Il Brand del Colosseo batte il Duomo di Milano

colosseoIl Colosseo si conferma essere il monumento italiano di maggior valore, si tratta di un brand forte, stimato in ben 91 miliardi di euro, a seguire il Duomo di Milano che però si ferma a 82 miliardi, cifra comunque impressionante, se si pensa che il marchio CocaCola ne vale circa la metà.

Nel complesso le bellezze storico architettoniche del nostro Paese raggiungono una straordinaria quotazione di 400 miliardi di euro.

Si tratta di monumenti che hanno un grande valore, ma che soprattutto sono riconoscibili nel mondo e permettono, associando il loro nome ad un marchio, un prodotto, un’azienda, di ricavarne sicuri benefici commerciali.

Attualmente sono circa 50 le aziende italiane che hanno scelto di includere il nome “Colosseo” nel loro marchio aziendale per rafforzarne il brand, altrettante quelle che hanno invece scelto di legarsi all’immagine del “Duomo” di Milano.

Intanto il turismo che predilige le visite alle città d’arte e ai loro monumenti in alternativa a mari e monti è in costante crescita, circa l’8% dei turisti che nel 2010 hanno scelto l’Italia, l’hanno fatto principalmente per il suo immenso patrimonio storico e artistico.

Mostre: “L’Età della Conquista. Il fascino dell’arte greca a Roma”

L'età della ConquistaFino al 5 settembre avrà luogo ai Musei Capitolini (Palazzo Caffarelli) la mostra “L’Età della Conquista. Il fascino dell’arte greca a Roma; il titolo ha un chiaro riferimento all’età dell’espansione dell’impero Romano, che dopo aver raggiunto il controllo di quasi tutto il Mediterraneo fu a sua volta “conquistato” dalla cultura greca. L’influenza andò ben oltre una passiva adozione delle linee guida della terra sottomessa, ma fu, appunto, una “fascinazione”, che si incontrò e sposò con costumi e tradizioni romane radicate.

La mostra mette quindi in luce un aspetto imprescindibile nella comprensione della cultura e della civiltà romane, attraverso un’esposizione di opere prese in prestito da alcune tra le più grandi fondazione di arte antica italiane e del mondo (Atene, Parigi, Ostia, Chieti, Torino e molte altre).

L’influenza ellenica si diffuse a Roma attraverso il contatto con il popolo conquistato; contatto determinato dal trasporto di opere d’arte ma anche dal trasferimento di maestranze elleniche, come artisti, architetti, medici e intellettuali. Questi fenomeni provocarono un cambiamento che segnò la civiltà romana in modo profondo e irreversibile; i due modelli si fusero e iniziarono a convivere, come è evidente in monumenti quale il tempio di largo Argentina, dove coabitano in armonia stilemi tipicamente greci e italici. Gli artisti peraltro mescolarono stili appartenenti a varie epoche della cultura greca, in un linguaggio figurativo e pittorico del tutto nuovo e ricco di fascino. L’influenza non fu circoscritta al campo dell’arte, ma si estese a tutti gli ambiti del sapere, allo stile di vita e persino alla moda.
Molti di questi aspetti vengono illustrati dalla mostra ai Musei Capitolini, divisa in quattro sezioni; una prima dal titolo “Dei e santuari“, una seconda sui “Monumenti onorari“, una terza denominata “Vivere alla Greca” e una quarta sui “Costumi funerari“.

La rassegna è promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovrintendenza ai Beni Culturali, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la collaborazione delle Banche Tesoriere del Comune di Roma. La mostra si inserisce in un progetto quinquennale che mira a un approfondimento della cultura romana; il piano ripercorre la storia di questa grande civiltà attraverso vari e importanti appuntamenti che ne mettono in luce vari aspetti e sfaccettature: “Il volto dei potenti. Il ritratto romano tra Repubblica e Impero” nel 2011; “Costruire un Impero. L’architettura come rappresentazione di potere” nel 2012; L’età dell’equilibrio. L’arte romana durante il principato di Traiano e di Adriano” nel 2013; “L’età dell’angoscia. L’arte romana tra Marco Aurelio e Diocleziano” nel 2014.

“Africa? Una nuova storia”, mostra a Roma sull’arte africana

whyAfricaSull’onda del crescente interesse italiano e internazionale nei confronti dell’arte africana, ha inaugurato in questi giorni a Roma la mostra ”Africa? Una nuova storia”, che proseguirà fino al 17 gennaio 2010 presso il Complesso del Vittoriano di Roma.

La mostra si focalizza sull’arte contemporanea africana, concetto che iniziò a prendere forma tra gli anni Venti e gli anni Sessanta, quando alcuni artisti africani iniziarono ad esporre il loro lavoro anche al di fuori del continente d’origine e progressivamente nacquero scuole e musei specializzati in giro per il mondo. Tra questi ultimi, ricordiamo il Musée National des Arts d’Afrique et d’Océanie, Paris, Francia; il Museum for African Art, Long Island City , New York, USA; il National Museum of African Art, Washington DC, USA. In Italia, citiamo il Museo Africano di Verona.

La mostra del Vittoriano offre uno spaccato degli stili e delle dinamiche artistiche del continente africano attraverso 80 opere tra dipinti, sculture, installazioni e video, espressione di 30 artisti dell’Africa Sub-Sahariana. Le opere provengono in parte dalla Collezione Jean Pigozzi, in parte sono state segnalate dalle diverse Ambasciate dei Paesi Africani.

La celebre Collezione Pigozzi nasce dalla passione di Jean Pigozzi per l’arte contemporanea africana, ed è considerata la più importante collezione al mondo su questo tema.

