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	<title>Roma Beni Culturali</title>
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	<description>News Arte e Cultura a Roma</description>
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		<title>Impressionisti in mostra a Roma: &#8216;Da Corot a Monet. La sinfonia della natura&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 18:31:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 6 marzo al 29 giugno 2010 Roma ospiterà la mostra Da Corot a Monet. La sinfonia della natura; e viene spontaneo pensare a un parallelismo tra l&#8217;approssimarsi della nuova stagione e l&#8217;inaugurazione di un&#8217;esposizione di opere che spesso sono un inno al colore e al paesaggio.

Le opere in mostra sono 170 e provengono da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 6 marzo al 29 giugno 2010 Roma ospiterà la mostra <strong><em>Da Corot a Monet. La sinfonia della natura</em></strong>; e viene spontaneo pensare a un parallelismo tra l&#8217;approssimarsi della nuova stagione e l&#8217;inaugurazione di un&#8217;esposizione di opere che spesso sono un inno al colore e al paesaggio.<br />
<center><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/03/mostra_roma.jpg" alt="mostra" title="mostra" width="400" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-421" /></center><br />
Le opere in mostra sono 170 e provengono da diversi musei e gallerie di tutto il mondo. Il percorso espositivo mira ad illustrare l&#8217;evoluzione della pittura impressionista nella rappresentazione della natura e del paesaggio, attraverso opere di <strong>Corot, Rousseau, Díaz de la Peña, Dupré e Daubigny</strong>, e molti altri. Il punto di partenza è rappresentato dalle prime innovazioni introdotte alla pittura classicheggiante dei Salon, attraverso le opere della cosiddetta &#8220;<strong>scuola di Barbizon</strong>&#8220;, un gruppo di pittori collegati alla località di Barbizon, in Francia; il luogo, tra gli anni Trenta e Settanta dell&#8217;Ottocento, fu un ritrovo esponenti del realismo particolarmente inclini ad indugiare in tendenze formalmente raffinate e legate al romanticismo, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;associazione del paesaggio con lo stato d&#8217;animo umano. Tra gli artisti che maggiormente influenzarono questo movimento, un ruolo fondamentale spetta indubbiamente a <strong>John Constable</strong> il quale, a partire dalla sua prima esposizione al Salon di Parigi nel 1824, fu un maestro nella raffigurazione paesaggista dal vero di scene rurali e campestri non come sfondo a scene particolari, ma fine a se stesse. L&#8217;influenza di Constable richiamò molti artisti nel villaggio, tra cui Millet, Corot, Rosseau e Daubigny; negli anni Sessanta giunsero anche Monet, Renoir e altri esponenti dell&#8217;impressionismo. La corrente impressionista, tratte le fila dal Romanticismo e dal Realismo, si sviluppò poi da metà secolo fino ai primi del &#8216;900; nel movimento fu sempre centrale la riscoperta della pittura di paesaggio e in questo senso fu fondamentale la figura di Corot per le sue ambientazioni lontane dalle convenzioni del passato; anche le stampe giapponesi e il grande maestro Hokusai furono un grande esempio per l&#8217;impressionismo nel suo rapporto con la Natura. </p>
<p>Il paesaggio con gli impressionisti cessa di essere un comprimario, per diventare protagonista ai pari delle figure che ne vengono avvolte. In questa concezione anche il colore viene trattato in modo rivoluzionario, attraverso una nuova teoria impressionista che si fonda, tra l&#8217;altro, sulla recente invenzione della macchina fotografica e sulle Leggi sull&#8217;accostamento dei colori di Eugène Chevreul. E&#8217; nota poi la tecnica impressionista di dipingere all&#8217;aperto, en plein air, in modo da trasmettere al meglio sulla tela la percezione del paesaggio nei suoi vari aspetti, dalla luce al colore all&#8217;atmosfera, nelle varie ore del giorno e condizioni climatiche; emblematiche, in questo senso, sono le celebri <strong>Ninfee di Monet</strong>, presenti peraltro in mostra e in un certo senso riassuntive della filosofia impressionista del paesaggio nel suo complesso.</p>
