<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Roma Beni Culturali &#187; Storia e curiosità</title>
	<atom:link href="http://www.romabeniculturali.it/category/storia-e-curiosita/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.romabeniculturali.it</link>
	<description>News Arte e Cultura a Roma</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 09:16:28 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Festa dei Santi Pietro e Paolo</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/festa-dei-santi-pietro-e-paolo.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/festa-dei-santi-pietro-e-paolo.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 10:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[feste]]></category>
		<category><![CDATA[San Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[San Pietro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=491</guid>
		<description><![CDATA[Oggi, 29 giugno, Roma festeggia i santi Pietro e Paolo, patroni della città.
I festeggiamenti e i riti collegati richiamano generalmente nella Capitale un gran numero di turisti, chi per vedere il «pallio», chi per baciare il piede della statua bronzea di San Pietro, chi per assistere alla processione della sua catena. Ma quest’anno come denuncia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Oggi, 29 giugno, <strong>Roma festeggia i santi Pietro e Paolo, patroni della città</strong>.<br />
I festeggiamenti e i riti collegati richiamano generalmente nella Capitale un gran numero di turisti, chi per vedere il «pallio», chi per baciare il piede della statua bronzea di San Pietro, chi per assistere alla processione della sua catena. Ma quest’anno come denuncia FederAlberghi, il numero degli arrivi è stato decisamente deludente se paragonato a quello degli scorsi anni.</p>
<p><center><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/06/cupola-san-pietro.jpg" alt="cupola San Pietro" title="cupola San Pietro" width="480" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-492" /></center></p>
<p align="justify">Tra le cause, oltre alla crisi economica, pare ci sia il clima, non proprio estivo delle scorse settimane, che avrebbe convinto molti a rimanere a casa, nonostente le tariffe ribassate che hanno adottato alcuni <a href="http://www.edreams.it/hotel/hotel-roma/">hotel a Roma</a>. <br />
Ad ogni modo la grande macchina degli eventi non si ferma di certo e alle 19 proporrà in Piazza del Campidoglio, il <strong>concerto-evento “Il cuore di Roma” per Benedetto XVI</strong>, che sarà trasmesso da RAI Uno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/festa-dei-santi-pietro-e-paolo.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quo Vadis?</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/quo-vadis.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/quo-vadis.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 12:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=486</guid>
		<description><![CDATA[Se vi affascina l&#8217;epoca della Roma imperiale, non potete perdervi il più celebre dei romanzi storici qui ambientati: Quo Vadis?, scritto dal polacco Henryk Sienkiewicz e pubblicato dapprima a puntate nel 1894 sulla Gazzetta Polacca e poi raccolto in un unico volume nel 1896.

Quo Vadis? rimase l&#8217;opera più famosa dell&#8217;autore e che gli valse il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Se vi affascina l&#8217;epoca della Roma imperiale</strong>, non potete perdervi il più celebre dei romanzi storici qui ambientati: <strong>Quo Vadis?</strong>, scritto dal polacco Henryk Sienkiewicz e pubblicato dapprima a puntate nel 1894 sulla Gazzetta Polacca e poi raccolto in un unico volume nel 1896.<br />
<center><div id="attachment_487" class="wp-caption aligncenter" style="width: 356px"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/06/Quo-vadis-libro.jpg" alt="Quo vadis?" title="Libro: Quo vadis?" width="346" height="492" class="size-full wp-image-487" /><p class="wp-caption-text">Quo vadis?</p></div></center><br />
<strong>Quo Vadis?</strong> rimase l&#8217;opera più famosa dell&#8217;autore e che gli valse il premio Nobel per la letteratura &#8220;per i suoi notevoli meriti come scrittore epico&#8221;.</p>
<p align="justify">Pare che l&#8217;autore sia stato ispirato da un viaggio in Italia compiuto nel 1893; il titolo deriva dalla frase che, secondo i vangeli apocrifi, Cristo disse a San Pietro mentre questo si trovava tra la via Appia Antica e la Via Ardeatina mentre fuggiva da Roma: Quo vadis, Domine?</p>
