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	<title>Roma Beni Culturali &#187; Egitto</title>
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	<description>News Arte e Cultura a Roma</description>
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		<title>L&#8217;acconciatura nell&#8217;Antica Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:06:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/02/Capelli-Antica-Roma.gif" alt="Capelli Antica Roma" title="Capelli Antica Roma" width="125" height="132" class="alignleft size-full wp-image-417" />L&#8217;acconciatura nell&#8217;antica Roma è una materia il cui fascino arriva fino ai giorni nostri, come dimostrano alcuni tipi di <strong>styling</strong> che spesso vengono proposti in passerella o nei saloni di bellezza in caso di matrimoni e cerimonie di vario tipo. Osservando le <strong>sculture delle donne dell&#8217;antica Roma</strong>, si resta colpiti dalla creatività della acconciature, molto elaborate soprattutto se si tratta di donne sposate delle classi elevate. Se la <strong>moda romana</strong> rimase nei secoli relativamente semplice e immutabile, l&#8217;evidenza dello <strong>status sociale</strong> venne affidata perlopiù ai tipi di tessuto, ai gioielli, agli accessori e, appunto, alle acconciature.</p>
<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/02/acconciatura-antica-roma.gif" alt="acconciatura antica Roma" title="acconciatura antica Roma" width="95" height="111" class="alignright size-full wp-image-418" />Se le fanciulle potevano anche solo <strong>raccogliere i capelli con una crocchia sul retro</strong> o con un nodo a spirale nella parte superiore della testa, le donne dedicavano alle acconciature molto tempo e sforzo. Erano assistite da esperti parrucchieri che aumentavano il volume della chioma o la allungavano tramite ciuffi posticci e parrucche. I capelli venivano tinti e decolorati, stirati e arricciati tramite ferri roventi, scolpiti con un esercito di forcine, retine e ausili meccanici di vario tipo. Grande importanza avevano poi gli accessori che venivano apposti sulle chiome: nastri, fermagli, forcine preziose erano accessori indispensabili affinché il risultato fosse sofisticato quanto si conveniva.</p>
<p>Le tinture arrivavano dalle più svariate parti dell&#8217;impero: l&#8217;henné, ad esempio, molto usato durante l&#8217;epoca imperiale, veniva dall&#8217;Egitto. Le tonalità erano estremamente varie e pare arrivassero fino all&#8217;azzurro.</p>
<p>I primi stili sono abbastanza semplici, e <strong>vanno dalla ciambella e chignon</strong> all&#8217;usanza di legare strettamente i capelli alla sommità della testa con dei nastri, all&#8217;usanza etrusca. Ben presto però queste semplici pettinature vennero sostituite con grandiose creazioni che per altezza e complicazione non hanno avuto rivali fino alla corte francese di Luigi XVI. La pettinatura era così importante che venivano commissionate acconciature rimovibili per i busti, in modo che l&#8217;immagine della persona ritratta venisse ricordata al culmine della moda dell&#8217;epoca.</p>
<p><strong>I capelli venivano anche profumati</strong> attraverso prodotti appositi; per l&#8217;acconciatura venivano usati diversi tipi di pettine e spazzole, nastri, retine in fili d&#8217;oro finemente intessute, nastri, ghirlande di fiori e gioielli preziosi: l&#8217;oro e le perle erano molto usati negli ornamenti per i capelli.</p>
<p><strong>Anche gli uomini</strong>, dal canto loro, col passare dei secoli presero a farsi arricciare e tingere i capelli &#8211; tra i primi che sfoggiarono boccoli artificiali ricordiamo l&#8217;imperatore Adriano e suo figlio Lucio Cesare; chi soffriva di calvizie iniziò a farsi applicare capelli posticci, la qual cosa era presa molto di mira dai poeti satirici romani.</p>
