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	<title>Roma Beni Culturali &#187; antichi romani</title>
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	<description>News Arte e Cultura a Roma</description>
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		<title>L&#8217;uso delle erbe nell&#8217;antica medicina romana</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 12:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;erboristeria, come è noto, affonda le sue radici nella notte dei tempi; l&#8217;arte di conoscere, coltivare e riutilizzare le piante per scopi terapeutici, cosmetici o nutritivi accomuna tutti i popoli antichi e la civiltà romana non fa eccezione.
Anche in questo campo, l&#8217;influenza greca si fece sentire e i romani in molti casi migliorarono e completarono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img align="left" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/05/timo.jpg" alt="timo" title="timo" width="220" />L&#8217;<strong>erboristeria</strong>, come è noto, affonda le sue radici nella notte dei tempi; l&#8217;arte di conoscere, coltivare e riutilizzare le <strong>piante per scopi terapeutici</strong>, cosmetici o nutritivi accomuna tutti i popoli antichi e la <strong>civiltà romana</strong> non fa eccezione.</p>
<p>Anche in questo campo, l&#8217;influenza greca si fece sentire e i romani in molti casi migliorarono e completarono le <strong>scoperte greche</strong>, soprattutto quando alcuni tra i più grandi medici di questo paese si trasferirono nell&#8217;impero a seguito della conquista.<br />
<strong>L&#8217;erboristeria ebbe grande applicazione nella medicina romana.</strong> In questo senso, tra le erbe più utilizzare ci furono i finocchi per le loro <strong>proprietà calmanti, diuretiche e anti-infiammatorie</strong>.<br />
L&#8217;emula campana veniva usata per tantissimi scopi: come stomachica, vermifuga, tonica e diuretica; per calmare la tosse e la bronchite; esternamente, per <strong>risolvere problemi della pelle</strong> come eczema, herpes e punture di insetti.<br />
La salvia aveva un valore sacro e religioso; presso i romani doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l&#8217;intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati. Il suo stesso nome è testimone delle virtù che i romani le riconoscevano: salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute). Tra i principali effetti riconosciuti c&#8217;erano quello antisettico, digestivo e calmante.<br />
Anche l&#8217;aglio era molto utilizzato. <strong>Nelle Bucoliche di Virgilio si parla di una bevanda di timo e aglio</strong> che i pastori assumevano per proteggersi dai morsi delle vipere. L&#8217;aglio veniva poi utilizzato per curare i problemi del cuore e contro raffreddore e influenza.<br />
Il fieno greco fu un&#8217;altra pianta che i romani utilizzarono per curare una vasta serie di disturbi, dai problemi dei bronchi all&#8217;abbassamento della libido. Tuttora al fieno greco vengono riconosciute ottime proprietà ricostituenti, ed è molto usato nella cosmesi.<br />
Una pianta oggi estinta molto usata dai romani era il silfio, una specie di finocchio gigante che un tempo rappresentava la maggiore risorsa commerciale di Cirene e che oggi possiamo vedere in ritratta in alcune monete di questa città.<br />
Secondo la leggenda, la pianta era un dono del dio Apollo. Era ampiamente utilizzata dalla maggior parte delle antiche culture mediterranee; i Romani la consideravano &#8220;valere il suo peso in denarii.&#8221; In medicina era usata per trattare la tosse, la gola irritata, la febbre, l&#8217;indigestione, i dolori, le verruche e tutti i tipi di malattie. Ma soprattutto, secondo Plinio il Vecchio, era utilizzata come contraccettivo, per le sue virtù estrogeniche che la rendevano attiva per la prevenzione o interruzione della gravidanza.<br />
Le virtù del salice, in particolare delle foglie e della corteccia, sono descritte dal celebre medico greco Ippocrate che ne vanta le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie nel V secolo a.C. Successivamente queste qualità furono riconosciute anche da personalità come Plinio e Dioscoride e il salice divenne un&#8217;altra pianta molto impiegata nella medicina romana.<br />
