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	<title>Roma Beni Culturali &#187; curiosità</title>
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	<description>News Arte e Cultura a Roma</description>
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		<title>Roma, nel cuore del futuro dell’Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 09:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, lo scorso anno aveva illustrato nella sede del Parlamento europeo, a una platea di imprenditori ed addetti ai lavori, il progetto del secondo polo turistico. Ieri, in occasione dell’evento «Roma, nel cuore del futuro dell’Europa», è tornato sull’argomento mostrando ai parlamentari dell’Unione lo stato dell’arte.
Sono state proiettate immagini sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, lo scorso anno aveva illustrato nella sede del Parlamento europeo, a una platea di imprenditori ed addetti ai lavori, il progetto del secondo polo turistico. Ieri, in occasione dell’evento «<strong>Roma, nel cuore del futuro dell’Europa</strong>», è tornato sull’argomento mostrando ai parlamentari dell’Unione lo stato dell’arte.<br />
Sono state proiettate immagini sui cantieri aperti e rese note le date di inaugurazione di alcune delle opere in programma.<br />
Tutti gli interventi fanno parte di una <strong>strategia di sviluppo turistico</strong>, la prima messa in campo da un’amministrazione capitolina, che punta sul con decisione al <strong>marketing internazionale</strong>, per portare Roma  nel 2016 a raggiungere circa 50 milioni di presenze annue contro gli attuali 25 milioni, e da 2 a 4 le notti trascorse nella mediamente dai turisti nella capitale eguagliando così Parigi.</p>
<p>
<center><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/07/nuvola-fuksas.jpg" alt="nuvola Fuksas" title="nuvola Fuksas" width="450" height="253" class="aligncenter size-full wp-image-495" /></center><br />
</p>
<p align="justify">Le immagini del cantiere di Fuksas, le planimetrie dell’acquario dell’Eur, il progetto del porto di Fiumicino e dei campi da golf che comporranno il cosiddetto <em>Golf District</em> sono state proiettate sul maxischermo allestito nella sala Yehudi Menuhin, alla presenza, tra gli altri, del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani.<br />
Nella sala gremita, i presenti hanno anche assistito alla proiezione del film «Omaggio a Roma» di Franco Zeffirelli e poi ad un’applauditissima esibizione di Andrea Bocelli.<br />
Il tenore toscano, nell’occasione «ambasciatore di Roma» è stato salutato da una «standing ovation» e, nel ringraziare per la calorosa accoglienza, si è detto fiero di poter rappresentare Roma.</p>
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		<title>L&#8217;uso delle erbe nell&#8217;antica medicina romana</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 12:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;erboristeria, come è noto, affonda le sue radici nella notte dei tempi; l&#8217;arte di conoscere, coltivare e riutilizzare le piante per scopi terapeutici, cosmetici o nutritivi accomuna tutti i popoli antichi e la civiltà romana non fa eccezione.