<p align="justify"><strong>Il tema del Cristianesimo a Roma</strong> è infatti centrale nel romanzo, che narra la storia d&#8217;amore impossibile tra la cristiana Ligia e il soldato patrizio romano Marco Vinicio, sullo sfondo della Roma Imperiale nel periodo neroniano. E&#8217; un momento di grandi contrasti tra i due universi a cui appartengono i protagonisti; da un lato c&#8217;è la spiritualità dei primi cristiani che si riuniscono in preghiera nella catacombe, dall&#8217;altro c&#8217;è un mondo pagano all&#8217;apice della sua opulenza e della sua decadenza morale. E&#8217; anche il periodo delle prime persecuzioni feroci ai danni dei cristiani, che furono tra l&#8217;altro il capro espiatorio del grande incendio di Roma del 64 &#8211; occasione in cui, secondo alcuni storici, subirono il martirio anche gli apostoli Pietro e Paolo.</p>
<p><center><div id="attachment_488" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/06/Enrico-Guazzoni-Quovadis-1912.jpg" alt="Enrico Guazzoni - Quovadis 1912" title="Enrico Guazzoni Quovadis 1912" width="425" height="304" class="size-full wp-image-488" /><p class="wp-caption-text">Enrico Guazzoni - Quovadis 1912</p></div></center></p>
<p align="justify"><strong>Dal romanzo Quo Vadis sono stati tratti ben sei film</strong> tra cui il famoso peplum del 1912 diretto da Enrico Guazzoni e considerato da alcuni critici il primo kolossal della storia del cinema; le riprese durarono due anni e diedero luogo a due ore di proiezione che generarono un successo mondiale. Gli altri film Quo Vadis? sono quello del 1901 diretto da Lucien Noguet e Ferdinan Zecca; quello del 1912 diretto da Arturo Ambrosio; quello del 1925 diretto da da Gabriellino D&#8217;Annunzio e Georg Jacoby; quello del 1925 di Mervyn LeRoy; e quello del 2001 del polacco Jerzy Kawalerowicz.<br />
<center><div id="attachment_489" class="wp-caption aligncenter" style="width: 226px"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/06/mini-serie-quo-vadis.jpg" alt="miniserie Quo Vadis?" title="miniserie Quo Vadis?" width="216" height="235" class="size-full wp-image-489" /><p class="wp-caption-text">miniserie Quo Vadis?</p></div></center><br />
Dal romanzo fu poi tratta negli anni Ottanta una miniserie televisiva diretta da Franco Rossi, in sei puntate e trasmessa su Rai Uno. Tra i vari interpreti spicca una giovanissima Barbara de Rossi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/quo-vadis.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia e curiosità sul Vittoriano di Roma</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/storia-curiosita-vittoriano-roma.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/storia-curiosita-vittoriano-roma.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 08:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Vittoriano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=483</guid>
		<description><![CDATA[Il Vittoriano di Piazza Venezia è sicuramente uno dei monumenti più noti di Roma, e la sua storia è ricca di piccole ma interessanti curiosità. Il suo nome deriva dal nome di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d&#8217;Italia, cui il monumento è dedicato. L&#8217;altro nome con cui è conosciuto il Vittoriano è l&#8217;Altare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Vittoriano di Piazza Venezia</strong> è sicuramente uno dei monumenti più noti di Roma, e la sua storia è ricca di piccole ma interessanti curiosità. Il suo nome deriva dal nome di <strong>Vittorio Emanuele II di Savoia</strong>, primo Re d&#8217;Italia, cui il monumento è dedicato. L&#8217;altro nome con cui è conosciuto il Vittoriano è <strong>l&#8217;Altare della Patria</strong>, che in realtà costituisce solo un elemento dell&#8217;intero complesso. A causa del suo aspetto architettonico molto criticato da giornalisti e esperti d&#8217;arte, al Vittoriano sono poi stati affibbiati diversi soprannomi. In Francia il monumento è conosciuto come &#8220;la grande tarte&#8221; (&#8221;<strong>la grande torta</strong>&#8220;), per la sua somiglianza con una gigantesca torta nuziale decorata con panna e meringa. La popolazione romana, proverbialmente diretta nell&#8217;esprimere le proprie opinioni, non si è mai molto affezionata a questa ingombrante costruzione, a cui ha attribuito l&#8217;appellativo di &#8220;<strong>macchina da scrivere</strong>&#8221; in riferimento ai voluminosi aggeggi meccanici di una volta.<br />
<br />
<center><div id="attachment_484" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><img align="center" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/05/vittoriano.jpg" alt="vittoriano" title="vittoriano" width="420" height="288" class="size-full wp-image-484" /><p class="wp-caption-text">Vittoriano</p></div></center></p>
