Picasso a Roma
‘Datemi un museo e ve lo riempirò.’
Pablo Picasso
Lo scorso 11 ottobre ha aperto a Roma la nuova mostra su Pablo Picasso “Picasso 1917 – 1937 L’Arlecchino dell’arte“. Saranno in esposizione ben 180 opere provenienti da tutto il mondo e concentrate nel ventennio tra le due guerre, periodo particolarmente intenso e fecondo per Picasso, il più creativo in assoluto secondo Yve-Lain Bois, storico dell’arte all’università di Princeton e ideatore della mostra. “Secondo la tradizione, Arlecchino può essere qualsiasi cosa desideri, elude e aggira le regole, sfoderando ogni volta un’identità completamente inaspettata. Anche Picasso era così” spiega Bois “Come Arlecchino, Picasso poteva diventare un artista diverso in un istante, giorno, oppure mese; trasformarsi in pittore cubista, neo classico, astrattista oppure espressionista in una sorta di “dongiovannismo stilistico.”
Il 1917, poi, è considerata dagli storici dell’arte una data storica per il pittore spagnolo. E’ a partire da quest’anno infatti che nell’arte di Picasso iniziò, forse anche in seguito ad un viaggio in Italia, una fase di sperimentazione che lo condusse a inventare stili sempre nuovi senza più limitarsi a un unico linguaggio per ogni periodo della sua carriera. “La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto” diceva Picasso, il quale, fermo credente nella funzione attiva dell’artista nella società e nella magia insita nell’arte, sosteneva che “l’arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità“.
Nei vent’anni a cavallo delle due guerre l’artista si affiderà a contrapposizioni stilistiche, contraddizioni e citazioni che non rinnegano nulla, viceversa rendono omaggio alle scelte precedenti. Vent’anni che partono da un ritorno all’ordine neoclassico e terminano con Guernica: compito della mostra è analizzare la complessa attività di questi anni centrali nell’opera di uno degli artisti più amati e quotati di tutti i tempi.
L’arlecchino, soggetto tanto caro a Pablo Picasso, viene presentato in mostra in ben quattro versioni: quella del ‘17 (ritratto di Léonice Massine), l’Arlecchino suonatore del ‘24, e due opere del 27, l’Arlecchino astratto e la Testa di arlecchino. Quattro arlecchini e quattro omaggi a correnti artistiche che tanto avevano ispirato il maestro: il cubismo, l’astrattismo e il surrealismo.
Tra le altre opere presenti in mostra, citiamo il ritratto della fotografa Dora Marr, amica e amante di Picasso; il Bacio coi fiori; la Siesta; Due donne davanti alla finestra. Per la prima volta ritorna poi a Roma L’Italienne, composizione cubista dipinta da Picasso a Roma che raffigura una fanciulla italiana con il profilo del cupolone di San Pietro sullo sfondo. Presenti in mostra anche diversi documenti e le incisioni della Suite Vollard, serie composta da 100 pezzi ed eccezionalmente presentata in questa sede.
Laura Losi
Fino all’8 febbraio 2009
Complesso del Vittoriano
via San Pietro in Carcere – Roma
Orario: lun-gio 9.30-19.30, ven-sab 9.30-23.30, dom 9.30-20.30
Biglietti: euro 10, ridotto euro 7.50
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