Anche in questo campo, l&#8217;influenza greca si fece sentire e i romani in molti casi migliorarono e completarono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img align="left" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/05/timo.jpg" alt="timo" title="timo" width="220" />L&#8217;<strong>erboristeria</strong>, come è noto, affonda le sue radici nella notte dei tempi; l&#8217;arte di conoscere, coltivare e riutilizzare le <strong>piante per scopi terapeutici</strong>, cosmetici o nutritivi accomuna tutti i popoli antichi e la <strong>civiltà romana</strong> non fa eccezione.</p>
<p>Anche in questo campo, l&#8217;influenza greca si fece sentire e i romani in molti casi migliorarono e completarono le <strong>scoperte greche</strong>, soprattutto quando alcuni tra i più grandi medici di questo paese si trasferirono nell&#8217;impero a seguito della conquista.<br />
<strong>L&#8217;erboristeria ebbe grande applicazione nella medicina romana.</strong> In questo senso, tra le erbe più utilizzare ci furono i finocchi per le loro <strong>proprietà calmanti, diuretiche e anti-infiammatorie</strong>.<br />
L&#8217;emula campana veniva usata per tantissimi scopi: come stomachica, vermifuga, tonica e diuretica; per calmare la tosse e la bronchite; esternamente, per <strong>risolvere problemi della pelle</strong> come eczema, herpes e punture di insetti.<br />
La salvia aveva un valore sacro e religioso; presso i romani doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l&#8217;intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati. Il suo stesso nome è testimone delle virtù che i romani le riconoscevano: salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute). Tra i principali effetti riconosciuti c&#8217;erano quello antisettico, digestivo e calmante.<br />
Anche l&#8217;aglio era molto utilizzato. <strong>Nelle Bucoliche di Virgilio si parla di una bevanda di timo e aglio</strong> che i pastori assumevano per proteggersi dai morsi delle vipere. L&#8217;aglio veniva poi utilizzato per curare i problemi del cuore e contro raffreddore e influenza.<br />
Il fieno greco fu un&#8217;altra pianta che i romani utilizzarono per curare una vasta serie di disturbi, dai problemi dei bronchi all&#8217;abbassamento della libido. Tuttora al fieno greco vengono riconosciute ottime proprietà ricostituenti, ed è molto usato nella cosmesi.<br />
Una pianta oggi estinta molto usata dai romani era il silfio, una specie di finocchio gigante che un tempo rappresentava la maggiore risorsa commerciale di Cirene e che oggi possiamo vedere in ritratta in alcune monete di questa città.<br />
Secondo la leggenda, la pianta era un dono del dio Apollo. Era ampiamente utilizzata dalla maggior parte delle antiche culture mediterranee; i Romani la consideravano &#8220;valere il suo peso in denarii.&#8221; In medicina era usata per trattare la tosse, la gola irritata, la febbre, l&#8217;indigestione, i dolori, le verruche e tutti i tipi di malattie. Ma soprattutto, secondo Plinio il Vecchio, era utilizzata come contraccettivo, per le sue virtù estrogeniche che la rendevano attiva per la prevenzione o interruzione della gravidanza.<br />
Le virtù del salice, in particolare delle foglie e della corteccia, sono descritte dal celebre medico greco Ippocrate che ne vanta le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie nel V secolo a.C. Successivamente queste qualità furono riconosciute anche da personalità come Plinio e Dioscoride e il salice divenne un&#8217;altra pianta molto impiegata nella medicina romana.<br />
Altre <strong>piante medicinali</strong> vengono poi descritte da Virgilio nelle sue opere; tra esse troviamo il papavero, utilizzato prevalentemente come anestetico e come cura per l&#8217;insonnia. Una pianta largamente impiegata come afrodisiaco era la rucola, di cui parla anche Columella nel De re rustica; le sue foglie venivano utilizzate nei filtri d&#8217;amore e talvolta la coltivazione veniva effettuata nei terreni che ospitavano le statue falliche erette in onore di Priapo, dio della virilità.</p>
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		<title>Shopping a Roma: 10 luoghi da vedere</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 16:30:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fabriano Boutique, via del Babuino 173