La ricchezza delle opere testimonia una vastità espressiva che va molto al di là dello stereotipo di “arte folcloristica” o del decorativismo locale africano, in un linguaggio autonomo e parallelo rispetto a quello occidentale. Nelle opere rimane peraltro presente e riconoscibile il profondo legame nei confronti della terra d’origine, del passato e del futuro di un continente ricco di sfumature e sfaccettature, ma che nell’arte attinge come ogni altra cultura alla tradizione e all’oralità: il risultato è spesso una forma espressiva diretta, immediata e spontanea.

Lo scorso anno una parte della collezione Pigozzi è stata peraltro esposta alla mostra “Why Africa?” che si è tenuta al Lingotto di Torino.

Laura Losi

Per informazioni:
www.comunicareorganizzando.it
www.beniculturali.it

INVITO A PALAZZO

INVITO A PALAZZO – ARTE E STORIA NELLE BANCHE

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Con i Patrocini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

INVITO A PALAZZO
ARTE E STORIA NELLE BANCHE VIII EDIZIONE
sabato 3 Ottobre 2009 ore 10.00 – 19.00
I palazzi storici delle banche italiane, solitamente chiusi al pubblico perché luogo di lavoro, saranno aperti gratuitamente su tutto il territorio nazionale. L’appuntamento è per sabato 3 ottobre 2009 in occasione dell’ottava edizione di Invito a Palazzo. Cittadini, appassionati e turisti potranno così ammirare uno straordinario scorcio di patrimonio architettonico, artistico e paesaggistico, oltre che arredi, opere d’arte di ogni epoca, giardini, cantine, archivi e biblioteche, che le banche italiane conservano e tutelano. All’iniziativa promossa dall’ABI quest’anno parteciperanno 93 palazzi di 52 banche, in 47 città di 17 regioni. Tra le novità di questa edizione 20 sedi che aprono al pubblico per la prima volta. Lombardia (19 palazzi), Emilia Romagna (16 palazzi) e Toscana (10 palazzi) le regioni con più palazzi, mentre Roma si conferma la città con il maggior numero di dimore storiche visitabili.

Palazzo Altieri, Piazza del Gesù, Gruppo Banco Popolare

Palazzo Altieri, Piazza del Gesù, Gruppo Banco Popolare

Invito a Palazzo 2009 si terrà sabato 3 ottobre. I palazzi saranno aperti al pubblico gratuitamente dalle ore 10.00 alle ore 19.00, con visite guidate in italiano e inglese. L’elenco completo dei palazzi che partecipano all’iniziativa sarà disponibile dal mese di settembre sul sito http://palazzi.abi.it.
Si potranno ottenere informazioni sulla manifestazione chiamando da settembre dalle ore 10.00 alle 18.00 il numero 06-6767400 oppure inviando una e-mail all’indirizzo invitoapalazzo@abi.it. Dépliant con l’elenco completo dei palazzi saranno disponibili presso le filiali delle banche aderenti.

Pasqua a Roma

buona PasquaSecondo un recente studio di trivago.it, community europea di amanti dei viaggi, Roma è la prima in classifica tra le mete più prenotate per il periodo pasquale. Roma non è solo la preferita per il turismo italiano, ma anche per quello internazionale: tra i viaggiatori europei, quelli che più aspirano a trascorrere la Pasqua nella capitale italiana sono tedeschi, olandesi, francesi, inglesi e spagnoli. Ad attirarli, probabilmente, oltre all’inestimabile patrimonio artistico, culturale e archeologico di Roma, ci sono anche i prezzi abbastanza contenuti della permanenza: attualmente un pernottamento in camera doppia si aggira intorno ai 122 euro (Ansa). Oltre ai musei, ai monumenti storici e ai siti archeologici, Roma ospita durante il periodo della Pasqua 2009 diverse mostre strepitose.

Fino al 26 aprile avrà luogo al complesso del Vittoriano la mostra I Sabini popolo d’Italia. Dalla storia al mito. Fino 19 aprile si terrà presso il Museo Carlo Bilotti l’esposizione La magia della linea. 110 disegni di de Chirico dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Scopri il massimo è invece una mostra-evento che si terrà fino al 7 giugno con l’obiettivo di celebrare i primi dieci anni di attività della sede del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, offrendo al pubblico l’occasione di ammirare noti capolavori sotto una nuova luce, opere ritrovate grazie a recenti restauri e prestiti d’eccezione da altri Musei. Ricordiamo infine la mostra Giotto e il TrecentoIl più Sovrano Maestro stato in dipintura”, anch’essa presso il complesso del Vittoriano di Roma da venerdì 6 marzo a lunedì 29 giugno 2009, di cui abbiamo già parlato.

Uno dei simboli più riconosciuti e riconoscibili della Pasqua, l’uovo, verrà valorizzato dalla mostra di solidarietà L’arte nell’uovo di Pasqua, che si terrà presso il Palazzo delle esposizioni a Roma. L’arte nell’uovo di Pasqua è un’iniziativa giunta quest’anno alla sua settima edizione, e che vede numerosi artisti, pittori e scultori chiamati ad interpretare l’uovo di pasqua che, in questo modo, smette di essere mero oggetto commerciale per diventare veicolo di arte e di valori. Quest’anno L’arte nell’uovo di Pasqua sostiene l’Associazione ATENA Onlus. In questo senso, presso la gioielleria Enigma di Roma saranno in vendita uova di Pasqua che sostengono la lotta contro il cancro.

Laura Losi

Fonti
Ansa, trivago.it, beniculturali.it, www.lartenelluovodipasqua.com