<p><strong>Il progetto del Vittoriano è risale al 1882</strong>, quando il giovane architetto marchigiano Sacconi vinse il relativo concorso cui parteciparono in totale un centinaio di proposte. L&#8217;obiettivo era quello di creare un monumento che celebrasse <strong>il Padre della Patria Vittorio Emanuele II</strong>, morto 4 anni prima, e la stagione risorgimentale in genere. Sacconi si ispirò a grandi monumenti classici come il tempio della Fortuna Primigenia a Palestrina e soprattutto l&#8217;altare di Zeus a Pergamo, che proprio in quegli anni veniva trasportato in Germania dove venne poi ricostruito da archeologi tedeschi a Berlino, nel Pergamon Museum.</p>
<p>La sua idea, già da molti considerata anacronistica e pretenziosa, dovette poi accollarsi anche le istanze dei &#8220;piani alti&#8221;, che prevedevano, ad esempio, la colossale statua equestre del re a cavallo, e l&#8217;uso di marmo bianco invece del classico travertino. Quest&#8217;ultima iniziativa venne dal potente ministro Zanardelli, bresciano d&#8217;origine, che impose l&#8217;uso del botticino di Brescia, materiale di un bianco cangiante che secondo molti costituiva un insulto al gusto estetico della cotta e all&#8217;architettura del vicino Foro Romano e di tutti gli altri monumenti antichi e medievali.</p>
<p>Altra curiosità è poi legata all&#8217;inaugurazione del monumento, quando le autorità decisero di offrire un rinfresco a un ristretto gruppo di invitati selezionati tra coloro che parteciparono al progetto; l&#8217;evento fu organizzato proprio all&#8217;interno del ventre del colossale cavallo bronzeo, che date le enormi dimensioni era in grado di ospitare comodamente più persone.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/storia-curiosita-vittoriano-roma.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uso delle erbe nell&#8217;antica medicina romana</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/uso-erbe-antica-medicina-romana.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/uso-erbe-antica-medicina-romana.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 May 2010 12:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[antichi romani]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[erboristeria]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[usanze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=478</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;erboristeria, come è noto, affonda le sue radici nella notte dei tempi; l&#8217;arte di conoscere, coltivare e riutilizzare le piante per scopi terapeutici, cosmetici o nutritivi accomuna tutti i popoli antichi e la civiltà romana non fa eccezione.
Anche in questo campo, l&#8217;influenza greca si fece sentire e i romani in molti casi migliorarono e completarono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img align="left" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/05/timo.jpg" alt="timo" title="timo" width="220" />L&#8217;<strong>erboristeria</strong>, come è noto, affonda le sue radici nella notte dei tempi; l&#8217;arte di conoscere, coltivare e riutilizzare le <strong>piante per scopi terapeutici</strong>, cosmetici o nutritivi accomuna tutti i popoli antichi e la <strong>civiltà romana</strong> non fa eccezione.</p>
<p>Anche in questo campo, l&#8217;influenza greca si fece sentire e i romani in molti casi migliorarono e completarono le <strong>scoperte greche</strong>, soprattutto quando alcuni tra i più grandi medici di questo paese si trasferirono nell&#8217;impero a seguito della conquista.<br />
<strong>L&#8217;erboristeria ebbe grande applicazione nella medicina romana.</strong> In questo senso, tra le erbe più utilizzare ci furono i finocchi per le loro <strong>proprietà calmanti, diuretiche e anti-infiammatorie</strong>.<br />
L&#8217;emula campana veniva usata per tantissimi scopi: come stomachica, vermifuga, tonica e diuretica; per calmare la tosse e la bronchite; esternamente, per <strong>risolvere problemi della pelle</strong> come eczema, herpes e punture di insetti.<br />
La salvia aveva un valore sacro e religioso; presso i romani doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l&#8217;intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati. Il suo stesso nome è testimone delle virtù che i romani le riconoscevano: salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute). Tra i principali effetti riconosciuti c&#8217;erano quello antisettico, digestivo e calmante.<br />
Anche l&#8217;aglio era molto utilizzato. <strong>Nelle Bucoliche di Virgilio si parla di una bevanda di timo e aglio</strong> che i pastori assumevano per proteggersi dai morsi delle vipere. L&#8217;aglio veniva poi utilizzato per curare i problemi del cuore e contro raffreddore e influenza.<br />