Nell&#8217;era digitale, ecco un luogo dove riscoprire la magia della carta, dal semplice quaderno agli album per le foto, alla carta da lettera. In questa boutique è facile perdere il senso del tempo, rapiti dai materiali, dai colori e dal design delle collezioni, assaporando il profumo della carta e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/04/shopping.jpg" alt="shopping" title="shopping" hspace="2" /></a><strong>Fabriano Boutique, via del Babuino 173</strong><br />
Nell&#8217;era digitale, ecco un luogo dove riscoprire la magia della carta, dal semplice quaderno agli album per le foto, alla carta da lettera. In questa boutique è facile perdere il senso del tempo, rapiti dai materiali, dai colori e dal design delle collezioni, assaporando il profumo della carta e della pelle degli intramontabili articoli fabriano.</p>
<p><strong>Galleria Santa Cecilia, Piazza di Santa Cecilia, 16.</strong><br />
E&#8217; una libreria e galleria d&#8217;arte privata a Trastevere, specializzata in libri di fotografia; l&#8217;interno combina un edificio storico con un design moderno e un originale sistema di illuminazione. </p>
<p><strong>Amore e Psiche, Via S. Caterina da Siena, 61. </strong><br />
E&#8217; una bella libreria caratterizzata da un&#8217;immagine architettonica esclusiva dovuta all&#8217;ideazione progettuale di Massimo Fagioli, psichiatra e artista; offre una vasta selezione di  libri d&#8217;arte, architettura e design. E&#8217; situata in un palazzo storico a pochi passi dal Pantheon.</p>
<p><strong>Spazio Sette, Via dei Barbieri 7</strong><br />
Ospitato in un palazzo a tre piani del XVII secolo, è uno dei negozi di arredamento più interessanti e tratta le più grandi marche italiane e internazionali. Si può trovare di tutto, dai mobili ai casalinghi dagli accessori da scrivania agli arredi da giardino. La selezione dei prodotti è notevole; l&#8217;impressione è quella di essere in un museo di design.</p>
<p><strong>Mia Zia, in Via Mario dei Fiori, 62.</strong><br />
Questa mini-boutique usa i colori del deserto per promuovere gli articoli del brand creato da Valerie Barkowski e la sua passione per l&#8217;arte. Mia Zia, inizialmente inventato per vendere sciarpe di lana allo scopo di finanziare una fondazione d&#8217;arte, è presto diventata un avventura commerciale e artistica che non ha perso nulla della sua ispirazione originaria: gli articoli di tutti i generi sono realizzati a mano. Una ricamatrice esperta si occupa di ogni piccolo dettaglio. La maggior parte della collezione è stata prodotta con sistemi tradizionali, macchine tessili che necessitano ancora di mani esperte per farle funzionare.</p>
<p><strong>Cristina Bomba , Via Ripetta 39</strong><br />
L&#8217;atelier offre un servizio di sartoria per creare pezzi unici con una bellissima selezione di tessuti in esposizione. Sono in vendita anche articoli di abbigliamento, lingerie e accessori, per uomo, donna e bambino, spesso realizzati in filati naturali come cashmere, seta, cotone e lino. All&#8217;interno, sotto le volte antiche, si trova una piccola fontana, e dal 2001 parte del locale è stato aperto per mostre d&#8217;arte e design.</p>
<p><strong>Giolitti, Via Uffici del Vicario, 40.</strong><br />
Considerata da molti la gelateria migliore di Roma, Giolitti offre una grande varietà di sapori, tutti eccezionalmente buoni, e si trova in una zona perfetta per passeggiare con il cono in mano. E&#8217; inoltre interessante leggere la storia di come tutto è cominciato nel 1890, quando aprì una prima latteria che ben presto diventò quella della Sala reale.  Oggi Giolitti è un ritrovo storico per i romani e per i numerosi onorevoli della Camera dei Deputati</p>
<p><strong>Mercato di Porta Portese </strong><br />
E&#8217; il più grande e più famoso mercato di Roma, come il mercato delle pulci a Parigi e Portobello Road a Londra. Qui si trova di tutto: vestiti nuovi e vecchi, scarpe, cuoio, alimentari, vintage, antiquariato vero e falso. E &#8216;aperto solo la domenica mattina, dall&#8217;alba alle 13:30.  Per fare affari bisogna cercare di arrivare non dopo le 9:00, prima che diventi incredibilmente affollato e difficile da attraversare.</p>