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		<title>L&#8217;acconciatura nell&#8217;Antica Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:06:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;acconciatura nell&#8217;antica Roma è una materia il cui fascino arriva fino ai giorni nostri, come dimostrano alcuni tipi di styling che spesso vengono proposti in passerella o nei saloni di bellezza in caso di matrimoni e cerimonie di vario tipo. Osservando le sculture delle donne dell&#8217;antica Roma, si resta colpiti dalla creatività della acconciature, molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/02/Capelli-Antica-Roma.gif" alt="Capelli Antica Roma" title="Capelli Antica Roma" width="125" height="132" class="alignleft size-full wp-image-417" />L&#8217;acconciatura nell&#8217;antica Roma è una materia il cui fascino arriva fino ai giorni nostri, come dimostrano alcuni tipi di <strong>styling</strong> che spesso vengono proposti in passerella o nei saloni di bellezza in caso di matrimoni e cerimonie di vario tipo. Osservando le <strong>sculture delle donne dell&#8217;antica Roma</strong>, si resta colpiti dalla creatività della acconciature, molto elaborate soprattutto se si tratta di donne sposate delle classi elevate. Se la <strong>moda romana</strong> rimase nei secoli relativamente semplice e immutabile, l&#8217;evidenza dello <strong>status sociale</strong> venne affidata perlopiù ai tipi di tessuto, ai gioielli, agli accessori e, appunto, alle acconciature.</p>
<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/02/acconciatura-antica-roma.gif" alt="acconciatura antica Roma" title="acconciatura antica Roma" width="95" height="111" class="alignright size-full wp-image-418" />Se le fanciulle potevano anche solo <strong>raccogliere i capelli con una crocchia sul retro</strong> o con un nodo a spirale nella parte superiore della testa, le donne dedicavano alle acconciature molto tempo e sforzo. Erano assistite da esperti parrucchieri che aumentavano il volume della chioma o la allungavano tramite ciuffi posticci e parrucche. I capelli venivano tinti e decolorati, stirati e arricciati tramite ferri roventi, scolpiti con un esercito di forcine, retine e ausili meccanici di vario tipo. Grande importanza avevano poi gli accessori che venivano apposti sulle chiome: nastri, fermagli, forcine preziose erano accessori indispensabili affinché il risultato fosse sofisticato quanto si conveniva.</p>
<p>Le tinture arrivavano dalle più svariate parti dell&#8217;impero: l&#8217;henné, ad esempio, molto usato durante l&#8217;epoca imperiale, veniva dall&#8217;Egitto. Le tonalità erano estremamente varie e pare arrivassero fino all&#8217;azzurro.</p>
<p>I primi stili sono abbastanza semplici, e <strong>vanno dalla ciambella e chignon</strong> all&#8217;usanza di legare strettamente i capelli alla sommità della testa con dei nastri, all&#8217;usanza etrusca. Ben presto però queste semplici pettinature vennero sostituite con grandiose creazioni che per altezza e complicazione non hanno avuto rivali fino alla corte francese di Luigi XVI. La pettinatura era così importante che venivano commissionate acconciature rimovibili per i busti, in modo che l&#8217;immagine della persona ritratta venisse ricordata al culmine della moda dell&#8217;epoca.</p>
<p><strong>I capelli venivano anche profumati</strong> attraverso prodotti appositi; per l&#8217;acconciatura venivano usati diversi tipi di pettine e spazzole, nastri, retine in fili d&#8217;oro finemente intessute, nastri, ghirlande di fiori e gioielli preziosi: l&#8217;oro e le perle erano molto usati negli ornamenti per i capelli.</p>
<p><strong>Anche gli uomini</strong>, dal canto loro, col passare dei secoli presero a farsi arricciare e tingere i capelli &#8211; tra i primi che sfoggiarono boccoli artificiali ricordiamo l&#8217;imperatore Adriano e suo figlio Lucio Cesare; chi soffriva di calvizie iniziò a farsi applicare capelli posticci, la qual cosa era presa molto di mira dai poeti satirici romani.</p>
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		<title>Il capodanno cinese a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 12:29:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per la cultura cinese, quest&#8217;anno tra il 13 e il 14 febbraio verrà festeggiato il capodanno cinese e l&#8217;inizio del nuovo anno della tigre; e, tra tutte le città italiane che ospitano comunità cinesi, Roma è sicuramente una più appetibili per chi è affascinato dall&#8217;Oriente, per i festeggiamenti organizzati in questa occasione.
