La pittura romana dal I a.C. al V d.C in mostra al Quirinale

Roma La Pittura di un Impero
La mostra Roma. La Pittura di un Impero si terrà dal 24 settembre 2009 al 17 gennaio 2010 presso le Scuderie del Quirinale a Roma. Il periodo trattato è quello che va dal I secolo a.C. fino al V d.C., anni che vedono l’Impero Romano nascere ed espandersi, a partire dall’avvento di Giulio Cesare.
La pittura fotografa la vita romana in anni di forte fermento culturale, e diventa il linguaggio per immagini di una società in veloce evoluzione. A livello artistico, la mostra evidenzia come la pittura romana non debba considerarsi semplicemente un’eredità passiva degli stilemi greci, ma viceversa esprima forti elementi di originalità ed evidenti legami con i tempi e i luoghi da essa rappresentati, in una grande varietà di generi che vanno dalla veduta alla natura morta, al ritratto, alla rappresentazione della realtà o del mito.
Anche lo stile pittorico subisce una grande evoluzione: il periodo trattato dalla mostra parte dal cosiddetto secondo stile o stile architettonico (fino alla fine del primo secolo a.C circa) che introduce l’innovazione del trompe l’oeil nella decorazione delle pareti, uno stile illusionistico giocato sul chiaroscuro che sostituisce gli elementi che prima erano realizzati tridimensionalmente in stucco. E’ sempre in questo periodo che nacque anche la figura del paesaggista, specializzato nella riproduzione di rigogliosi giardini rappresentati prevalentemente nelle gallerie. Durante il terzo stile o stile ornamentale, che viene fatto arrivare fino alla metà del i secolo a.c., l’illusionismo prospettico viene abbandonato in favore di campiture piatte che spesso ospitavano al loro interno la rappresentazione di scene di vario genere. Tipici di questo stile sono poi gli elementi ornamentali (decorazioni floreali, candelabri, figure mitologiche…). Il quarto stile o stile dell’illusionismo prospettico, si affermò in età neroniana e si distingueva dagli altri per l’inserimento di architetture fantastiche e di grande scenicità, in parziale ripresa di elementi del secondo e del terzo stile. A livello di ritrattistica, lo stile passa dalla notevole resa plastica dell’epoca antoniana, al progressivo immobilismo che introduce l’epoca paleocristiana.
La mostra è suddivisa in cinque sezioni che ospitano in tutto un centinaio di opere provenienti dai musei più importanti del mondo tra cui il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, i musei archeologici di Monaco, Francoforte, Zurigo ma anche il Museo Archeologico di Napoli, gli Scavi di Pompei, il Museo Nazionale Romano, i Musei Vaticani e i Musei Capitolini di Roma. L’allestimento, curato dal registra Luca Ronconi, contribuisce a rivelare il valore di pezzi che rischiano di passare in secondo piano nel loro consueto contesto museale, opere d’arte che hanno contribuito a scrivere i canoni della futura pittura occidentale a partire dal Rinascimento.

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