<p><strong>Via dei Coronari</strong><br />
E&#8217; una stradina stretta, intima e medievale vicino a Piazza navona, zeppa di boutique di artigianato e antiquariato. Originariamente chiamata Via Recta, questa strada è stata creata da papa Sisto IV in occasione di una riprogettazione radicale del quartiere medievale. L&#8217;idea era di creare un tramite per Ponte Sant&#8217;Angelo e poi più in là, a San Pietro. Poiché la strada è stata successivamente affollata di pellegrini, si è anche riempita di stand e negozi che vendevano souvenir e, in particolare, rosari: di qui il nome di Via dei Coronari. Oggi l&#8217;atmosfera medioevale è ancora viva, anche se i vecchi negozi di souvenir hanno lasciato il posto a negozi di antiquariato.</p>
<p><strong>Panella, in Largo Leonardi, 2</strong><br />
Si tratta di uno dei migliori panifici di tutta Roma; offre pane di ogni forma e gusto, pasticcini raffinati, cioccolato e pizza. E&#8217; molto vicino a una delle quattro basiliche di Roma, Santa Maria Maggiore.</p>
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		<title>Roma città sexy</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 11:01:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo il Sunday Times Travel Magazine, allegato viaggi domenicale del celebre Times, Roma è una tra le città più sexy del mondo; rientra infatti tra le prime 12 città considerate il meglio del meglio dal punto di vista dell&#8217;eros e della sensualità, mete privilegiate per fughe passionali e week-end romantici. Tra le altre città, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/03/bloom_roma.jpg" alt="Bloom Roma" title="Bloom Roma" width="280" height="193" class="alignleft size-full wp-image-431" />Secondo il Sunday Times Travel Magazine, allegato viaggi domenicale del celebre Times, <strong>Roma è una tra le città più sexy del mondo</strong>; rientra infatti tra le prime 12 città considerate il meglio del meglio dal punto di vista dell&#8217;eros e della sensualità, mete privilegiate per fughe passionali e week-end romantici. Tra le altre città, il Sunday Times Travel Magazine segnala Londra, Berlino, New York e Parigi, Tangeri, L&#8217;Avana, Istanbul, Stoccolma, Bath, Siviglia e San Pietroburgo.</p>
<p>Riguardo a Roma, viene suggerito una sorta di <strong>itinerario hot</strong> che comprende locali e ristoranti, bellezze archeologiche e paesaggistiche. La romantica escursione parte la mattina presto, quando si consiglia di andare a vedere l&#8217;alba a Piazza di Spagna, fermandosi poi alla celebre Sala da The Babington, fondata nel lontano 1893 e celebre per le degustazioni di tè; il Sunday Times Travel Magazine consiglia però una colazione a base di &#8220;bollicine e fragole intinte nel cioccolato&#8221;. </p>
<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/03/cose-sexy.jpg" alt="cose sexy" title="cose sexy" width="150" height="191" align="left" hspace="4" />L&#8217;itinerario prosegue poi per Piazza del Popolo, Piazza Venezia e il Colosseo. Mete piuttosto inflazionate, ma a quanto pare ancora in grado di accendere la passione e il desiderio. Per godere al meglio della vista della cupola di San Pietro, il  il Sunday Times Travel Magazine  consiglia uno spuntino a base di merluzzo nero su purè di ceci alla Pergola, all&#8217;ottavo piano di una struttura alberghiera appartenente al brand Waldorf-Astoria Collection. Si tratta dell&#8217;unico ristorante romano ad avere le tre stelle della guida Michelin, che vanta come executive chef il pluripremiato tedesco Heinz Beck. </p>
<p>Altro locale consigliato dal Sunday Times Travel Magazine è poi il Bloom, cocktail bar dalla struttura ricavata da una chiesa sconsacrata vicino a Piazza Navona. Per &#8220;smaltire i postumi della sbornia&#8221; non c&#8217;è niente di meglio che una capatina all&#8217;Antico Caffè Greco di Via Condotti, il più antico della città, romantico per le sue sedie di velluto, i mobili d&#8217;antiquariato e le pareti decorate. Infine, si può affittare uno scooter per un giro fino alla Bocca della Verità, in omaggio a Audrey Hepburn e Gregory Peck in &#8220;Vacanze Romane&#8221;.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
<p>Fonti:<br />
Ansa.it<br />
timesonline.co.uk</p>