Le iniziative della capitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la cultura cinese, quest&#8217;anno tra il 13 e il 14 febbraio verrà festeggiato il <strong>capodanno cinese</strong> e l&#8217;inizio del nuovo <strong>anno della tigre</strong>; e, tra tutte le città italiane che ospitano comunità cinesi, Roma è sicuramente una più appetibili per chi è affascinato dall&#8217;Oriente, per i festeggiamenti organizzati in questa occasione.</p>
<p>Le iniziative della capitale sono tante; una serata organizzata dall&#8217;associazione <em>VersOriente</em> avrà luogo nel <strong>ristorante Mei Wei Fang di Roma</strong> a partire dalle 20.30; naturalmente verranno proposte durante la cena pietanze tipiche del capodanno cinese e avranno luogo rappresentazioni e rituali legati alla tradizione.</p>
<p>I festeggiamenti proseguiranno poi domenica 14 febbraio; presso la <strong>Biblioteca Pigneto di Roma</strong> si terrà una sfilata di <strong>danze tradizionali cinesi del leone e del Drago </strong>e una dimostrazione di kung-fu a cura dell&#8217;associazione culturale Tao Chi. Seguiranno altre iniziative tra cui conferenze sulla calligrafia cinese e lezioni culinarie, nonché la presentazione della nuova rivista italo cinese <em>It&#8217;s China</em>.</p>
<p>La sede, la Biblioteca Pigneto, si trova nel mutlietnico quartiere del VI municipio, e ha recentemente aperto una nuova sezione deputata appunto a rispondere alle esigenze della popolosa comunità cinese; la raccolta è composta da 40 dvd e 150 libri che spaziano dalla saggistica ai best-seller internazionali.</p>
<p><strong>Il capodanno cinese o festa di primavera</strong> è una delle più importanti festività cinesi e celebra, appunto, l&#8217;inizio del nuovo anno secondo il calendario cinese. La data inizia in concomitanza con la prima luna nuova dell&#8217;anno e quindi può cadere tra il 21 gennaio e il 19 febbraio. In ottemperanza ai dettami dell&#8217;astrologia cinese, ogni anno si distingue da un elemento animale e un ramo terrestre, che nel caso del 2010 sono la tigre e lo in. Come per quanto concerne il capodanno occidentale, i festeggiamenti iniziano con i banchetti della sera precedente. I festeggiamenti terminano poi la sera del 15esimo giorno con la festa delle lanterne; durante questo periodo si tende a trascorrere tempo con la famiglia e a vestire di rosso, colore tradizionalmente propiziatorio per il nuovo anno. Anche la casa viene spesso adornata con nastri e ninnoli rossi e talvolta anche le pareti vengono riverniciate con questo colore. La sera della vigilia il banchetto è particolarmente ricco rispetto al resto dell&#8217;anno; solitamente il pasto è a base di pesce e pollo, e può comprendere anche involtini, insalate, torte di riso e ravioli di vario tipo. Tra le altre tradizioni si segnala la danza del leone, che si tiene <strong>il primo giorno del nuovo anno</strong> con un enorme manichino rappresentante un leone ed è solitamente accompagnata da fuochi d&#8217;artificio; e lo scambio di buste rosse contenenti piccoli doni in denaro sotto forma di monete, che devono essere sempre di numero pari.</p>
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		<title>Carnevale 2010 a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 19:55:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se amate il carnevale può essere un&#8217;idea trascorrerlo a Roma, dove il carnevale 2010 prevede un ricco ventaglio di eventi e spettacoli in gemellaggio con Venezia.
I festeggiamenti partiranno sabato 6 febbraio per protrarsi fino a martedì 16 febbraio; già a partire dal 10 febbraio e fino al 5 aprile sarà però aperta la mostra &#8220;Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se amate il <strong>carnevale</strong> può essere un&#8217;idea trascorrerlo a <strong>Roma</strong>, dove il <strong>carnevale 2010</strong> prevede un ricco ventaglio di <strong>eventi e spettacoli</strong> in gemellaggio con <a href="http://www.venezia041.com/" title="Venezia">Venezia</a>.<br />
I festeggiamenti partiranno sabato 6 febbraio per protrarsi fino a martedì 16 febbraio; già a partire dal 10 febbraio e fino al 5 aprile sarà però aperta la mostra &#8220;<strong><em>Il carnevale romano</em></strong>&#8220;, che si terrà a Palazzo Braschi ed è uno dei momenti centrali delle celebrazioni. L&#8217;esposizione raccoglie circa novanta opere provenienti dal Museo di Roma in Trastevere, dai Musei di Lille e di Rouen e da varie collezioni private.</p>
<p>Le opere in mostra vogliono rappresentare <strong>la tradizione del carnevale romano</strong> che fin dall&#8217;Ottocento era vissuto dai cittadini come un momento di gioco, divertimento, libertà dagli affanni quotidiani e sovvertimento dell&#8217;ordine sociale: uno spirito già presente, peraltro, presso le antiche feste greche e romane in cui il carnevale dei giorni nostri affonda le origini. Il carnevale romano appariva agli occhi esterni come un grande spettacolo a cielo aperto, animato da rappresentazioni teatrali delle maschere e corse di cavalli berberi per le vie della città. Tra gli artisti romani che meglio hanno saputo rappresentare queste atmosfere la mostra celebra Bartolomeo Pinelli e il figlio Achille. Accanto alle opere pittoriche i visitatori potranno poi ammirare la &#8220;Donna Gioiello&#8221;, abito scultura realizzato da Roberto Capucci nel 1984 e donato al <strong>Museo Fortuny di Venezia</strong>; l&#8217;abito per l’occasione è stato presentato per la prima volta al pubblico romano assieme al bozzetto originale e ad altri disegni ispirati al tema. Si tratta di un’opera con la quale il grande maestro intende rendere omaggio alle atmosfere festose del carnevale e alla figura femminile, celebrata in uno straordinario costume di fantasia con un copricapo a forma di maschera.</p>
