Halloween a Roma ieri e oggi

zucca di halloweenLa festa dei morti o Parentalia per gli antichi romani si teneva alle idi di febbraio, dal 13 al 21 del mese. Si credeva che in questi giorni le anime dei morti tornassero tra i vivi ma, ciononostante, la festività non aveva niente di macabro o terrificante, anzi: erano giorni dedicati a una celebrazione tranquilla e rispettosa, introspettiva. I templi erano chiusi, i matrimoni proibiti, gli affari sospesi, i magistrati non indossavano la toga pretesta. I parenti visitavano le tombe dei loro cari portando offerte di vario tipo; probabilmente questa usanza fu introdotta da Enea, che versò vino e violette sulla tomba del padre Anchise.

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Festa dei Santi Pietro e Paolo

Oggi, 29 giugno, Roma festeggia i santi Pietro e Paolo, patroni della città.
I festeggiamenti e i riti collegati richiamano generalmente nella Capitale un gran numero di turisti, chi per vedere il «pallio», chi per baciare il piede della statua bronzea di San Pietro, chi per assistere alla processione della sua catena. Ma quest’anno come denuncia FederAlberghi, il numero degli arrivi è stato decisamente deludente se paragonato a quello degli scorsi anni.

cupola San Pietro

Tra le cause, oltre alla crisi economica, pare ci sia il clima, non proprio estivo delle scorse settimane, che avrebbe convinto molti a rimanere a casa, nonostente le tariffe ribassate che hanno adottato alcuni hotel a Roma.
Ad ogni modo la grande macchina degli eventi non si ferma di certo e alle 19 proporrà in Piazza del Campidoglio, il concerto-evento “Il cuore di Roma” per Benedetto XVI, che sarà trasmesso da RAI Uno.

Capodanno a Roma

Le festività natalizie sono sicuramente un buon momento per una gita a Roma, che in questo periodo offre un ampio ventaglio di intrattenimenti di ogni genere, a partire dai famosi mercatini di Natale di Piazza Navona per arrivare alle molte celebrazioni del Capodanno. Ecco una selezioni di alcuni tra gli eventi più importanti in programma quest’anno.

Concerto di Antonello Venditti
Il cantautore terrà al Colosseo un grande concerto di Capodanno che “sara’ un derby dell’anima, un evento che viviamo tra di noi e sono sicuro che sara’ fantastico.” “Per chi fa questo mestiere – ha aggiunto Venditti – è un evento raro festeggiare il capodanno nella propria città. Avendo scritto ‘Roma Capoccia’ non vedrò ‘la maesta’ del Colosseo’ perchè l’avrò alle spalle ma suonerò davanti a un grande pubblico. Non sarà un concerto simile agli altri. Il testo di ‘Grazie Roma’ dice ‘una persona sola’ e vorrei che le persone che saranno al concerto si sentano proprio così”. L’apertura del concerto sarà affidata a un altro gruppo “romano”, gli Zeroassoluto, e lo spettacolo sarà presentato da Cristina Chiabotto.

Concerto di Brusco e i 99 Posse
I 99 Posse faranno tappa a Roma per l’ultimo dell’anno, in un concerto che si inserisce nel loro reunion tour. Lo spettacolo si terrà al Cinecittà Campus di via Lamaro.

La Traviata
Quasi un classico per la notte di Capodanno, la Traviata verrà proposta al Teatro dell’Opera con regia di Franco Zeffirelli. La direzione dell’opera è a cura del maestro Gianluigi Gelmetti. La rappresentazione è stata accompagnata dal clamore generato da un cambiamento del ruolo principale: Violetta non sarà interpretata – come previsto – da Daniela Dessì, ma dalla bellissima soprano Myrtò Papatanasiu “La Dessì – secondo il regista Franco Zeffirelli – è troppo agée e piazzata per il personaggio della giovane Valery” Un giudizio che ha fatto prevedibilmente discutere. D’altro canto, per il celebre regista “Mi piace pensare a una Traviata giovane, una storia d’amore tra ragazzi. Questa è forse la più bella Traviata che ho fatto, ancor più di quella che feci con la Callas. Mi emoziono nel vedere la giovinezza e la credibilità di Alfredo e Violetta. Il mio giudizio nei confronti della Dessì non riguarda l’artista, ma la necessità di dare forma all’eroina che ho nel cuore”. (fonte: L’Espresso)

