lavori di scavo a Palazzo Valentini

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Scavi a Palazzo Valentini

Dai sotterranei di Palazzo Valentini affiorano nuovi reperti archeologici che arricchiscono di un ulteriore significato artistico la sede della Provincia di Roma.
Gli scavi, per i quali l'amministrazione ha investito fino ad ora un milione di euro, hanno dato risultati di eccezionale rilevanza storico-artistica, soprattutto per l'importanza rivestita in età romana da quest'area e per la sua vicinanza con il Foro Traiano.

L'indagine archeologica ha preso il via nel luglio dello scorso anno ed è stata eseguita con metodo stratigrafico sotto la direzione scientifica del professor Eugenio La Rocca.
In particolare, i lavori hanno portato alla luce edifici a carattere residenziale di lusso, a più piani, con pavimenti rivestiti da mosaici e pareti decorate prima da affreschi, poi da opus sectile, che con ogni probabilità appartenevano all'abitazione di un magistrato.

I reperti risalgono al III secolo d. C. Grazie agli scavi sono affiorate anche due sculture di grandi dimensioni, che rappresentano due togati, che fanno ipotizzare come nel sito fossero presenti altri edifici e strutture di uso pubblico. Le statue vanno messe in relazione alla sistemazione dell'area voluta dall'imperatore Domiziano e conclusa da Traiano all'inizio del II sec. d.C. Per le epoche successive e fino alla costruzione di Palazzo Bonelli - questo era il nome di Palazzo Valentini fino al 1827 - dagli scavi sono emersi importanti testimonianze sia a livello di strutture murarie che di tracciati stradali, oltre alla presenza di numerosi reperti ceramici.