La cosmesi nell’antica Roma
Capita spesso, guardando film ambientati nell’antica Roma, di giudicarli poco verosimili perchè le donne appaiono perfettamente truccate, acconciate e depilate come moderne dive del cinema. In realtà, le donne romane tenevano molto alla cosmesi, al punto che esistevano figure apposite deputate a produrre trucchi e maschere di bellezza, le schiave cosmetae. Il culto della bellezza, ottenuta anche attraverso mezzi artificiali, era ben presente nell’antica Roma, e dava il suo contributo ad alimentare il commercio con altri paesi. Come oggi si celebra il profumo francese, all’epoca le fragranze più ricercate venivano dall’Egitto, da Cipro e dalla Grecia. I profumi pregiati avevano un costo considerevole e venivano venduti all’interno di preziose boccette finemente lavorate, alcune delle quali sono giunte fino a noi e si possono ammirare nei musei di archeologia. Due anni fa si è tenuta proprio ai Musei Capitolini una mostra sull’argomento, e nella fattispecie un’esposizione di più di 100 reperti antichi che comprendevano gli strumenti utilizzati per creare profumi e unguenti (come bracieri, miscelatori, apparati distillatori), ampolle e contenitori vari, e vere essenze dell’epoca ricreate dagli archeologi. Il tutto era stato recuperato grazie a scavi archeologici effettuati a Cipro e in particolare nella località di Pyrgos, probabile sede della più antica fabbrica di essenze di tutto il Mediterraneo. Oltre ai profumi, gli antichi patrizi romani facevano grande uso di unguenti e balsami idratanti per la pelle del corpo, prodotti profumati a base oleosa che avevano lo scopo di restituire nutrimento ed elasticità alla pelle, soprattutto dopo le sedute alle terme, cuore indiscusso della cosmesi romana. Uomini e donne si depilavano utilizzando la cera , il rasoio e la pinzetta; per le donne la depilazione doveva essere naturalmente molto accurata. Pare che anche nell’antica Roma il makeup fosse soggetto a tendenze che potevano cambiare a seconda delle culture straniere con cui si veniva a contatto. In generale, venivano utilizzate le stesse tipologie di cosmetici che utilizziamo ancora oggi: fondotinta, rossetto, fard, ombretti per palpebre e sopracciglia, e il kajal che arrivava dall’India. Anche gli uomini si truccavano, generalmente solo con il fondotinta. Erano molto di moda i nei dipinti sulla guancia. Uomini e donne si tingevano i capelli e presso le donne era molto ricercato il biondo, che veniva ottenuto schiarendo la propria base naturale. Presso gli uomini andava invece il nero e le prostitute si tingevano di rosso. Le hair stylist (all’epoca ornatrix) erano molto ricercate; in alcuni periodi, come quello dei Flavi, andavano di moda complicate acconciature di riccioli, a cui nei periodi successivi subentrarono pettinature più sobrie. In caso di calvizie o di una capigliatura poco folta, veniva posto rimedio tramite ciuffi posticci o parrucche; le più pregiate erano quelle di capelli veri che venivano dall’india. Per sbiancare i denti, esistevano già rudimentali dentifrici a base di bicarbonato di sodio.
Laura Losi

