Roma, nel cuore del futuro dell’Europa

Il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, lo scorso anno aveva illustrato nella sede del Parlamento europeo, a una platea di imprenditori ed addetti ai lavori, il progetto del secondo polo turistico. Ieri, in occasione dell’evento «Roma, nel cuore del futuro dell’Europa», è tornato sull’argomento mostrando ai parlamentari dell’Unione lo stato dell’arte.
Sono state proiettate immagini sui cantieri aperti e rese note le date di inaugurazione di alcune delle opere in programma.
Tutti gli interventi fanno parte di una strategia di sviluppo turistico, la prima messa in campo da un’amministrazione capitolina, che punta sul con decisione al marketing internazionale, per portare Roma nel 2016 a raggiungere circa 50 milioni di presenze annue contro gli attuali 25 milioni, e da 2 a 4 le notti trascorse nella mediamente dai turisti nella capitale eguagliando così Parigi.

nuvola Fuksas

Le immagini del cantiere di Fuksas, le planimetrie dell’acquario dell’Eur, il progetto del porto di Fiumicino e dei campi da golf che comporranno il cosiddetto Golf District sono state proiettate sul maxischermo allestito nella sala Yehudi Menuhin, alla presenza, tra gli altri, del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani.
Nella sala gremita, i presenti hanno anche assistito alla proiezione del film «Omaggio a Roma» di Franco Zeffirelli e poi ad un’applauditissima esibizione di Andrea Bocelli.
Il tenore toscano, nell’occasione «ambasciatore di Roma» è stato salutato da una «standing ovation» e, nel ringraziare per la calorosa accoglienza, si è detto fiero di poter rappresentare Roma.

L’uso delle erbe nell’antica medicina romana

timoL’erboristeria, come è noto, affonda le sue radici nella notte dei tempi; l’arte di conoscere, coltivare e riutilizzare le piante per scopi terapeutici, cosmetici o nutritivi accomuna tutti i popoli antichi e la civiltà romana non fa eccezione.

Anche in questo campo, l’influenza greca si fece sentire e i romani in molti casi migliorarono e completarono le scoperte greche, soprattutto quando alcuni tra i più grandi medici di questo paese si trasferirono nell’impero a seguito della conquista.
L’erboristeria ebbe grande applicazione nella medicina romana. In questo senso, tra le erbe più utilizzare ci furono i finocchi per le loro proprietà calmanti, diuretiche e anti-infiammatorie.
L’emula campana veniva usata per tantissimi scopi: come stomachica, vermifuga, tonica e diuretica; per calmare la tosse e la bronchite; esternamente, per risolvere problemi della pelle come eczema, herpes e punture di insetti.
La salvia aveva un valore sacro e religioso; presso i romani doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l’intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati. Il suo stesso nome è testimone delle virtù che i romani le riconoscevano: salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute). Tra i principali effetti riconosciuti c’erano quello antisettico, digestivo e calmante.
Anche l’aglio era molto utilizzato. Nelle Bucoliche di Virgilio si parla di una bevanda di timo e aglio che i pastori assumevano per proteggersi dai morsi delle vipere. L’aglio veniva poi utilizzato per curare i problemi del cuore e contro raffreddore e influenza.
Il fieno greco fu un’altra pianta che i romani utilizzarono per curare una vasta serie di disturbi, dai problemi dei bronchi all’abbassamento della libido. Tuttora al fieno greco vengono riconosciute ottime proprietà ricostituenti, ed è molto usato nella cosmesi.
Una pianta oggi estinta molto usata dai romani era il silfio, una specie di finocchio gigante che un tempo rappresentava la maggiore risorsa commerciale di Cirene e che oggi possiamo vedere in ritratta in alcune monete di questa città.
Secondo la leggenda, la pianta era un dono del dio Apollo. Era ampiamente utilizzata dalla maggior parte delle antiche culture mediterranee; i Romani la consideravano “valere il suo peso in denarii.” In medicina era usata per trattare la tosse, la gola irritata, la febbre, l’indigestione, i dolori, le verruche e tutti i tipi di malattie. Ma soprattutto, secondo Plinio il Vecchio, era utilizzata come contraccettivo, per le sue virtù estrogeniche che la rendevano attiva per la prevenzione o interruzione della gravidanza.
Le virtù del salice, in particolare delle foglie e della corteccia, sono descritte dal celebre medico greco Ippocrate che ne vanta le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie nel V secolo a.C. Successivamente queste qualità furono riconosciute anche da personalità come Plinio e Dioscoride e il salice divenne un’altra pianta molto impiegata nella medicina romana.
Altre piante medicinali vengono poi descritte da Virgilio nelle sue opere; tra esse troviamo il papavero, utilizzato prevalentemente come anestetico e come cura per l’insonnia. Una pianta largamente impiegata come afrodisiaco era la rucola, di cui parla anche Columella nel De re rustica; le sue foglie venivano utilizzate nei filtri d’amore e talvolta la coltivazione veniva effettuata nei terreni che ospitavano le statue falliche erette in onore di Priapo, dio della virilità.