<p>Sempre in omaggio alla tradizione, il <strong>carnevale di Roma 2010</strong> propone rappresentazioni della commedia dell&#8217;arte (in particolare &#8220;Le Baruffe Chiozzotte&#8221; di Carlo Goldoni); aperitivi musicali in costume e cortei mascherati; parate di artisti di strada in vari luoghi del centro di Roma.</p>
<p>Una grande esibizione di arte equestre si terrà tra sabato 13 e domenica 14; i protagonisti saranno artisti internazionali che si esibiranno nella rappresentazione &#8221;I Cavalli di Roma &#8211; Arte equestre a Piazza del Popolo&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;11 al 16 in Piazza del popolo sarà poi presente lo spazio &#8220;Il Villaggio della Cultura e della Tradizione&#8221;, una serie di stand dove si terranno spettacoli, <strong>conferenze e dibattiti volti a riscoprire e valorizzare la tradizione del carnevale romano</strong>.</p>
<p>I festeggiamenti chiuderanno poi in bellezza con un concerto di Angelo Branduardi, il 16 febbraio alle 1830; si tratta del progetto &#8220;Futuro Antico&#8221;, che prevede l&#8217;esecuzione di brani del passato (prevalentemente medievali, sacri e profani) eseguiti dal vivo con strumenti d&#8217;epoca.</p>
<p>Fonti:<br />
<em>Repubblica<br />
museodiroma.it</em></p>
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		<title>Biblioteca nazionale di danza a Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 17:22:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come si può facilmente immaginare, la storia della danza è una disciplina vastissima, sia per l&#8217;estrema varietà delle forme di danza esistenti, sia per l&#8217;antichità di questa arte scenica; si tratta infatti della prima espressione artistica del genere umano, in quanto ha come strumento il corpo stesso. Nei millenni la danza è stata parte integrante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/09/flamenco.jpg" title="Danza" class="alignleft" width="275" height="297" />Come si può facilmente immaginare, <strong>la storia della danza è una disciplina vastissima</strong>, sia per l&#8217;estrema varietà delle forme di danza esistenti, sia per l&#8217;antichità di questa arte scenica; si tratta infatti della prima espressione artistica del genere umano, in quanto ha come strumento il corpo stesso. Nei millenni la danza è stata parte integrante dei rituali religiosi così come dei <strong>momenti di aggregazione sociale</strong>. In qualsiasi società la danza è stata lo specchio dei comportamenti di determinate epoche o ambienti: se durante le antiche civiltà egizie o orientali la danza rappresentava il corso degli astri, nel medioevo occidentale, bandita dal contesto religioso, la danza sé sopravvissuta nella sua valenza popolare; mentre, ai giorni nostri, la Breakdance è nata per le strade del Bronx presso le comunità giovanili afro-americane impregnate di <strong>cultura hip-hop</strong>. </p>
<p>E&#8217; per professionisti, addetti ai lavori o semplici appassionati e curiosi che nasce la <strong>Biblioteca nazionale di danza a Roma</strong>, un istituto che aprirà i battenti il prossimo giovedì 28 gennaio alle ore 11 presso Via delle Terme Deciane, 15/a, Roma.<br />
La biblioteca, sede distaccata della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, è ubicata in una bella villa liberty all&#8217;interno del parco accademico. Per favorire una semplice consultazione del materiale, la biblioteca sarà divisa in diversi settori che esporranno oltre 3.000 volumi, libri antichi della storia della danza dal 1600 ai giorni nostri, donazioni. Oltre alle collezioni e ai volumi antichi, la Biblioteca offre anche una vasta raccolta di libri di testo, enciclopedie in varie lingue, un&#8217;emeroteca internazionale, un vasto repertorio di video e dvd e vinili e cd musicali con incisioni d&#8217;epoca. </p>
<p>La struttura si pone quindi come luogo d&#8217;incontro delle diverse discipline che hanno reso la danza l&#8217;arte che è oggi e che è stata nei secoli; l&#8217;obiettivo è quello di promuovere e divulgare una cultura della danza per raggiungere un pubblico vasto nazionale e internazionale. </p>
<p>Solo a partire dal XX secolo, infatti, sono iniziati studi specificamente dedicati alla storia della danza, che precedentemente era stata spesso considerata un&#8217;arte in qualche modo subalterna alla musica, e studiata quasi esclusivamente in particolari contesti universitari. A partire dal secolo scorso sono invece apparsi i primi testi storiografici sull&#8217;argomento, trattato sia dal punto di vista antropologico, sia per quello che concerne la danza come arte scenica. In Italia, la nascita della Biblioteca nazionale di danza a Roma è una delle prime forti attestazioni di una attività di ricerca su un argomento che non manca di affascinare anche i non addetti ai lavori.</p>