Altre <strong>piante medicinali</strong> vengono poi descritte da Virgilio nelle sue opere; tra esse troviamo il papavero, utilizzato prevalentemente come anestetico e come cura per l&#8217;insonnia. Una pianta largamente impiegata come afrodisiaco era la rucola, di cui parla anche Columella nel De re rustica; le sue foglie venivano utilizzate nei filtri d&#8217;amore e talvolta la coltivazione veniva effettuata nei terreni che ospitavano le statue falliche erette in onore di Priapo, dio della virilità.</p>
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		<title>Il lusso nell&#8217;antica Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 13:17:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tornare indietro e vivere nell&#8217;antica Roma sarebbe una cosa meravigliosa, ma solo per i ricchi; il romano della classe elevata, infatti, aveva un tenore di vita veramente alto, come ci si aspetta da una società imperialista e basata sulla schiavitù. I lussi degli antichi romani comprendevano case sontuose, tessuti preziosi, opere d&#8217;arte inestimabili, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tornare indietro e vivere nell&#8217;antica Roma sarebbe una cosa meravigliosa, ma solo per i ricchi; il romano della classe elevata, infatti, aveva un tenore di vita veramente alto, come ci si aspetta da una società imperialista e basata sulla schiavitù. <strong>I lussi degli antichi romani</strong> comprendevano case sontuose, tessuti preziosi, opere d&#8217;arte inestimabili, ma anche un&#8217;<strong>elettrizzante vita notturna</strong> fatta di feste e banchetti principeschi. Altri lussi erano poi frequentare palestre e terme, e andare a teatro: passatempi ampiamente condivisi anche dai benestanti di oggi.<br />
Per le donne, acconciature, gioielli e cosmetici erano sfizi molto ricercati in cui si amava spendere tempo e denaro; l&#8217;obiettivo, come oggi, era apparire al meglio, non solo per la propria soddisfazione personale ma anche per <strong>sottolineare il proprio status elevato</strong>. Anche i vestiti erano importantissimi in questo senso; il color porpora per tingere le vesti, in particolare, era frutto dei coloranti più costosi e divenne così sinonimo di <strong>ricchezza e di potere</strong>. I colori utilizzati per le tuniche multicolori erano tratti da molluschi che permettevano di ottenere una gamma di tinte dall&#8217;arancio al viola scuro tendente al nero; per estrarre circa 1,5 grammi di puro viola ci volevano circa 12.000 molluschi; secondo la leggenda, lo stesso Ercole aveva scoperto questo inestimabile colorante. Anche la qualità della stoffa aveva la sua importanza; durante l&#8217;impero iniziarono a diffondersi preziose sete importate dalla Cina.<br />
<strong>Le terme erano un vero e proprio ritrovo sociale</strong>; le balneazioni erano prolungate e, com&#8217;è noto, si dividevano in frigidarium, tepidarium e calidarium; poi si passava alla piscina e alla palestra dove svolgere gli esercizi o ritrovarsi a chiacchierare con amici e conoscenti. Il tutto era svolto con un contorno di schiavi armati di oli e creme, deputati al massaggio e alla detersione degli <strong>illustri padroni</strong>.</p>
<p>I giochi e le rappresentazioni teatrali erano un altro passatempo comune dei ricchi romani. Naturalmente, alle <strong>classi più abbienti</strong> venivano riservati i posti migliori all&#8217;interno dell&#8217;anfiteatro; qui <strong>i nobili</strong> potevano fare il tifo, mangiare, fare scommesse e socializzare.</p>
<p>Tra i membri delle classi superiori, non impegnati in lavori manuali, diventò pian piano normale demandare tutti gli impegni professionali al mattino; il prandium generalmente segnava la fine della giornata lavorativa e talvolta dopo ci si recava alle terme. <strong>La cena veniva servita verso le quattro e poteva durare fino a tarda notte</strong>, soprattutto se gli ospiti erano numerosi. Le pietanze erano ovviamente raffinate e lussuose e si articolavano in gustatio (una sorta di antipasto) primae mensae (piatto principale) e dessert (secundae mensae). Tutto ciò che veniva scartato, come i gusci dei frutti di mare, era tranquillamente gettato a terra, dove veniva prontamente spazzato via da uno schiavo. D&#8217;estate si usava mangiare all&#8217;aperto, come dimostrano le vestigia di alcuni divani in pietra rinvenuti nei giardini di Pompei.</p>
<p>La cena poteva anche essere accompagnata da un <strong>intrattenimento</strong>; ad esibirsi erano solitamente musicisti, acrobati, poeti e ballerini.</p>
