Quo Vadis?

Se vi affascina l’epoca della Roma imperiale, non potete perdervi il più celebre dei romanzi storici qui ambientati: Quo Vadis?, scritto dal polacco Henryk Sienkiewicz e pubblicato dapprima a puntate nel 1894 sulla Gazzetta Polacca e poi raccolto in un unico volume nel 1896.

Quo vadis?

Quo vadis?


Quo Vadis? rimase l’opera più famosa dell’autore e che gli valse il premio Nobel per la letteratura “per i suoi notevoli meriti come scrittore epico”.

Pare che l’autore sia stato ispirato da un viaggio in Italia compiuto nel 1893; il titolo deriva dalla frase che, secondo i vangeli apocrifi, Cristo disse a San Pietro mentre questo si trovava tra la via Appia Antica e la Via Ardeatina mentre fuggiva da Roma: Quo vadis, Domine?

Il tema del Cristianesimo a Roma è infatti centrale nel romanzo, che narra la storia d’amore impossibile tra la cristiana Ligia e il soldato patrizio romano Marco Vinicio, sullo sfondo della Roma Imperiale nel periodo neroniano. E’ un momento di grandi contrasti tra i due universi a cui appartengono i protagonisti; da un lato c’è la spiritualità dei primi cristiani che si riuniscono in preghiera nella catacombe, dall’altro c’è un mondo pagano all’apice della sua opulenza e della sua decadenza morale. E’ anche il periodo delle prime persecuzioni feroci ai danni dei cristiani, che furono tra l’altro il capro espiatorio del grande incendio di Roma del 64 – occasione in cui, secondo alcuni storici, subirono il martirio anche gli apostoli Pietro e Paolo.

Enrico Guazzoni - Quovadis 1912

Enrico Guazzoni - Quovadis 1912

Dal romanzo Quo Vadis sono stati tratti ben sei film tra cui il famoso peplum del 1912 diretto da Enrico Guazzoni e considerato da alcuni critici il primo kolossal della storia del cinema; le riprese durarono due anni e diedero luogo a due ore di proiezione che generarono un successo mondiale. Gli altri film Quo Vadis? sono quello del 1901 diretto da Lucien Noguet e Ferdinan Zecca; quello del 1912 diretto da Arturo Ambrosio; quello del 1925 diretto da da Gabriellino D’Annunzio e Georg Jacoby; quello del 1925 di Mervyn LeRoy; e quello del 2001 del polacco Jerzy Kawalerowicz.

miniserie Quo Vadis?

miniserie Quo Vadis?


Dal romanzo fu poi tratta negli anni Ottanta una miniserie televisiva diretta da Franco Rossi, in sei puntate e trasmessa su Rai Uno. Tra i vari interpreti spicca una giovanissima Barbara de Rossi.

Il ruggito del maestro, mostra fotografica sui film di Sergio Leone

Sergio LeoneFino al 30 gennaio 2010 si terrà presso Cinecittà due Arte Contemporanea la mostra Il ruggito del maestro; si tratta di un’esposizione di cento fotografie inedite che hanno come soggetto i set dei capolavori cinematografici di Sergio Leone.

La mostra evoca l’atmosfera dei set dei film di Leone, nonchè alcune peculiarità della sua tecnica cinematografica; le fotografie ritraggono poi alcuni degli interpreti più intensi dei suoi film.

Pioniere del fortunato genere dello spaghetti-western, Sergio Leone è considerato uno dei più importanti registi della storia del cinema nonchè un modello per alcuni dei più importanti nomi dei nostri tempi, come Tarantino, Martin Scorsese, Brian De Palma, e Stanley Kubrick, il quale dichiarò che senza il suo esempio non avrebbe mai realizzato Arancia Meccanica. Il primo spaghetti-western di Leone, nonchè uno dei più famosi del genere, fu Per un pugno di dollari (1964), primo film della cosiddetta “trilogia del dollaro” (insieme a Per qualche dollaro in più, 1965, e Il buono, il brutto, il cattivo, 1966). Questo film lanciò l’allora semisconosciuto Clint Eastwood e diede il via alla fortunata collaborazione con Ennio Morricone per la colonna sonora. Al di fuori di questa trilogia, i lavori più accalamati di Sergio Leone sono Giù la Testa e C’era una volta in America. Il primo è un film storico-sociale ambientato nel Messico della rivoluzione del 1916; la rivoluzione è proprio il tema portante del film, insieme all’amicizia tra i due protagonista (Miranda e Mallory) e le differenze sociali alla base della rivolta. C’era una volta in America (1984) è invece incentrato sulla mafia e i gangster americani: Leone iniziò a lavorarci dopo aver rifiutato un’offerta per dirigere Il padrino. Ultimo film diretto dal regista , fa parte della cosiddetta “trilogia del tempo” di cui fanno parte C’era una volta il West e Giù la testa, e si basa sul romanzo di Harry Grey The Hoods (Mano Armata).

Autore degli scatti in mostra è Angelo Novi (1930-1997), fotografo di cronaca e reportage e poi fotografo di scena, nonchè attore: lavorò in 25 film e quella con Sergio Leone è la sua collaborazione più famosa insieme a quella con Pier Paolo Pasolini. Tra gli altri ruoli, Novi interpretò una piccola parte ne Il mio nome è Nessuno (1973) e la parte del frate in Il buono, il brutto, il cattivo (1966). Come fotografo di scena, sua occupazione principale dopo la seconda metà degli anni Sessanta, Novi lavorò per Comencini, Zurlini, Bolognini, Lattuada e Bertolucci, oltre che con Leone e Pasolini. Gli scatti di Novi presenti in mostra provengono dal Fondo Novi dell’Archivio fotografico della Cineteca di Bologna. Il curatore della mostra Gian Luca Farinelli ha commentato così l’iniziativa “L’intento principale è quello di dimostrare quanto l’opera cinematografica di Leone sia compatta, coerente e organica. Le immagini sembrano tratte tutte quante dallo stesso set. Il bianco e nero invece è voluto, accentua il potere evocativo della fotografia. Anche le didascalie sono pochissime”.

L’ingresso alla mostra è gratuito.

Autore: Laura Losi
Fonti: Corriere Romano, Wikipedia

Paz Vega apre il Festival del Cinema di Roma

Ha aperto i battenti questa sera con la proiezione di uno dei film in concorso tra i più attesi – Triage, protagonisti Paz Vega, Christopher Lee e Colin Farrell -, la quarta edizione del Festival del Cinema di Roma.
Dopo l’ottimo risultato dato dalla partecipazione del pubblico lo scorso anno, la kermesse capitolina promette quest’anno di attrarre ancora più appassionati per tutta la sua durata.

Paz Vega

La manifestazione si concluderà venerdì 23 con la cerimonia finale e le premiazioni di rito.