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	<title>Roma Beni Culturali &#187; Cesare</title>
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	<description>News Arte e Cultura a Roma</description>
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		<title>La pittura romana dal I a.C. al V d.C in mostra al Quirinale</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 19:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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La mostra Roma. La Pittura di un Impero si terrà dal 24 settembre 2009 al 17 gennaio 2010 presso le Scuderie del Quirinale a Roma. Il periodo trattato è quello che va dal I secolo a.C. fino al V d.C., anni che vedono l&#8217;Impero Romano nascere ed espandersi, a partire dall&#8217;avvento di Giulio Cesare.
La pittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/09/Roma-Pittura-Impero-scuderie_15.jpg" alt="Roma La Pittura di un Impero" title="Roma La Pittura di un Impero" width="494" height="201" class="aligncenter size-full wp-image-317" /><br />
La mostra <em><strong>Roma. La Pittura di un Impero</strong></em> si terrà dal 24 settembre 2009 al 17 gennaio 2010 presso le Scuderie del Quirinale a Roma. Il periodo trattato è quello che va dal I secolo a.C. fino al V d.C., anni che vedono l&#8217;Impero Romano nascere ed espandersi, a partire dall&#8217;avvento di <a href="http://www.romabeniculturali.it/tag/cesare">Giulio Cesare</a>.<br />
La pittura fotografa la vita romana in anni di forte fermento culturale, e diventa il linguaggio per immagini di una società in veloce evoluzione. A livello artistico, <strong>la mostra evidenzia come la pittura romana non debba considerarsi semplicemente un&#8217;eredità passiva degli stilemi greci</strong>, ma viceversa esprima forti elementi di originalità ed evidenti legami con i tempi e i luoghi da essa rappresentati, in una grande varietà di generi che vanno dalla veduta alla natura morta, al ritratto, alla rappresentazione della realtà o del mito.<br />
Anche lo stile pittorico subisce una grande evoluzione: il periodo trattato dalla mostra parte dal cosiddetto <strong>secondo stile o stile architettonico</strong> (fino alla fine del primo secolo a.C circa) che introduce l&#8217;innovazione del <strong>trompe l&#8217;oeil</strong> nella decorazione delle pareti, uno stile illusionistico giocato sul chiaroscuro che sostituisce gli elementi che prima erano realizzati tridimensionalmente in stucco. E&#8217; sempre in questo periodo che nacque anche la figura del paesaggista, specializzato nella riproduzione di rigogliosi giardini rappresentati prevalentemente nelle gallerie. Durante il <strong>terzo stile o stile ornamentale</strong>, che viene fatto arrivare fino alla metà del i secolo a.c., l&#8217;illusionismo prospettico viene abbandonato in favore di campiture piatte che spesso ospitavano al loro interno la rappresentazione di scene di vario genere. Tipici di questo stile sono poi gli elementi ornamentali (decorazioni floreali, candelabri, figure mitologiche&#8230;). Il quarto stile o stile dell&#8217;illusionismo prospettico, si affermò in età neroniana e si distingueva dagli altri per l&#8217;inserimento di architetture fantastiche e di grande scenicità, in parziale ripresa di elementi del secondo e del terzo stile. A livello di ritrattistica, lo stile passa dalla notevole resa plastica dell&#8217;epoca antoniana, al progressivo immobilismo che introduce l&#8217;epoca paleocristiana.<br />
La mostra è suddivisa in cinque sezioni che ospitano in tutto un centinaio di opere provenienti dai musei più importanti del mondo tra cui il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, i musei archeologici di Monaco, Francoforte, Zurigo ma anche il Museo Archeologico di Napoli, gli Scavi di Pompei, il Museo Nazionale Romano, i Musei Vaticani e i Musei Capitolini di Roma. L&#8217;allestimento, curato dal registra <strong>Luca Ronconi</strong>, contribuisce a rivelare il valore di pezzi che rischiano di passare in secondo piano nel loro consueto contesto museale, opere d&#8217;arte che hanno contribuito a scrivere i canoni della futura pittura occidentale a partire dal Rinascimento.</p>
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		<title>Antica Roma: 5 miti da sfatare</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 10:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Antica Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[La romanità non passa mai di moda, come provano le attuali produzioni cinematografiche in tema che, in molti casi, hanno contribuito ad alimentare miti e leggende che hanno uno scarso o nullo fondamento storico. Dal pollice verso al vomito post-banchetto, ecco una carrellata delle più famose bufale antico-romane.