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		<title>L&#8217;acconciatura nell&#8217;Antica Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:06:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;acconciatura nell&#8217;antica Roma è una materia il cui fascino arriva fino ai giorni nostri, come dimostrano alcuni tipi di styling che spesso vengono proposti in passerella o nei saloni di bellezza in caso di matrimoni e cerimonie di vario tipo. Osservando le sculture delle donne dell&#8217;antica Roma, si resta colpiti dalla creatività della acconciature, molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/02/Capelli-Antica-Roma.gif" alt="Capelli Antica Roma" title="Capelli Antica Roma" width="125" height="132" class="alignleft size-full wp-image-417" />L&#8217;acconciatura nell&#8217;antica Roma è una materia il cui fascino arriva fino ai giorni nostri, come dimostrano alcuni tipi di <strong>styling</strong> che spesso vengono proposti in passerella o nei saloni di bellezza in caso di matrimoni e cerimonie di vario tipo. Osservando le <strong>sculture delle donne dell&#8217;antica Roma</strong>, si resta colpiti dalla creatività della acconciature, molto elaborate soprattutto se si tratta di donne sposate delle classi elevate. Se la <strong>moda romana</strong> rimase nei secoli relativamente semplice e immutabile, l&#8217;evidenza dello <strong>status sociale</strong> venne affidata perlopiù ai tipi di tessuto, ai gioielli, agli accessori e, appunto, alle acconciature.</p>
<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/02/acconciatura-antica-roma.gif" alt="acconciatura antica Roma" title="acconciatura antica Roma" width="95" height="111" class="alignright size-full wp-image-418" />Se le fanciulle potevano anche solo <strong>raccogliere i capelli con una crocchia sul retro</strong> o con un nodo a spirale nella parte superiore della testa, le donne dedicavano alle acconciature molto tempo e sforzo. Erano assistite da esperti parrucchieri che aumentavano il volume della chioma o la allungavano tramite ciuffi posticci e parrucche. I capelli venivano tinti e decolorati, stirati e arricciati tramite ferri roventi, scolpiti con un esercito di forcine, retine e ausili meccanici di vario tipo. Grande importanza avevano poi gli accessori che venivano apposti sulle chiome: nastri, fermagli, forcine preziose erano accessori indispensabili affinché il risultato fosse sofisticato quanto si conveniva.</p>
<p>Le tinture arrivavano dalle più svariate parti dell&#8217;impero: l&#8217;henné, ad esempio, molto usato durante l&#8217;epoca imperiale, veniva dall&#8217;Egitto. Le tonalità erano estremamente varie e pare arrivassero fino all&#8217;azzurro.</p>
<p>I primi stili sono abbastanza semplici, e <strong>vanno dalla ciambella e chignon</strong> all&#8217;usanza di legare strettamente i capelli alla sommità della testa con dei nastri, all&#8217;usanza etrusca. Ben presto però queste semplici pettinature vennero sostituite con grandiose creazioni che per altezza e complicazione non hanno avuto rivali fino alla corte francese di Luigi XVI. La pettinatura era così importante che venivano commissionate acconciature rimovibili per i busti, in modo che l&#8217;immagine della persona ritratta venisse ricordata al culmine della moda dell&#8217;epoca.</p>
<p><strong>I capelli venivano anche profumati</strong> attraverso prodotti appositi; per l&#8217;acconciatura venivano usati diversi tipi di pettine e spazzole, nastri, retine in fili d&#8217;oro finemente intessute, nastri, ghirlande di fiori e gioielli preziosi: l&#8217;oro e le perle erano molto usati negli ornamenti per i capelli.</p>
<p><strong>Anche gli uomini</strong>, dal canto loro, col passare dei secoli presero a farsi arricciare e tingere i capelli &#8211; tra i primi che sfoggiarono boccoli artificiali ricordiamo l&#8217;imperatore Adriano e suo figlio Lucio Cesare; chi soffriva di calvizie iniziò a farsi applicare capelli posticci, la qual cosa era presa molto di mira dai poeti satirici romani.</p>
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		<title>Fantasmi romani in Inghilterra: Chester</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 17:51:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In prossimità della festa di Halloween vogliamo raccontarvi una delle più celebri storie di fantasmi antico-romani. Lo spettrale luogo dove queste presenze verrebbero avvistate non è a Roma, ma a Chester, una città dell&#8217;Inghilterra capoluogo della contea di Cheshire.