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		<title>La cosmesi nell&#8217;antica Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 20:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita spesso, guardando film ambientati nell&#8217;antica Roma, di giudicarli poco verosimili perchè le donne appaiono perfettamente truccate, acconciate e depilate come moderne dive del cinema. In realtà, <strong>le donne romane tenevano molto alla cosmesi</strong>, al punto che esistevano figure apposite deputate a produrre trucchi e maschere di bellezza, le <strong>schiave cosmetae</strong>. Il culto della bellezza, ottenuta anche attraverso mezzi artificiali, era ben presente nell&#8217;antica Roma, e dava il suo contributo ad alimentare il commercio con altri paesi. Come oggi si celebra il profumo francese, all&#8217;epoca le fragranze più ricercate venivano dall&#8217;<strong>Egitto</strong>, da Cipro e dalla Grecia. I <strong>profumi pregiati</strong> avevano un costo considerevole e venivano venduti all&#8217;interno di preziose boccette finemente lavorate, alcune delle quali sono giunte fino a noi e si possono ammirare nei musei di archeologia. Due anni fa si è tenuta proprio ai <strong>Musei Capitolini</strong> una mostra sull&#8217;argomento, e nella fattispecie un&#8217;esposizione di più di 100 reperti antichi che comprendevano gli strumenti utilizzati per creare profumi e unguenti (come bracieri, miscelatori, apparati distillatori), ampolle e contenitori vari, e vere essenze dell&#8217;epoca ricreate dagli archeologi. Il tutto era stato recuperato grazie a scavi archeologici effettuati a Cipro e in particolare nella <strong>località di Pyrgos</strong>, probabile sede della più antica fabbrica di essenze di tutto il Mediterraneo. Oltre ai profumi, gli antichi patrizi romani facevano grande uso di unguenti e balsami idratanti per la pelle del corpo, prodotti profumati a base oleosa che avevano lo scopo di restituire nutrimento ed elasticità alla pelle, soprattutto dopo le sedute alle terme, cuore indiscusso della cosmesi romana. Uomini e donne si depilavano utilizzando la cera , il rasoio e la pinzetta; per le donne la depilazione doveva essere naturalmente molto accurata. Pare che anche nell&#8217;antica Roma il makeup fosse soggetto a tendenze che potevano cambiare a seconda delle culture straniere con cui si veniva a contatto. In generale, venivano utilizzate le stesse tipologie di cosmetici che utilizziamo ancora oggi: fondotinta, rossetto, fard, ombretti per palpebre e sopracciglia, e il kajal che arrivava dall&#8217;India. Anche gli uomini si truccavano, generalmente solo con il fondotinta. Erano molto di moda i nei dipinti sulla guancia. Uomini e donne si tingevano i capelli e presso le donne era molto ricercato il biondo, che veniva ottenuto schiarendo la propria base naturale. Presso gli uomini andava invece il nero e le prostitute si tingevano di rosso. Le hair stylist (all&#8217;epoca ornatrix) erano molto ricercate; in alcuni periodi, come quello dei Flavi, andavano di moda complicate acconciature di riccioli, a cui nei periodi successivi subentrarono pettinature più sobrie. In caso di calvizie o di una capigliatura poco folta, veniva posto rimedio tramite ciuffi posticci o parrucche; le più pregiate erano quelle di capelli veri che venivano dall&#8217;india. Per <strong>sbiancare i denti</strong>, esistevano già rudimentali dentifrici a base di bicarbonato di sodio.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Laura Losi</em></p>
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		<title>La lupa e la sfinge. Roma e l&#8217;Egitto dalla Storia al Mito</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 08:57:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;e&#8217; uno stretto <strong>rapporto che lega Roma all&#8217;Egitto</strong>, come testimoniano gli obelischi, i leoni egizi alla base della scalinata del Campidoglio, i reperti del tempio di Iside nel rione Campo Marzio, il grande mosaico del Nilo custodito nel Tempio della Fortuna di Palestrina, la Piramide Cestia. Un legame al centro della mostra &#8220;<strong><em>La lupa e la Sfinge. Roma e l&#8217;Egitto dalla storia al mito</em></strong>&#8220;, a Castel Sant&#8217;Angelo fino al 9 novembre.</p>
<p>La cultura egizia è così affascinante da aver fatto presa anche sugli antichi romani. I legami, infatti fra Roma e Egitto furono strettissimi. In un certo periodo, ad esempio, i romani più ricchi: esponenti delle classi più alte, avevano preso l&#8217;abitudine di farsi costruire monumentali piramidi quale luoghi di sepoltura. Fu un legame che durò nei secoli anche nel Rinascimento e oltre&#8230;</p>
<p><em><strong>La mostra è aperta tutti i giorni tranne il lunedì</strong>. Biglietto: 8,50 euro, il ridotto 6.<br />
Museo nazionale di Castel Sant&#8217;Angelo &#8211; Lungotevere Castello, 50 &#8211; <strong>Info:</strong> 06.6819111</em></p>
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