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		<title>Il lusso nell&#8217;antica Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 13:17:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tornare indietro e vivere nell&#8217;antica Roma sarebbe una cosa meravigliosa, ma solo per i ricchi; il romano della classe elevata, infatti, aveva un tenore di vita veramente alto, come ci si aspetta da una società imperialista e basata sulla schiavitù. I lussi degli antichi romani comprendevano case sontuose, tessuti preziosi, opere d&#8217;arte inestimabili, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tornare indietro e vivere nell&#8217;antica Roma sarebbe una cosa meravigliosa, ma solo per i ricchi; il romano della classe elevata, infatti, aveva un tenore di vita veramente alto, come ci si aspetta da una società imperialista e basata sulla schiavitù. <strong>I lussi degli antichi romani</strong> comprendevano case sontuose, tessuti preziosi, opere d&#8217;arte inestimabili, ma anche un&#8217;<strong>elettrizzante vita notturna</strong> fatta di feste e banchetti principeschi. Altri lussi erano poi frequentare palestre e terme, e andare a teatro: passatempi ampiamente condivisi anche dai benestanti di oggi.<br />
Per le donne, acconciature, gioielli e cosmetici erano sfizi molto ricercati in cui si amava spendere tempo e denaro; l&#8217;obiettivo, come oggi, era apparire al meglio, non solo per la propria soddisfazione personale ma anche per <strong>sottolineare il proprio status elevato</strong>. Anche i vestiti erano importantissimi in questo senso; il color porpora per tingere le vesti, in particolare, era frutto dei coloranti più costosi e divenne così sinonimo di <strong>ricchezza e di potere</strong>. I colori utilizzati per le tuniche multicolori erano tratti da molluschi che permettevano di ottenere una gamma di tinte dall&#8217;arancio al viola scuro tendente al nero; per estrarre circa 1,5 grammi di puro viola ci volevano circa 12.000 molluschi; secondo la leggenda, lo stesso Ercole aveva scoperto questo inestimabile colorante. Anche la qualità della stoffa aveva la sua importanza; durante l&#8217;impero iniziarono a diffondersi preziose sete importate dalla Cina.<br />
<strong>Le terme erano un vero e proprio ritrovo sociale</strong>; le balneazioni erano prolungate e, com&#8217;è noto, si dividevano in frigidarium, tepidarium e calidarium; poi si passava alla piscina e alla palestra dove svolgere gli esercizi o ritrovarsi a chiacchierare con amici e conoscenti. Il tutto era svolto con un contorno di schiavi armati di oli e creme, deputati al massaggio e alla detersione degli <strong>illustri padroni</strong>.</p>
<p>I giochi e le rappresentazioni teatrali erano un altro passatempo comune dei ricchi romani. Naturalmente, alle <strong>classi più abbienti</strong> venivano riservati i posti migliori all&#8217;interno dell&#8217;anfiteatro; qui <strong>i nobili</strong> potevano fare il tifo, mangiare, fare scommesse e socializzare.</p>
<p>Tra i membri delle classi superiori, non impegnati in lavori manuali, diventò pian piano normale demandare tutti gli impegni professionali al mattino; il prandium generalmente segnava la fine della giornata lavorativa e talvolta dopo ci si recava alle terme. <strong>La cena veniva servita verso le quattro e poteva durare fino a tarda notte</strong>, soprattutto se gli ospiti erano numerosi. Le pietanze erano ovviamente raffinate e lussuose e si articolavano in gustatio (una sorta di antipasto) primae mensae (piatto principale) e dessert (secundae mensae). Tutto ciò che veniva scartato, come i gusci dei frutti di mare, era tranquillamente gettato a terra, dove veniva prontamente spazzato via da uno schiavo. D&#8217;estate si usava mangiare all&#8217;aperto, come dimostrano le vestigia di alcuni divani in pietra rinvenuti nei giardini di Pompei.</p>
<p>La cena poteva anche essere accompagnata da un <strong>intrattenimento</strong>; ad esibirsi erano solitamente musicisti, acrobati, poeti e ballerini.</p>