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		<title>I sampietrini di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 12:51:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I sampietrini sono la celebre pavimentazione di Roma, tipica del centro storico della capitale e di Piazza San Pietro. Si tratta di blocchetti di basalto di diversi tipi e dimensioni, nemici giurati delle amanti dei tacchi a spillo e a stiletto: non cementati, presentano spazi tra una piastrella e l&#8217;altra, e il terreno che ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/01/sanpietrini.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/01/sanpietrini.jpg" alt="sanpietrini" title="sanpietrini" width="222" height="170" class="alignleft size-full wp-image-407" /></a>I <strong>sampietrini</strong> sono la celebre pavimentazione di Roma, tipica del centro storico della capitale e di Piazza San Pietro. Si tratta di <strong>blocchetti di basalto</strong> di diversi tipi e dimensioni, nemici giurati delle amanti dei tacchi a spillo e a stiletto: non cementati, presentano spazi tra una piastrella e l&#8217;altra, e il terreno che ne risulta è poco uniforme e scivoloso quando è bagnato. I sampietrini hanno bisogno peraltro di una costante manutenzione. Ma i sampietrini vantano anche diversi lati positivi: lasciano respirare il terreno, sono in grado di sopportare pesanti carichi di traffico, e si adattano facilmente a eventuali irregolarità del terreno, oltre all&#8217;indiscutibile valore estetico e storico. </p>
<p>Esteticamente, i sampietrini sono parte della &#8220;scenografia&#8221; di Roma tanto quanto il Colosseo o i Fori Imperiali, famosi presso i romani e i turisti. Tuttavia, spesso la loro presenza è stata dibattuta, e le opinioni si dividono tra chi li reputa insopportabilmente scomodi e pericolosi e chi non vuole rinunciare al romanticismo e alla suggestione evocati da questa storica pavimentazione.</p>
<p>Il nome di sampietrini deriva da quello degli addetti alla manutenzione della Basilica di San Pietro in Vaticano, operai che si occupavano anche degli arredi e delle decorazioni della basilica fungendo altresì da custodi. Il termine è stato coniato nel 17825 da Monsignor Ludovico Segardi, supervisore Vaticano della Fabbrica San Pietro; dopo che la carrozza di Papa Sisto V fu sul punto di ribaltarsi a causa delle cattive condizioni di piazza San Pietro, Segardi decise di rifare la pavimentazione con questi caratteristici cubetti di basalto. In seguito queste stesse pietre furono usate per pavimentare altre aree di Roma. </p>
<p>I sampietrini sono utilizzati anche a Bologna, dove vengono chiamati bolognini; questo tipo di pavimentazione costituì un modello per tutte quelle città che, essendo lontane da corsi d&#8217;acqua, non potevano utilizzare i ciottoli. La differenza sostanziale rispetto ai sampietrini è che questi si ottengono dal basalto, mentre i bolognini dal porfido.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
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		<title>Roma Pass</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 12:01:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La «Roma Pass» è la nuova card del Comune di Roma che agevola la visita ai musei permettendo di prendere i mezzi pubblici gratuitamente. 
Offre anche numerosi altri servizi: un&#8217;assistenza medica di primo soccorso, mediante un call center multilingue gestito da medici, e un servizio &#8216;Roma Informa&#8216;, di segnalazione e aggiornamento via mail sulle notizie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/12/card_romapass.gif"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2009/12/card_romapass.gif" alt="card Roma pass" title="card_romapass" width="150" height="98" hspave="5" class="alignleft size-full wp-image-402" /></a>La «<strong>Roma Pass</strong>» è la nuova card del Comune di Roma che agevola la visita ai musei permettendo di prendere i mezzi pubblici gratuitamente. </p>
<p>Offre anche numerosi altri servizi: un&#8217;assistenza medica di primo soccorso, mediante un call center multilingue gestito da medici, e un servizio &#8216;<em>Roma Informa</em>&#8216;, di segnalazione e aggiornamento via mail sulle notizie utili sulla città e gli eventi culturali. </p>
<p>«La giunta comunale, &#8211; spiega il vicesindaco Mauro Cutrufo &#8211; in virtù dell&#8217;utilità e della riuscita di questo prodotto, ha dato mandato agli uffici del Dipartimento Turismo e della Sovraintendenza comunale, in accordo con Zètema progetto cultura, quale società in house del Comune di Roma e soggetto gestore del progetto, di compiere tutti gli atti necessari e conseguenti per la realizzazione della «Roma Pass 2010», con un prezzo al pubblico pari a 25 euro, senza alcun onere aggiuntivo per l&#8217;amministrazione comunale, ampliando l&#8217;offerta dei servizi». </p>