Il pollice verso
In merito al celebre gesto dell&#8217;imperatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La romanità non passa mai di moda, come provano le attuali produzioni cinematografiche in tema che, in molti casi, hanno contribuito ad alimentare miti e leggende che hanno uno scarso o nullo fondamento storico. Dal pollice verso al vomito post-banchetto, ecco una carrellata delle <strong>più famose bufale antico-romane</strong>.</p>
<p><strong>Il pollice verso</strong><br />
In merito al celebre gesto dell&#8217;imperatore di girare il pollice in alto o in basso a seconda della sua volontà di voler risparmiare o meno la vita di un gladiatore (illustrato, tra l&#8217;altro, dal drammatico dipinto del 1872 di Jean-Léon Gérôme), le fonti sono molto discordanti; quello che è certo è che il pollice verso non significava sicuramente la sentenza di morte, anzi, è probabile che questa venisse decretata dal pollice all&#8217;insù.</p>
<p><strong>L&#8217;incendio di Roma</strong><br />
La colpa del celebre incendio avvenuto il 18 luglio 64 viene spesso addossata all&#8217;imperatore allora in carica, <strong>Nerone</strong>, attribuendogli peraltro motivazioni spietate a ai limiti della follia come cercare una fonte di ispirazione per una composizione poetica. In realtà, la tesi dell&#8217;origine accidentale dell&#8217;incendio è quella maggiormente accreditata dalla moderna storiografia.</p>
<p><strong>Vomitare ai banchetti</strong><br />
La leggenda vuole che i patrizi romani vomitassero durante i loro celebri e lussuosi banchetti, allo scopo di poter ricominciare quanto prima ad abbuffarsi. Questa bufala trae origine da locali chiamati vomitoria: in effetti questi erano dei passaggi che permettevano alle persone di raggiungere rapidamente i loro posti in un anfiteatro.</p>
<p><strong>I romani indossavano la toga</strong><br />
Nell&#8217;immaginario collettivo l&#8217;antico romano indossa sempre la toga. In realtà, la toga era considerato un capo estremamente formale, più o meno come pensare che l&#8217;uomo contemporaneo indossi sempre il completo e la cravatta o addirittura lo smoking. Secondo Giovenale, molto uomini non indossavano una toga per tutta la vita. Il capo più diffuso era invece la tunica, che veniva indossata in tagli diversi sia dagli uomini che dalle donne. La toga era un abito così importante che sono chi godeva della cittadinanza romana poteva indossarla.</p>
<p><strong>Tu quoque Brute fili mi</strong><br />
L&#8217;espressione attribuita a <a title="Giulio Cesare" href="http://www.romabeniculturali.it/giulio-cesare-luomo-le-imprese-il-mito-2.htm" target="_blank">Giulio Cesare</a> in punto di morte non trova riscontro nemmeno nella letteratura latina. Alcune fonti riportano invece questa frase in greco, che all&#8217;epoca era la lingua dominante a Roma &#8211; e <strong>Cesare stesso era bilingue</strong>. Se anche il contenuto della frase fosse stato questo, è molto probabile che sarebbe stato pronunciato in greco. A questo proposito un&#8217;altra leggenda da sfatare è quella che vuole Bruto &#8220;figlio&#8221; di Cesare: si trattava in realtà dell&#8217;amico prediletto dell&#8217;imperatore, il quale era peraltro innamorato della madre di Bruto, Servilla.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Laura Losi</em></p>
<p><strong>Fonti:<br />
</strong><a href="http://listverse.com/history/">http://listverse.com/history/</a><br />
<em>Wikipedia</em></p>
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