La città fu fondata dai romani nel I secolo d.C. e venne chiamata Deva o Castra Deva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In prossimità della festa di <strong>Halloween</strong> vogliamo raccontarvi una delle più celebri <strong>storie di fantasmi antico-romani</strong>. Lo spettrale luogo dove queste presenze verrebbero avvistate non è a Roma, ma a <strong>Chester</strong>, una città dell&#8217;Inghilterra capoluogo della contea di Cheshire.</p>
<p>La città fu fondata dai romani nel I secolo d.C. e venne chiamata Deva o Castra Deva dal nome del fiume Dee che costeggia un lato della città. Deva fu il quartier generale della ventesima legione romana (Legio XX Valeria Victrix) fino al 380 d.C. Accanto al forte si sviluppò una delle principali città della Britannia romana. Tuttora nei <strong>Roman Gardens</strong> sono esposti i <strong>resti archeologici del forte romano</strong> e dell&#8217;anfiteatro edificato a partire dall&#8217;80 a.C.; si tratta del più grande anfiteatro rinvenuto in Gran Bretagna.</p>
<p>Si dice che i <strong>fantasmi</strong> di un intero reggimento di soldati romani infestino la zona, scarsamente abitata, pare, proprio perchè gli spiriti degli antichi abitanti si rifiutano di lasciare questo luogo. Alcune persone dicono di avere incontrato antichi romani abbigliati con la loro caratteristica uniforme militare, che corrisponde agli antichi reperti rinvenuti durante gli scavi.</p>
<p>Uno dei <strong>fantasmi</strong> più avvistati è quello di un legionario che passeggia nella zona dell&#8217;anfiteatro. Questo fantasma, avvistato fin dal 1700, è stato identificato come un decurione, un ufficiale al comando di 10 uomini, del 11 ° Legione Adiutrix, innamorato di una ragazza locale celtica. Ogni volta che era in servizio il soldato lasciava i suoi uomini di guardia e sgaiattolava fuori da una porta di servizio per incontrare la sua amata. Purtroppo, la famiglia della ragazza  si accorse della tresca, e un notte fece aggredire il soldato da una banda di guerrieri celti che lo legarono e imbavagliarono. I celti, infiltrati attraverso il cancello, uccisero le sentinelle e rubarono quello che poterono. Il decurione, liberatosi per dare l&#8217;allarme, rimase poi ucciso da uno dei celti. Da allora vaga per la stessa strada senza sosta.<br />
<a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/10/George-and-Dragon-Pub.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/10/George-and-Dragon-Pub.jpg" alt="George and Dragon Pub" title="George and Dragon Pub" width="411" height="488" class="aligncenter size-full wp-image-366" /></a></p>
<p>Un altro <strong>fantasma</strong> romano infesta invece il <strong>George and Dragon Pub</strong>, che sorge lungo una strada utilizzata anticamente per le sepolture, che secondo la legge romana, non potevano trovare posto all&#8217;interno delle città. Di questo fantasma si sentono solo i passi intorno all&#8217;edificio del pub.</p>
<p>I <strong>fantasmi degli antichi soldati romani</strong> sono così presenti a Chester che vengono organizzati ghost-tour notturni per la città, ad uso e consumo di turisti desiderosi di forti emozioni.</p>
<p>Oltre ai soldati romani, ci sono molti altri fantasmi che infesterebbero la zona di Chester. Di questi forse il più famoso è Sarah, che frequenta la bottega del cioccolato Thornton in Eastgate Street. Sarah, giovane e affascinante fanciulla, si innamorò di un giovane senza scrupoli che la abbandonò il giorno del suo matrimonio. La donna ne fu così sconvolta che tornò a casa sua a Eastgate Street e si impiccò. Da allora il suo fantasma provoca il caos all&#8217;interno del negozio.</p>
<p align="right"><em>Laura Losi</em></p>
<p></p>