<p>«Per l&#8217;anno 2010 si ritiene opportuno prevedere la produzione di 500.000 card, 100.000 unità in più rispetto al 2009 visti i risultati positivi ottenuti».</p>
<p>La «Roma Pass» si può acquistare anche online, sul sito: <a href="http://www.romapass.it/">www.romapass.it</a></p>
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		<title>Capodanno a Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 16:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le festività natalizie sono sicuramente un buon momento per una gita a Roma, che in questo periodo offre un ampio ventaglio di intrattenimenti di ogni genere, a partire dai famosi mercatini di Natale di Piazza Navona per arrivare alle molte celebrazioni del Capodanno. Ecco una selezioni di alcuni tra gli eventi più importanti in programma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>festività natalizie</strong> sono sicuramente un buon momento per <strong>una gita a Roma</strong>, che in questo periodo offre un ampio ventaglio di intrattenimenti di ogni genere, a partire dai famosi <strong>mercatini di Natale di Piazza Navona</strong> per arrivare alle <strong>molte celebrazioni del Capodanno</strong>. Ecco una selezioni di alcuni tra gli eventi più importanti in programma quest&#8217;anno.</p>
<p><strong>Concerto di Antonello Venditti</strong><br />
Il cantautore terrà al Colosseo un grande concerto di Capodanno che &#8220;sara&#8217; un derby dell&#8217;anima, un evento che viviamo tra di noi e sono sicuro che sara&#8217; fantastico.&#8221; &#8220;Per chi fa questo mestiere &#8211; ha aggiunto Venditti &#8211; è un evento raro festeggiare il capodanno nella propria città. Avendo scritto &#8216;Roma Capoccia&#8217; non vedrò &#8216;la maesta&#8217; del Colosseo&#8217; perchè l&#8217;avrò alle spalle ma suonerò davanti a un grande pubblico. Non sarà un concerto simile agli altri. Il testo di &#8216;Grazie Roma&#8217; dice &#8216;una persona sola&#8217; e vorrei che le persone che saranno al concerto si sentano proprio così&#8221;. L&#8217;apertura del concerto sarà affidata a un altro gruppo &#8220;romano&#8221;, gli Zeroassoluto, e lo spettacolo sarà presentato da Cristina Chiabotto.</p>
<p><strong>Concerto di Brusco e i 99 Posse</strong><br />
I 99 Posse faranno tappa a Roma per l&#8217;ultimo dell&#8217;anno, in un concerto che si inserisce nel loro reunion tour. Lo spettacolo si terrà al Cinecittà Campus di via Lamaro.</p>
<p><strong>La Traviata</strong><br />
Quasi un classico per la notte di Capodanno, la Traviata verrà proposta al Teatro dell&#8217;Opera con regia di Franco Zeffirelli. La direzione dell&#8217;opera è a cura del maestro Gianluigi Gelmetti. La rappresentazione è stata accompagnata dal clamore generato da un cambiamento del ruolo principale: Violetta non sarà interpretata &#8211; come previsto &#8211; da Daniela Dessì, ma dalla bellissima soprano Myrtò Papatanasiu &#8220;La Dessì &#8211; secondo il regista Franco Zeffirelli &#8211; è troppo agée e piazzata per il personaggio della giovane Valery&#8221; Un giudizio che ha fatto prevedibilmente discutere. D&#8217;altro canto, per il celebre regista &#8220;Mi piace pensare a una Traviata giovane, una storia d&#8217;amore tra ragazzi. Questa è forse la più bella Traviata che ho fatto, ancor più di quella che feci con la Callas. Mi emoziono nel vedere la giovinezza e la credibilità di Alfredo e Violetta. Il mio giudizio nei confronti della Dessì non riguarda l&#8217;artista, ma la necessità di dare forma all&#8217;eroina che ho nel cuore&#8221;. (fonte: <em>L&#8217;Espresso</em>)</p>
<p><strong>Lo Schiaccianoci</strong><br />
Il celebre balletto si svolgerà presso il Teatro Nazionale e sarà eseguito dal corpo di ballo del Teatro dell’Opera, coreografato da Luc Bouy, con la regia di Beppe Menegatti. Il regista, durante la conferenza stampa, ha sottolineato come la coreografia di Luc Boy enfatizzi l&#8217;ambientazione natalizia e la rappresentazione del mondo dei bambini, il difficile passaggio verso l&#8217;adolescenza, le loro illusioni, frustrazioni e timori che emergono inquietanti e paurosi nell&#8217;inconscio. Le scene e i costumi sono di Raimonda Gaetani che ha affermato che si tratta di una contaminazione tra tradizione e modernità, rispettando i riferimenti temporali e con un po&#8217; di mistero. (Fonte: <em>la Voce</em>)</p>
<p>E per chi decide di fermarsi qualche giorno, suggeriamo una visita alla Mostra dei 100 presepi, che si terrà fino al 6 gennaio presso le Sale del Bramante in via G. d&#8217;Annunzio. Un appuntamento a metà tra arte, religione e tradizione, suggestivo per adulti e bambini. La mostra sarà visitabile dalle ore 9.30 alle ore 20.00.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
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		<title>I festeggiamenti di dicembre nell&#8217;Antica Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 13:45:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nostro Natale inteso come celebrazione della nascita del Messia ha naturalmente origini cristiane ed ebraiche, ma anche nell&#8217;antichità romana questo periodo dell&#8217;anno ospitava festeggiamenti celebrativi di culti diversi. 
