Il museo delle anime del purgatorio
Se siete in cerca di qualcosa che esuli dalle consuete mete turistiche, sicuramente il Museo delle anime del purgatorio di Roma (di cui abbiamo già accennato nell’articolo su I musei più bizzarri di Roma) è una meta da tenere presente. Il museo si trova presso la sagrestia della chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, Lungotevere Prati 12.
Si tratta di una chiesetta in stile neogotico costruita tra il 1894 e il 1917 per volere del religioso francese Victor Jouet, fondatore dell’Associazione del Sacro Cuore di Gesù per il suffragio delle anime del Purgatorio. I reperti, provenienti dall’Italia e da altri paesi europei, sono datati tra il 1637 e il 1919 e hanno in comune un tema decisamente insolito. Tutto iniziò quando, il 15 settembre 1897, una cappella della chiesa fu gravemente danneggiata da un incendio; in quell’occasione, Victor Jouet vide impressa su una parete l’immagine di un volto sofferente, che egli interpretò come quello di un’anima del Purgatorio desiderosa di mandare un “segnale” al mondo dei vivi. Il sacerdote decise poi di avvallare la sua convinzione iniziando una collezione di attestazioni di fatti analoghi, che egli mise insieme grazie a una serie di viaggi attraverso l’Italia e l’Europa.
Oggi queste singolari testimonianze (soprattutto libri, fotografie, lenzuola, abiti, pezzi di legno) sono state notevolmente ridotte eliminando ciò che non è stato ritenuto valido, ovvero supportati da una documentazione storica credibile.
Ogni reperto è corredato da una nota che indica la provenienza e la situazione a cui l’”impronta” si riferisce; si tratta appunto di presunti segni lasciati da defunti nel loro desiderio di mettersi in contatto con i vivi, prevalentemente loro familiari o conoscenti, al fine di mandare un messaggio. Un fenomeno ancora non riconosciuto dalla scienza e dalla chiesa ufficiali, ma sicuramente affascinante per gli appassionati del sovrannaturale.
Se siete amati del macabro, oltre al Museo delle anime del purgatorio vi consigliamo un altro luogo molto suggestivo in questo senso: si tratta del cimitero dei Frati Cappuccini, nei sotterranei della chiesa di Santa Maria della Concezione a Roma. Si tratta di una sorta di “museo degli scheletri” organizzato in cinque cappelle completamente ricoperte di ossa e teschi di circa 4000 frati cappuccini morti tra il 1525 e il 1870. I vari tipi di ossa sono disposti artisticamente, a costituire una decorazione affascinante e inquietante a tempo stesso. Vi sono inoltre alcuni scheletri interi, alcuni dei quali mummificati o vestiti ancora del proprio saio.
Laura Losi