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		<title>L&#8217;acconciatura nell&#8217;Antica Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:06:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;acconciatura nell&#8217;antica Roma è una materia il cui fascino arriva fino ai giorni nostri, come dimostrano alcuni tipi di styling che spesso vengono proposti in passerella o nei saloni di bellezza in caso di matrimoni e cerimonie di vario tipo. Osservando le sculture delle donne dell&#8217;antica Roma, si resta colpiti dalla creatività della acconciature, molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/02/Capelli-Antica-Roma.gif" alt="Capelli Antica Roma" title="Capelli Antica Roma" width="125" height="132" class="alignleft size-full wp-image-417" />L&#8217;acconciatura nell&#8217;antica Roma è una materia il cui fascino arriva fino ai giorni nostri, come dimostrano alcuni tipi di <strong>styling</strong> che spesso vengono proposti in passerella o nei saloni di bellezza in caso di matrimoni e cerimonie di vario tipo. Osservando le <strong>sculture delle donne dell&#8217;antica Roma</strong>, si resta colpiti dalla creatività della acconciature, molto elaborate soprattutto se si tratta di donne sposate delle classi elevate. Se la <strong>moda romana</strong> rimase nei secoli relativamente semplice e immutabile, l&#8217;evidenza dello <strong>status sociale</strong> venne affidata perlopiù ai tipi di tessuto, ai gioielli, agli accessori e, appunto, alle acconciature.</p>
<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/02/acconciatura-antica-roma.gif" alt="acconciatura antica Roma" title="acconciatura antica Roma" width="95" height="111" class="alignright size-full wp-image-418" />Se le fanciulle potevano anche solo <strong>raccogliere i capelli con una crocchia sul retro</strong> o con un nodo a spirale nella parte superiore della testa, le donne dedicavano alle acconciature molto tempo e sforzo. Erano assistite da esperti parrucchieri che aumentavano il volume della chioma o la allungavano tramite ciuffi posticci e parrucche. I capelli venivano tinti e decolorati, stirati e arricciati tramite ferri roventi, scolpiti con un esercito di forcine, retine e ausili meccanici di vario tipo. Grande importanza avevano poi gli accessori che venivano apposti sulle chiome: nastri, fermagli, forcine preziose erano accessori indispensabili affinché il risultato fosse sofisticato quanto si conveniva.</p>
<p>Le tinture arrivavano dalle più svariate parti dell&#8217;impero: l&#8217;henné, ad esempio, molto usato durante l&#8217;epoca imperiale, veniva dall&#8217;Egitto. Le tonalità erano estremamente varie e pare arrivassero fino all&#8217;azzurro.</p>
<p>I primi stili sono abbastanza semplici, e <strong>vanno dalla ciambella e chignon</strong> all&#8217;usanza di legare strettamente i capelli alla sommità della testa con dei nastri, all&#8217;usanza etrusca. Ben presto però queste semplici pettinature vennero sostituite con grandiose creazioni che per altezza e complicazione non hanno avuto rivali fino alla corte francese di Luigi XVI. La pettinatura era così importante che venivano commissionate acconciature rimovibili per i busti, in modo che l&#8217;immagine della persona ritratta venisse ricordata al culmine della moda dell&#8217;epoca.</p>
<p><strong>I capelli venivano anche profumati</strong> attraverso prodotti appositi; per l&#8217;acconciatura venivano usati diversi tipi di pettine e spazzole, nastri, retine in fili d&#8217;oro finemente intessute, nastri, ghirlande di fiori e gioielli preziosi: l&#8217;oro e le perle erano molto usati negli ornamenti per i capelli.</p>
<p><strong>Anche gli uomini</strong>, dal canto loro, col passare dei secoli presero a farsi arricciare e tingere i capelli &#8211; tra i primi che sfoggiarono boccoli artificiali ricordiamo l&#8217;imperatore Adriano e suo figlio Lucio Cesare; chi soffriva di calvizie iniziò a farsi applicare capelli posticci, la qual cosa era presa molto di mira dai poeti satirici romani.</p>