Il fieno greco fu un&#8217;altra pianta che i romani utilizzarono per curare una vasta serie di disturbi, dai problemi dei bronchi all&#8217;abbassamento della libido. Tuttora al fieno greco vengono riconosciute ottime proprietà ricostituenti, ed è molto usato nella cosmesi.<br />
Una pianta oggi estinta molto usata dai romani era il silfio, una specie di finocchio gigante che un tempo rappresentava la maggiore risorsa commerciale di Cirene e che oggi possiamo vedere in ritratta in alcune monete di questa città.<br />
Secondo la leggenda, la pianta era un dono del dio Apollo. Era ampiamente utilizzata dalla maggior parte delle antiche culture mediterranee; i Romani la consideravano &#8220;valere il suo peso in denarii.&#8221; In medicina era usata per trattare la tosse, la gola irritata, la febbre, l&#8217;indigestione, i dolori, le verruche e tutti i tipi di malattie. Ma soprattutto, secondo Plinio il Vecchio, era utilizzata come contraccettivo, per le sue virtù estrogeniche che la rendevano attiva per la prevenzione o interruzione della gravidanza.<br />
Le virtù del salice, in particolare delle foglie e della corteccia, sono descritte dal celebre medico greco Ippocrate che ne vanta le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie nel V secolo a.C. Successivamente queste qualità furono riconosciute anche da personalità come Plinio e Dioscoride e il salice divenne un&#8217;altra pianta molto impiegata nella medicina romana.<br />
Altre <strong>piante medicinali</strong> vengono poi descritte da Virgilio nelle sue opere; tra esse troviamo il papavero, utilizzato prevalentemente come anestetico e come cura per l&#8217;insonnia. Una pianta largamente impiegata come afrodisiaco era la rucola, di cui parla anche Columella nel De re rustica; le sue foglie venivano utilizzate nei filtri d&#8217;amore e talvolta la coltivazione veniva effettuata nei terreni che ospitavano le statue falliche erette in onore di Priapo, dio della virilità.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/uso-erbe-antica-medicina-romana.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quattro trattorie tra le migliori di Roma</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/migliori-trattorie-di-roma.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/migliori-trattorie-di-roma.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 21:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[trattorie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=465</guid>
		<description><![CDATA[Ogni persona che sia stata a Roma ha un ristorante preferito; e di questi tempi, complice la recessione, si tratta solitamente di trattorie che offrono cibo ottimo e a buon mercato.
Le trattorie di Roma seguono regole non scritte; il pane deve essere raffermo, il locale luminoso, il vino è della casa, generalmente rosso e secco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni persona che sia stata a <strong>Roma</strong> ha un ristorante preferito; e di questi tempi, complice la recessione, si tratta solitamente di <strong>trattorie che offrono cibo ottimo e a buon mercato</strong>.</p>
<p><strong>Le trattorie di Roma</strong> seguono regole non scritte; il pane deve essere raffermo, il locale luminoso, il vino è della casa, generalmente rosso e secco, il personale è solitamente folcloristico. Il menu è composto da cucina tradizionale romana, totalmente impermeabile alle tendenze che hanno caratterizzato il resto del mondo culinario. Non ci sono chef rinomati, gli ingredienti sono locali e stagionali, la ricetta di solito è molto antica e collaudata.<br />
<center><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/04/hostaria.jpg" alt="Hostaria Roma" title="Hostaria Roma" width="468" height="380" class="aligncenter size-full wp-image-466" /></center><br />
Tra <strong>le trattorie più conosciute di Roma</strong> c&#8217;è sicuramente <em>Dai 2 Ciccioni</em> (Vicolo della Cedra 3), si trova in una stretta stradina e l&#8217;interno ricorda l&#8217;appartamento di uno studente universitario squattrinato &#8211; anche per le dimensioni, con un numero di tavoli davvero ridotto. L&#8217;antipasto è composto da bruschette al pomodoro; la specialità è la pasta all&#8217;amatriciana, seguita da polpette fritte o pollo saltato con vino bianco, aglio e rosmarino.</p>
<p>Affacciata su Piazza Barberini, l&#8217;<strong>Hostaria Romana</strong>, nata negli anni Cinquanta è un vero e proprio paradiso per la gola. Gli antipasti spaziano tra taglieri di formaggi locali, salumi, pesce marinato, fritture varie; anche i contorni sono molto rinomati. La pasta &#8211; dalle penne all&#8217;arrabbiata agli spaghetti alla carbonara al cacio e pepe &#8211;  e il condimento viene ultimato al tavolo. Anche i secondi fanno parte della tradizione romana: abbacchio, ossobuco e maialino, a cui si associano carni e pesci del mercato.</p>