I Saturnali erano dedicati al dio Saturno e si tenevano dal 17 al 24 dicembre; si trattava di una delle più importanti feste dell&#8217;antica Roma, caratterizzata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro <strong>Natale</strong> inteso come celebrazione della nascita del Messia ha naturalmente origini cristiane ed ebraiche, ma anche nell&#8217;antichità romana questo periodo dell&#8217;anno ospitava festeggiamenti celebrativi di culti diversi. </p>
<p><strong>I Saturnali erano dedicati al dio Saturno e si tenevano dal 17 al 24 dicembre</strong>; si trattava di una delle più importanti feste dell&#8217;antica Roma, caratterizzata da un&#8217;alta componente ludica e dall&#8217;inversione dei ruoli sociali tra schiavi e padroni, con risultati fortemente umoristici.</p>
<p>I Saturnali furono introdotti circa 217 a.C. per sollevare il morale dei cittadini dopo una pesante sconfitta militare. Celebrati originariamente per un giorno, il 17 dicembre, la loro popolarità crebbe fino a trasformarli in uno spettacolo lungo una settimana, fino al 23 dicembre. Gli sforzi per accorciare la ricorrenza sono stati infruttuosi: Augusto cercò di ridurre la festa a tre giorni, e Caligola a cinque. I festeggiamenti includevano vacanze scolastiche, la realizzazione e la donazione di piccoli regali (Saturnalia et sigillaricia) e un mercato speciale (Sigillaria). Marziale nei suoi Epigrammi, Libro 14, cita alcuni esempi di <strong>regali che si offrivano durante i Saturnali</strong>: tavolette di scrittura, dadi, salvadanai, pettini, stuzzicadenti, un cappello, un coltello da caccia, una scure, diverse luci, balli, i profumi, un maiale, una salsiccia, un pappagallo, tavoli, bicchieri, cucchiai, capi di abbigliamento, statue, maschere, i libri e animali domestici.</p>
<p>In questo periodo il gioco d&#8217;azzardo era consentito a tutti, anche agli schiavi, e in generale si trattava di un momento per mangiare, bere e divertirsi. L&#8217;approccio goliardico era enfatizzato anche dall&#8217;abbigliamento: generalmente durante i Saturnali non si indossava la toga, che cedeva il posto a un abbigliamento più informale.</p>
<p><strong>I Saturnali</strong> sono incentrati sulla celebrazione del raccolto e sulla <strong>preghiera per la prosperità</strong> di quello successivo, attraverso feste, banchetti, sacrifici, offerte e cerimonie religiose in onore delle divinità protettrici delle campagne. Le transazioni commerciali in questi giorni erano proibite. La tradizione di decorare gli <strong>alberi di Natale</strong> scaturisce in parte dalla pratica di appendere piccole bambole di ceramica chiamato &#8220;Sigillaria&#8221; sui rami degli alberi di pino.</p>
<p><strong>Il 25 dicembre</strong> probabilmente cadeva invece un&#8217;altra festività nell&#8217;antica Roma: la celebrazione del <strong>Sol Invictus</strong>, festa in onore dei dio Mitra identificato come il dio del sole. Secondo alcuni storici la festività fu indetta dall&#8217;imperatore Aureliano che il 25 dicembre 274 consacrò appunto il tempio del Sol Invictus; ma l&#8217;esistenza di tale festività in questa data è documentata per la prima volta nel Cronografo del 354 &#8211; calendario illustrato opera del calligrafo Furio Dionisio Filocalo.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
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		<title>Ricette dall&#8217;antica Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 11:26:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; sempre suggestivo portare in tavola ricette che risalgono ai tempi antichi: peccato che spesso il gusto dei nostri antenati non coincida esattamente con il nostro, e di conseguenza le ricette originali non riscuotono molto successo. Lo studioso Patrick Faas, autore del libro Intorno al tavolo romano: Cibo e banchetti nell&#8217;antica Roma, ha adattato diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sempre suggestivo portare in tavola <strong>ricette che risalgono ai tempi antichi</strong>: peccato che spesso il gusto dei nostri antenati non coincida esattamente con il nostro, e di conseguenza le ricette originali non riscuotono molto successo. Lo studioso Patrick Faas, autore del libro <em>Intorno al tavolo romano</em>: <em>Cibo e banchetti nell&#8217;antica Roma</em>, ha adattato diverse <strong>ricette dell&#8217;Antica Roma</strong> al nostro gusto moderno. Di seguito riportiamo alcune ricette tratte dal libro, eventualmente da proporre nelle molte occasioni che si presenteranno durante prossime festività in luogo di piatti più tradizionali e inflazionati.</p>