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		<title>10 curiosità sulle antiche donne romane</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 09:26:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[1) Nel corso dei secoli le donne romane si emanciparono sempre di più; in epoca imperiale iniziarono ad essere accusate di trascurare i loro doveri di mogli e madri dedicandosi a mestieri considerati tradizionalmente maschili. Giovenale nella satira sesta prende in giro quelle donne che si danno alla professione forense o che si appassionano di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/09/donna-romana.jpg" alt="donna romana" title="donna romana" width="110" height="124" class="alignleft size-full wp-image-340" />1) Nel corso dei secoli <strong>le donne romane</strong> si emanciparono sempre di più; in epoca imperiale iniziarono ad essere accusate di trascurare i loro doveri di mogli e madri dedicandosi a mestieri considerati tradizionalmente maschili. Giovenale nella satira sesta prende in giro quelle donne che si danno alla professione forense o che si appassionano di politica interna ed estera, o ancora che gareggiano con gli uomini nelle attività sportive.</p>
<p>2) Sempre Giovenale, nella sua seconda satira, accusa alcune donne sposate di commettere adulterio con uomini, donne e persino asini! </p>
<p>3) Le donne romane <strong>patrizie</strong> ricevevano una solida educazione; per questo non mancano nella storia figure di intellettuali al femminile. Una delle letterate più celebri è Cornelia la madre dei Gracchi, le cui epistole sono state lodate persino da Cicerone.</p>
<p>4) La donna romana poteva essere data in sposa a partire dai 12 anni; un passo indietro, quindi, rispetto alla regola greca, che prevedeva che il limite fosse fissato a 16 anni. </p>
<p>5) Esistevano <strong>donne-gladiatore, o gladiatrici</strong>, la cui esistenza è comprovata da testimonianze scritte e artistiche. Ma, ancor più frequente, era in fascino esercitato sulle donne dai gladiatori uomini; pare che anche le matrone più altolocate si innamorassero di  rudi gladiatori con una certa frequenza&#8230;</p>
<p>6) <strong>L&#8217;adulterio</strong> era considerato un reato solo se commesso dalla donna. Se il pater familias ne esprimeva la necessità, l&#8217;adulterio veniva punito con la pena di morte. Viceversa, le donne di malaffare venivano private del diritto di contrarre matrimonio, ma c&#8217;era molto permissivismo nei rapporti con le prostitute, che avevano una sorta di &#8220;funzione sociale&#8221;: tenere i giovani lontani dalle mogli altrui.</p>
<p>7) Le donne indossavano il <strong>perizoma</strong>, una fascia per il seno (strophium, mamillare) o una guaina (capetium) e una o più tuniche subuculae, intessute con lana o lino ed in genere prive di maniche. Sopra la subùcula veniva indossato il sùpparum oppure la stola fermata in vita da una cintura (cingulum). Quest&#8217;ultimo indumento non arrivava ai piedi e lasciava scoperta un parte della tunica sottostante. L&#8217;abito da sposa (recta) era costituito da una tunica bianca attillata e senza maniche, completata da un velo color giallo fiamma. </p>
<p>8] Se <strong>l&#8217;abito della donna onesta</strong> doveva essere estremamente discreto lasciando scoperto solo il viso, non altrettanta sobrietà veniva tributata agli accessori; col passare degli anni il proprio rango sociale venne ostentato con gioielli sempre più vistosi. </p>
<p>9) Secondo le leggi augustee, <strong>una donna doveva avere almeno tre figli</strong> oppure ogni lascito ereditario sarebbe finito in mano ai parenti del marito o allo stato. Assolto il proprio dovere, le donne romane utilizzavano spesso pozioni contraccettive o abortive allo scopo di scongiurare altre gravidanze che avrebbero potuto essere loro fatali.</p>
<p>10) Il <strong>concubinato</strong>, sorta di adulterio continuativo, divenne nei secoli un istituto tipicamente romano, ove la concubina conviveva con il suo amante nella sua casa e nella sua famiglia.</p>
<p align="right"><em>Laura Losi</em></p>
<p align="left"><img align="left" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/09/en_flag.png" alt="EN"><a href="http://www.bbc.co.uk/history/ancient/romans/roman_women_01.shtml">Roman Women: Following the Clues</a></p>
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		<title>Storia e curiosità su Piazza di Spagna a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 17:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Piazza di Spagna a Roma, con la scalinata di Trinità dei Monti, è sicuramente uno dei monumenti più celebri della capitale e dell&#8217;intera penisola, quasi un simbolo dell&#8217;italianità stessa.