<p>L&#8217;<strong>Osteria Qui se magna</strong> è una trattoria semplice, con una piccola veranda e un ambiente interno quasi spartano; il classico posto dove non si bada all&#8217;ambiente ma si viene per mangiare bene a buon mercato. Dopo le bruschette si passa alla pasta tra cui segnaliamo i rigatoni Mafiosa, con pomodori, melanzane, ricotta fresca e pecorino; tra i secondi carni alla griglia e puntarella.</p>
<p><em>Felice</em> a Testaccio è considerata la molti <strong>la trattoria migliore di Roma</strong>, E&#8217; gestito dalla stessa famiglia dal 1936 e ne&#8217; l&#8217;arredamento ne&#8217; le ricette sono molto cambiati da allora. Tra i piatti più famosi di Felice ci sono i tonnarelli (spaghetti quadrati fatti in casa) <strong>cacio e pepe</strong>, ma, seguendo la tradizione romana, ogni giorno della settimana corrisponde a un piatto tradizionale, preparato con prodotti freschi e di prima scelta.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
<p><strong>Fonti:</strong><br />
<em>New York Times<br />
Lonely Planet</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/migliori-trattorie-di-roma.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Memorie di Roma. Gli Aemilii e la Basilica nel Foro, mostra alla Basilica Aemilia di Roma</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/memorie-di-roma-gli-aemilii-e-la-basilica-nel-foro-mostra-alla-basilica-aemilia-di-roma.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/memorie-di-roma-gli-aemilii-e-la-basilica-nel-foro-mostra-alla-basilica-aemilia-di-roma.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 10:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Aemilii]]></category>
		<category><![CDATA[basilica]]></category>
		<category><![CDATA[Foro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=456</guid>
		<description><![CDATA[Fino al 26 settembre prossimo si terrà presso la Curia Iulia, vicino alla Basilica Aemilia, una mostra che ricorda l&#8217;importanza di questo monumento a Roma e nella storia dell&#8217;arte in generale. Il percorso espositivo vedrà riunirsi i rilievi che decoravano la basilica, opere che finora si trovavano in parte esposte al Museo Nazionale Romano in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/04/basilica-aemilia.jpg"><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/04/basilica-aemilia-150x150.jpg" alt="Basilica aemilia Roma" title="Basilica aemilia Roma" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-457" /></a>Fino al 26 settembre prossimo si terrà presso la Curia Iulia, vicino alla <strong>Basilica Aemilia</strong>, una mostra che ricorda l&#8217;importanza di questo monumento a Roma e nella storia dell&#8217;arte in generale. Il percorso espositivo vedrà riunirsi i rilievi che decoravano la basilica, opere che finora si trovavano in parte esposte al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo e in parte da tempo invisibili al grande pubblico. I rilievi narrano episodi celebri delle origini di Roma, come il Ratto delle Sabine e la Punizione di Tarpea, che si intrecciano con le memorie familiari della gens Aemiia. </p>
<p>Queste importanti vicende del mito sono peraltro accompagnate, nella seconda sezione della mostra, da sculture provenienti dalle basiliche di Ercolano, Lucus Feroniae, Velleia e Luni, a ricreare idealmente l&#8217;intero parco delle opere d&#8217;arte che decoravano la basilica. Tra le altre sculture presenti in mostra segnaliamo poi il ritratto del re Numa Pompilio, unica statua che raffigura questo progenitore illustre della famiglia Aemilii; e un ritratto di M. Emilio Lepido, il collega di Ottaviano e Marco Antonio nel secondo triumvirato. E&#8217; poi presente in mostra una ricca collezione di monete in cui sono celebrati i grandi personaggi della famiglia Aemilii.</p>
<p><strong>La basilica Aemilia</strong> fu eretta nel 179 a.c.  dai censori Marco Fulvio Nobiliore e Marco Emilio Lepido; successivamente venne più volte rimaneggiata e restaurata dai vari membri della famiglia. Si tratta dell&#8217;unica basilica di epoca repubblicana giunta fino a noi; la sua funzione era di ospitare transazioni economiche, riunioni d&#8217;affari, amministrazione della giustizia e in generale tutte quelle attività che nelle stagioni più miti si svolgevano all&#8217;aperto, nel Foro. </p>
<p>L&#8217;<strong>esposizione dedicata alla basilica e agli Aemili</strong> si inserisce nel progetto di valorizzazione della zona del Foro Romano, del Palatino e del Colosseo, che prevede per i prossimi mesi l’apertura del Tempio di Venere e Roma, della Casa delle Vestali e del terzo ordine del Colosseo e di parte dei suoi sotterranei</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