Lo Schiaccianoci
Il celebre balletto si svolgerà presso il Teatro Nazionale e sarà eseguito dal corpo di ballo del Teatro dell’Opera, coreografato da Luc Bouy, con la regia di Beppe Menegatti. Il regista, durante la conferenza stampa, ha sottolineato come la coreografia di Luc Boy enfatizzi l’ambientazione natalizia e la rappresentazione del mondo dei bambini, il difficile passaggio verso l’adolescenza, le loro illusioni, frustrazioni e timori che emergono inquietanti e paurosi nell’inconscio. Le scene e i costumi sono di Raimonda Gaetani che ha affermato che si tratta di una contaminazione tra tradizione e modernità, rispettando i riferimenti temporali e con un po’ di mistero. (Fonte: la Voce)

E per chi decide di fermarsi qualche giorno, suggeriamo una visita alla Mostra dei 100 presepi, che si terrà fino al 6 gennaio presso le Sale del Bramante in via G. d’Annunzio. Un appuntamento a metà tra arte, religione e tradizione, suggestivo per adulti e bambini. La mostra sarà visitabile dalle ore 9.30 alle ore 20.00.

Laura Losi

I festeggiamenti di dicembre nell’Antica Roma

Il nostro Natale inteso come celebrazione della nascita del Messia ha naturalmente origini cristiane ed ebraiche, ma anche nell’antichità romana questo periodo dell’anno ospitava festeggiamenti celebrativi di culti diversi.

I Saturnali erano dedicati al dio Saturno e si tenevano dal 17 al 24 dicembre; si trattava di una delle più importanti feste dell’antica Roma, caratterizzata da un’alta componente ludica e dall’inversione dei ruoli sociali tra schiavi e padroni, con risultati fortemente umoristici.

I Saturnali furono introdotti circa 217 a.C. per sollevare il morale dei cittadini dopo una pesante sconfitta militare. Celebrati originariamente per un giorno, il 17 dicembre, la loro popolarità crebbe fino a trasformarli in uno spettacolo lungo una settimana, fino al 23 dicembre. Gli sforzi per accorciare la ricorrenza sono stati infruttuosi: Augusto cercò di ridurre la festa a tre giorni, e Caligola a cinque. I festeggiamenti includevano vacanze scolastiche, la realizzazione e la donazione di piccoli regali (Saturnalia et sigillaricia) e un mercato speciale (Sigillaria). Marziale nei suoi Epigrammi, Libro 14, cita alcuni esempi di regali che si offrivano durante i Saturnali: tavolette di scrittura, dadi, salvadanai, pettini, stuzzicadenti, un cappello, un coltello da caccia, una scure, diverse luci, balli, i profumi, un maiale, una salsiccia, un pappagallo, tavoli, bicchieri, cucchiai, capi di abbigliamento, statue, maschere, i libri e animali domestici.

In questo periodo il gioco d’azzardo era consentito a tutti, anche agli schiavi, e in generale si trattava di un momento per mangiare, bere e divertirsi. L’approccio goliardico era enfatizzato anche dall’abbigliamento: generalmente durante i Saturnali non si indossava la toga, che cedeva il posto a un abbigliamento più informale.

I Saturnali sono incentrati sulla celebrazione del raccolto e sulla preghiera per la prosperità di quello successivo, attraverso feste, banchetti, sacrifici, offerte e cerimonie religiose in onore delle divinità protettrici delle campagne. Le transazioni commerciali in questi giorni erano proibite. La tradizione di decorare gli alberi di Natale scaturisce in parte dalla pratica di appendere piccole bambole di ceramica chiamato “Sigillaria” sui rami degli alberi di pino.

Il 25 dicembre probabilmente cadeva invece un’altra festività nell’antica Roma: la celebrazione del Sol Invictus, festa in onore dei dio Mitra identificato come il dio del sole. Secondo alcuni storici la festività fu indetta dall’imperatore Aureliano che il 25 dicembre 274 consacrò appunto il tempio del Sol Invictus; ma l’esistenza di tale festività in questa data è documentata per la prima volta nel Cronografo del 354 – calendario illustrato opera del calligrafo Furio Dionisio Filocalo.

Laura Losi