnani ma diretto da Pier Paolo Pasolini, Mamma Roma è un film drammatico del 1962. Si narra la storia di una prostituta che, dopo essere faticosamente riuscita a cambiare vita, viene nuovamente costretta dal suo protettore a riprendere il mestiere.</p>
<p><strong>Roma</strong><br />
Roma è un film del 1972 diretto da Federico Fellini con colonna sonora di Nino Rota; si tratta di una serie di quadri che rappresentano la città di Roma durante la seconda guerra mondiale. Tra gli attori che interpretano le diverse scene figurano Federico Fellini, Anna Magnani, Marcello Mastrioanni e Alberto Sordi nei panni di loro stessi.</p>
<p><strong>Ladri di biciclette</strong><br />
Altra pietra miliare del neorealismo insieme a Roma Città Aperta, Ladri di biciclette è un film del 1948 di Vittorio De Sica basato sull&#8217;omonimo romanzo del 1945 di Luigi Bartolini. Il film narra la realtà sociale della Roma del dopoguerra, e racconta moltissimo di una città molto diversa da quella di oggi. Tra i vari premi, Ladri di biciclette venne dichiarato nel 1958 il terzo miglior film di tutti i tempi dopo La corazzata Potemkin e La febbre dell&#8217;oro da una giuria internazionale di critici in occasione dell&#8217; Esposizione universale di Bruxelles.</p>
<p><strong>Un Americano a Roma</strong><br />
Un Americano a Roma è un film comico del 1954 di Steno con Alberto Sordi. Anche in questo caso l&#8217;ambientazione è nel dopoguerra, ma stavolta il focus è sul sogno americano portato dagli alleati sbarcati solo pochi anni prima; il desiderio di partire e di raggiungere l&#8217;agognata America diventa un chiodo fisso per il protagonista Nando, perdigiorno di Trastevere.</p>
<p><strong>I soliti ignoti</strong><br />
Si tratta del film che tradizionalmente segna l&#8217;esordio della &#8220;commedia all&#8217;italiana&#8221;, genere comico che si innesta però sulla vita quotidiana e sulla realtà sociale di quegli anni. I soliti ignoti è del 1958, diretto da Mario Monicelli, con Totò nei panni di un famoso criminale che viene contattato da cinque ladruncoli inesperti che decidono di rapinare un&#8217;agenzia del Monte dei Pegni.</p>
<p align="right"><em>Laura Losi</em></p>
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		<title>Roma deve investire nella produzione di film Italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 16:55:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Novità in arrivo per la Festa del cinema di Roma all&#8217;indomani dell&#8217;elezione a sindaco di Gianni Alemanno.
Il neo-sindaco del PDL ha proposto che la manifestazione venga riservata «ai film italiani, prodotti in Italia, per promuovere la nostra cinematografia, non le star di Hollywood». Ha poi dato mandato a Pasquale Squitieri (regista noto anche con lo pseudonimo di William [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Novità in arrivo per la <a title="Festa del Cinema di Roma" href="http://news.romabeniculturali.it/tag/cinema">Festa del cinema di Roma</a> all&#8217;indomani dell&#8217;elezione a sindaco di <strong>Gianni Alemanno</strong>.</p>
<p>Il neo-sindaco del PDL ha proposto che la manifestazione venga riservata «ai film italiani, prodotti in Italia, per promuovere la nostra cinematografia, non le star di Hollywood». Ha poi dato mandato a Pasquale Squitieri (regista noto anche con lo pseudonimo di William Redford e vicino agli ambienti di Lotta Continua) di rappresentare il comune nella <strong>Fondazione Cinema per Roma</strong>», Squitieri, come Alemanno, è piuttosto netto nel bocciare la Festa. «Basta con qli sprechi di denaro. Il cinema italiano ha bisogno di investimenti nella produzione», ha osservato. Poi si è chiesto: «Ma che c&#8217;è da festeggiare? C&#8217;è un forte disagio industriale del settore che una volta era florido, quando c&#8217;erano personaggi come Goffredo Lombardo, fondatore della Titanus, o Carlo Ponti. Oggi il cinema italiano neanche esiste più. E dunque cosa festeggiamo? Nicole Kidman o Leonardo Di Caprio?».<br />
La Festa viene paragonata da Squitieri a quegli organismi che, «nel nome della fame nel mondo, se la gode e mangia a sbafo». Che cosa si può fare? «Produrre sponsor, invitare i registi italiani e qualcuno straniero a lavorare da noi. Rimettere in moto un meccanismo virtuoso perchè il prodotto più richiesto sono proprio i film. <strong>Roma deve investire nella produzione</strong>».</p>
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