Shopping a Roma: 10 luoghi da vedere

shoppingFabriano Boutique, via del Babuino 173
Nell’era digitale, ecco un luogo dove riscoprire la magia della carta, dal semplice quaderno agli album per le foto, alla carta da lettera. In questa boutique è facile perdere il senso del tempo, rapiti dai materiali, dai colori e dal design delle collezioni, assaporando il profumo della carta e della pelle degli intramontabili articoli fabriano.

Galleria Santa Cecilia, Piazza di Santa Cecilia, 16.
E’ una libreria e galleria d’arte privata a Trastevere, specializzata in libri di fotografia; l’interno combina un edificio storico con un design moderno e un originale sistema di illuminazione.

Amore e Psiche, Via S. Caterina da Siena, 61.
E’ una bella libreria caratterizzata da un’immagine architettonica esclusiva dovuta all’ideazione progettuale di Massimo Fagioli, psichiatra e artista; offre una vasta selezione di libri d’arte, architettura e design. E’ situata in un palazzo storico a pochi passi dal Pantheon.

Spazio Sette, Via dei Barbieri 7
Ospitato in un palazzo a tre piani del XVII secolo, è uno dei negozi di arredamento più interessanti e tratta le più grandi marche italiane e internazionali. Si può trovare di tutto, dai mobili ai casalinghi dagli accessori da scrivania agli arredi da giardino. La selezione dei prodotti è notevole; l’impressione è quella di essere in un museo di design.

Mia Zia, in Via Mario dei Fiori, 62.
Questa mini-boutique usa i colori del deserto per promuovere gli articoli del brand creato da Valerie Barkowski e la sua passione per l’arte. Mia Zia, inizialmente inventato per vendere sciarpe di lana allo scopo di finanziare una fondazione d’arte, è presto diventata un avventura commerciale e artistica che non ha perso nulla della sua ispirazione originaria: gli articoli di tutti i generi sono realizzati a mano. Una ricamatrice esperta si occupa di ogni piccolo dettaglio. La maggior parte della collezione è stata prodotta con sistemi tradizionali, macchine tessili che necessitano ancora di mani esperte per farle funzionare.

Cristina Bomba , Via Ripetta 39
L’atelier offre un servizio di sartoria per creare pezzi unici con una bellissima selezione di tessuti in esposizione. Sono in vendita anche articoli di abbigliamento, lingerie e accessori, per uomo, donna e bambino, spesso realizzati in filati naturali come cashmere, seta, cotone e lino. All’interno, sotto le volte antiche, si trova una piccola fontana, e dal 2001 parte del locale è stato aperto per mostre d’arte e design.

Giolitti, Via Uffici del Vicario, 40.
Considerata da molti la gelateria migliore di Roma, Giolitti offre una grande varietà di sapori, tutti eccezionalmente buoni, e si trova in una zona perfetta per passeggiare con il cono in mano. E’ inoltre interessante leggere la storia di come tutto è cominciato nel 1890, quando aprì una prima latteria che ben presto diventò quella della Sala reale. Oggi Giolitti è un ritrovo storico per i romani e per i numerosi onorevoli della Camera dei Deputati

Mercato di Porta Portese
E’ il più grande e più famoso mercato di Roma, come il mercato delle pulci a Parigi e Portobello Road a Londra. Qui si trova di tutto: vestiti nuovi e vecchi, scarpe, cuoio, alimentari, vintage, antiquariato vero e falso. E ‘aperto solo la domenica mattina, dall’alba alle 13:30. Per fare affari bisogna cercare di arrivare non dopo le 9:00, prima che diventi incredibilmente affollato e difficile da attraversare.

Via dei Coronari
E’ una stradina stretta, intima e medievale vicino a Piazza navona, zeppa di boutique di artigianato e antiquariato. Originariamente chiamata Via Recta, questa strada è stata creata da papa Sisto IV in occasione di una riprogettazione radicale del quartiere medievale. L’idea era di creare un tramite per Ponte Sant’Angelo e poi più in là, a San Pietro. Poiché la strada è stata successivamente affollata di pellegrini, si è anche riempita di stand e negozi che vendevano souvenir e, in particolare, rosari: di qui il nome di Via dei Coronari. Oggi l’atmosfera medioevale è ancora viva, anche se i vecchi negozi di souvenir hanno lasciato il posto a negozi di antiquariato.

Panella, in Largo Leonardi, 2
Si tratta di uno dei migliori panifici di tutta Roma; offre pane di ogni forma e gusto, pasticcini raffinati, cioccolato e pizza. E’ molto vicino a una delle quattro basiliche di Roma, Santa Maria Maggiore.