<p><strong>Columella Salad</strong></p>
<p>Gli scritti di Columella testimoniano che le insalate romane erano molto ricche e fantasiose: Mettere l&#8217;insalata nel mortaio con menta, ruta, coriandolo, prezzemolo, porro affettato, o, se non è disponibile, cipolla, foglie di lattuga e rucola, timo verde, o nepitella. Aggiungere mentuccia e formaggio salato fresco. Schiacciare il tutto. Mescolare  con un po&#8217; di aceto pepato. Mettere il composto in un piatto e aggiungere dell&#8217;olio. (Columella, Re Rustica, XII-lix) .</p>
<p>Si tratta di una splendida insalata, insolita per la mancanza di sale e per il fatto che gli ingredienti vengono schiacciati nel mortaio. Si può seguire il metodo di Columella utilizzando però i seguenti ingredienti:</p>
<p>100 g di menta fresca (e / o mentuccia)<br />
50 g di coriandolo fresco<br />
50 g di prezzemolo fresco<br />
1 porro piccolo<br />
un rametto di timo fresco<br />
200g di formaggio salato fresco<br />
aceto<br />
pepe<br />
olio d&#8217;oliva</p>
<p>In altre ricette Columella aggiunge delle noci: eventualmente si possono unire agli altri ingredienti anche in questo caso.</p>
<p><strong>Lenticchie con coriandolo</strong><br />
Bollire le lenticchie. Quando hanno espanso, aggiungere i porri e coriandolo verde, seme di coriandolo, mentuccia, radice di laser, semi di menta e semi di ruta. Bagnare con l&#8217;aceto, aggiungere il miele, garum, aceto, defrutum, aggiungere l&#8217;olio e mescolare.  Legare con amulum, irrorare con l&#8217;olio verde e polverizzare con pepe. Servire. (Apicio, 192).</p>
<p>Ingredienti:<br />
250 g di lenticchie<br />
2 litri d&#8217;acqua<br />
1 porro tagliato, lavato e tritato<br />
75g di coriandolo fresco<br />
5g di semi di coriandolo<br />
3g di pepe, più extra per la finitura del piatto<br />
3g di semi di menta<br />
3g di semi di ruta<br />
75g di mentuccia fresca, o menta<br />
10ml di garum (o pasta d&#8217;acciughe)<br />
10ml di aceto<br />
5ml di miele<br />
olio d&#8217;oliva</p>
<p>Lavare le lenticchie e metterle in una pentola con 2 litri di acqua fredda. Portare a ebollizione, poi aggiungere il porro e la metà del coriandolo fresco. Macinare le spezie e le altre erbe, e aggiungere il <a href="http://www.romabeniculturali.it/tag/garum">garum</a>*, l&#8217;aceto ed eventualmente il defrutum*. Lasciare cuocere finché le lenticchie sono quasi cotte. Controllare ogni tanto che l&#8217;acqua non sia evaporata. All&#8217;ultimo minuto aggiungere l&#8217;olio d&#8217;oliva, il pepe macinato al momento e il resto del coriandolo tritato.</p>
<p>*Per la preparazione di garum e defrutum vedi <em>Wikipedia</em>.</p>
<p><strong>Arrosto di tonno</strong><br />
Sugo di tonno arrosto: pepe, levistico, menta, cipolla, un po&#8217; di aceto e olio. (Apicio, 435)<br />
Per la vinaigrette:<br />
3 cucchiai di aceto forte<br />
2 cucchiai di garum, o aceto con pasta d&#8217;acciughe<br />
9 cucchiai di olio d&#8217;oliva<br />
4 scalogni tritati  <br />
1 cucchiaino di pepe  <br />
1 cucchiaino di semi di levistico  <br />
25g di menta fresca<br />
Mettere tutti gli ingredienti per la vinaigrette in un vaso e agitare bene per mescolarli.<br />
Lavare i filetti di tonno con olio, pepe e sale, poi grigliarli su un lato su una griglia calda. Girarli e spennellarli sul lato grigliato con la vinaigrette. Ripetere. La carne del tonno deve essere rosa dentro quindi non lasciare che cuocia troppo. Servire con la vinaigrette avanzata.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
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