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		<title>Usanze tipiche e curiose degli antichi romani &#8211; 1 parte</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 22:30:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scoprire i modus vivendi dei propri predecessori è qualcosa che affascina l&#8217;uomo da sempre. Questo fascino è particolarmente evidente dove le vestigia di un popolo molto distante cronologicamente dalla contemporaneità sono ancora in visibili e visitabili, come a Roma. E&#8217; suggestivo immaginare come vivevano e si comportavano coloro che percorrevano quelle strade così tanti secoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Scoprire i modus vivendi dei propri predecessori è qualcosa che affascina l&#8217;uomo da sempre. Questo fascino è particolarmente evidente dove le vestigia di un popolo molto distante cronologicamente dalla contemporaneità sono ancora in visibili e visitabili, come a Roma. <strong>E&#8217; suggestivo immaginare come vivevano e si comportavano coloro che percorrevano quelle strade così tanti secoli fa</strong>; se i testi antichi ci forniscono numerosissime informazioni in tal senso, restano comunque poco conosciute alcune <strong>usanze curiose degli antichi romani</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Pare che <strong>diverse tradizioni matrimoniali siano derivate dagli antichi romani</strong>, dall&#8217;usanza di prendere la sposa in braccio mentre si attraversa la porta della casa coniugale al lancio del riso, simbolo di abbondanza e fertilità. Anche il divorzio era previsto dalla legislazione romana; fu però considerato moralmente disdicevole, ancorchè consentito, a partire dall&#8217;età repubblicana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La casa era un aspetto molto importante della vita quotidiana dei romani</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">, e al suo interno l&#8217;ambiente più vissuto era la sala da pranzo o triclinio. Le dimore patrizie erano dotate di comodità quali acqua corrente calda e fredda e riscaldamento, oltre a contenere vere e proprie opere d&#8217;arte, dai pavimenti musivi alle pareti affrescate, alle sculture.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">I piccoli romani <strong>ricevevano un&#8217;istruzione in apposite scuole pubbliche </strong>che con gli anni prevalsero sul più arcaico insegnamento individuale. L&#8217;anno scolastico iniziava a marzo ed erano previste vacanze estive. Le lezioni occupavano mattino e pomeriggio con una pausa verso mezzogiorno. Le classi erano miste, ma dopo i dodici anni di fatto solo i maschi più abbienti proseguivano gli studi, e le ragazze si sposavano e/o proseguivano gli studi privatamente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La <strong>mania delle scarpe</strong>, così diffusa ai nostri giorni, era già presente tra gli antichi romani. Un po&#8217; come accade oggi, <strong>scarpe, sandali e stivali esibivano lo status sociale di chi li indossava</strong>, insieme ad altri tipi di ornamenti utilizzati sia dagli uomini sia dalle donne. Le donne romane si depilavano e utilizzavano cosmetici, dalle lozioni idratanti per viso e corpo al makeup.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Lo street-food, tendenza così diffusa ai nostri giorni, era già tipica nell&#8217;antica Roma</span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">, dove si usava consumare i pasti per strada acquistando i cibi da venditori ambulanti; erano molto diffuse anche le taverne. I pasti degli antichi romani erano tre, e di questi il più importante era la cena, soprattutto per la classe povera e i lavoratori. Il condimento più diffuso presso l&#8217;antica Roma era la<strong> salsa garum</strong>, composta da acciughe salate e fermentate con l&#8217;aggiunta di erbe aromatiche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Per chi volesse approfondire l&#8217;argomento si consiglia la lettura del testo di <strong>Alberto Angela &#8220;Una giornata nell&#8217;antica Roma,</strong> ricco di informazioni sulla quotidianità degli antichi romani.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right; mso-pagination: none; tab-stops: 28.3pt 56.65pt 85.0pt 113.35pt 141.7pt 170.05pt 198.4pt 226.75pt 255.1pt 283.45pt 311.8pt 340.15pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Helvetica&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><em>Laura Losi</em></span></p>
]]></content:encoded>
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