Human Nature, mostra dell’artista giapponese di Daikichi Amano

Dal 7 marzo al 2 aprile 2009 presso la Mondo Bizzarro Gallery di Roma si terrà la mostra dell’artista visivo giapponese Daikichi Amano.

human nature

Presenza fissa nel magazine britannico Bizarre, testata leader della cultura alternativa, Amano vanta ormai estimatori in Europa, USA. America Latina e Australia. Le sue fotografie, stravaganti e ricche di suggestioni, esplorano l’universo del corpo umano (in particolare quello femminile) nella sua commistione con gli elementi della natura, svelando un erotismo forte e primitivo.

Esplicitazione del mondo privato e fantastico dell’autore, le opere di Amano rendono omaggio al corpo umano e al tempo stesso lo distorcono e lo deformano, rendendolo parte del mondo animale, vegetale e marino. Le immagini di Amano affondano le loro radici nella mitologia e nell’iconografia tradizionali giapponesi; in particolare, Amano si è autodefinito la reincarnazione del grande artista giapponese Katsuhika Hokusai, vissuto a cavallo tra il 1700 e il 1800. La fama di Hokusai fu tale da influenzare gli impressionisti europei: la sua specializzazione erano gli Ukiyo-e, forma d’arte giapponese che conobbe la sua maggiore fortuna tra il XVII e il XX secolo e che consiste nella stampa su blocchi di legno di soggetto generalmente paesaggistici. Di Hokusai è particolarmente celebre la serie delle “36 vedute del monte Fuji“, che venne creata tra il 1826 e il 1833.

Ma Amano va ben oltre l’elemento naturale e paesaggistico; uno dei soggetti più ricorrenti delle sue opere è la piovra, a metà tra i fetish e il fantasy, che avviluppa le sue prede e divora gli organismi che la ospitano. Nell’osservare giganteschi tentacoli che “vestono” soggetti paralizzati dal terrore o dalla rassegnazione pensiamo anche alla tradizione fumettistica giapponese, e ai numerosissimi manga che negli ultimi anni hanno raccontato storie di organismi modificati ed esperimenti genetici malriusciti in luogo dei più rassicuranti alieni degli anni Ottanta e Novanta. I molluschi giganti di Amano non hanno nulla degli abitanti canterini del mondo subacqueo della Sirenetta, ma nemmeno degli extraterrestri ingenuamente dispettosi di Rumiko Takahashi: sono esseri dall’origine imprecisata, prodotti non si sa se dalla Natura, dall’uomo o da un pianeta sconosciuto e per nulla amichevole. I loro terrificanti abbracci sconfinano nel bondage e nell’horror, e la volontà dell’autore di sviscerare l’eros contemporaneo emerge solo a metà, o per niente. Una vena di inquietudine pervade anche gli scatti che ritraggono soggetti più onirici e fiabeschi, fatti di boschi, cortecce e farfalle. Si è parlato di corpi in comunione con la Natura, ma forse il problema sta nella natura stessa, davvero poco “materna”. Human Nature è una mostra da accogliere come uno schiaffo, in tutta la sua ancestrale violenza.

Laura Losi

www.mondobizzarro.net

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