La scalinata, di 135 gradini, su progettata da Alessandro Specchi e Francesco de Sanctis, architetti attivi nella prima metà del Settecento. La scalinata fu inaugurata nel 1725 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-188" title="scalinata di Trinita dei monti" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/03/scalinata_di_trinita_dei_monti.jpg" alt="scalinata di Trinita dei monti" width="300" height="395" />Piazza di Spagna a Roma</strong>, con la scalinata di <strong>Trinità dei Monti</strong>, è sicuramente uno dei monumenti più celebri della capitale e dell&#8217;intera penisola, quasi un simbolo dell&#8217;italianità stessa.</p>
<p>La scalinata, di 135 gradini, su progettata da <strong>Alessandro Specchi</strong> e <strong>Francesco de Sanctis</strong>, architetti attivi nella prima metà del Settecento. La scalinata fu inaugurata nel 1725 (anno del Giubileo) da papa Benedetto XIII e originariamente serviva a collegare l&#8217;ambasciata borbonica spagnola (da cui deriva il nome &#8220;piazza di Spagna&#8221;) alla chiesa di <strong>Trinità dei Monti</strong>.<br />
La piazza ospita poi altri monumenti di grande valore storico-artistico, come la Fontana della Barcaccia di Pietro e Gian Lorenzo Bernini e il Palazzo della Propoganda Fide. Sulla piazza si affacciano le case-museo del poeta inglese John Keats, vissuto a cavallo tra il 1700 e il 1800, e di Percy Bysshe Shelley, anch&#8217;egli poeta romantico inglese amico di Keats. Altro celebre edificio affacciato su Piazza di Spagna è la sala da tè Babington&#8217;s, fondata nel 1893 da due aristocratiche inglesi che aspiravano a creare un punto di ritrovo per i tanti connazionali che abitavano nella capitale. Anche oggi questa sala da tè è frequentata da esponenti del jet set internazionale come politici, personaggi del mondo dello spettacolo e famiglie reali. Altro elemento celebre e caratterizzante di Piazza di Spagna è la colonna dell&#8217;Immacolata Concezione, risalente all&#8217;antica Roma e collocata a Piazza di Spagna nel 1857 in memoria, appunto, del dogma dell&#8217;Immacolata Concezione.</p>
<p>Tantissimi personaggi storici sono passati per <strong>Piazza di Spagna</strong>: in una locanda sulla piazza alloggiò per un certo periodo Giuseppe Balsamo detto Cagliostro, famoso esoterista e alchimista. Pare che anche il suo arresto avvenne nei pressi di Piazza di Spagna e secondo alcuni il fantasma della moglie Lorenza Feliciani si aggira ancora oggi in quei paraggi, essendo stata lei stessa a denunciare il marito al Sant&#8217;Uffizio.</p>
<p>Per il suo valore artistico e simbolico e per l&#8217;aspetto scenografico derivato dalla monumentale scalinata e dalla planimetria a farfalla, <strong>Piazza di Spagna</strong> ha fatto da sfondo a molti film di successo: C&#8217;eravamo tanto amati, <strong><em>Vacanze Romane</em></strong> e Le ragazze di Piazza di Spagna sono soltanto tre dei molti film che hanno scelto questa location come ambientazione delle vicende dei protagonisti.</p>
<p>La <strong>scalinata di Trinità dei Monti</strong> si rivela poi una meravigliosa passerella per le sfilate di moda che qui si svolgono frequentemente. Uno degli eventi più celebri in questo senso è Donna sotto le stelle, manifestazione di moda e di spettacolo che coinvolge stilisti di fama internazionale e personaggi famosi del cinema e della televisione. Creata dall&#8217;organizzazione AltaRoma, Donna sotto le stelle si svolge ogni anno durante il mese di luglio.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Laura Losi</em></p>
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