<p><strong>Memorie di Roma. Gli Aemilii e la Basilica nel Foro</strong><br />
Data Inizio: 21 aprile 2010<br />
Data Fine: 26 settembre 2010<br />
<strong>Costo del biglietto:</strong> 12,00 euro (Lo stesso biglietto consente l’accesso al Colosseo, al Palatino e al Foro romano)<br />
Luogo: <strong>Roma</strong>, Curia Iulia (Foro Romano)<br />
Orario: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00).<br />
Telefono: 06-39967700<br />
Una guida breve è edita da Electa e costa 12 euro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/memorie-di-roma-gli-aemilii-e-la-basilica-nel-foro-mostra-alla-basilica-aemilia-di-roma.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Shopping a Roma: 10 luoghi da vedere</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/shopping-a-roma.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/shopping-a-roma.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 16:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[gelateria]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[negozi]]></category>
		<category><![CDATA[Porta Portese]]></category>
		<category><![CDATA[Shopping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=452</guid>
		<description><![CDATA[Fabriano Boutique, via del Babuino 173
Nell&#8217;era digitale, ecco un luogo dove riscoprire la magia della carta, dal semplice quaderno agli album per le foto, alla carta da lettera. In questa boutique è facile perdere il senso del tempo, rapiti dai materiali, dai colori e dal design delle collezioni, assaporando il profumo della carta e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/04/shopping.jpg" alt="shopping" title="shopping" hspace="2" /></a><strong>Fabriano Boutique, via del Babuino 173</strong><br />
Nell&#8217;era digitale, ecco un luogo dove riscoprire la magia della carta, dal semplice quaderno agli album per le foto, alla carta da lettera. In questa boutique è facile perdere il senso del tempo, rapiti dai materiali, dai colori e dal design delle collezioni, assaporando il profumo della carta e della pelle degli intramontabili articoli fabriano.</p>
<p><strong>Galleria Santa Cecilia, Piazza di Santa Cecilia, 16.</strong><br />
E&#8217; una libreria e galleria d&#8217;arte privata a Trastevere, specializzata in libri di fotografia; l&#8217;interno combina un edificio storico con un design moderno e un originale sistema di illuminazione. </p>
<p><strong>Amore e Psiche, Via S. Caterina da Siena, 61. </strong><br />
E&#8217; una bella libreria caratterizzata da un&#8217;immagine architettonica esclusiva dovuta all&#8217;ideazione progettuale di Massimo Fagioli, psichiatra e artista; offre una vasta selezione di  libri d&#8217;arte, architettura e design. E&#8217; situata in un palazzo storico a pochi passi dal Pantheon.</p>
<p><strong>Spazio Sette, Via dei Barbieri 7</strong><br />
Ospitato in un palazzo a tre piani del XVII secolo, è uno dei negozi di arredamento più interessanti e tratta le più grandi marche italiane e internazionali. Si può trovare di tutto, dai mobili ai casalinghi dagli accessori da scrivania agli arredi da giardino. La selezione dei prodotti è notevole; l&#8217;impressione è quella di essere in un museo di design.</p>
<p><strong>Mia Zia, in Via Mario dei Fiori, 62.</strong><br />
Questa mini-boutique usa i colori del deserto per promuovere gli articoli del brand creato da Valerie Barkowski e la sua passione per l&#8217;arte. Mia Zia, inizialmente inventato per vendere sciarpe di lana allo scopo di finanziare una fondazione d&#8217;arte, è presto diventata un avventura commerciale e artistica che non ha perso nulla della sua ispirazione originaria: gli articoli di tutti i generi sono realizzati a mano. Una ricamatrice esperta si occupa di ogni piccolo dettaglio. La maggior parte della collezione è stata prodotta con sistemi tradizionali, macchine tessili che necessitano ancora di mani esperte per farle funzionare.</p>
<p><strong>Cristina Bomba , Via Ripetta 39</strong><br />
L&#8217;atelier offre un servizio di sartoria per creare pezzi unici con una bellissima selezione di tessuti in esposizione. Sono in vendita anche articoli di abbigliamento, lingerie e accessori, per uomo, donna e bambino, spesso realizzati in filati naturali come cashmere, seta, cotone e lino. All&#8217;interno, sotto le volte antiche, si trova una piccola fontana, e dal 2001 parte del locale è stato aperto per mostre d&#8217;arte e design.</p>
<p><strong>Giolitti, Via Uffici del Vicario, 40.</strong><br />
Considerata da molti la gelateria migliore di Roma, Giolitti offre una grande varietà di sapori, tutti eccezionalmente buoni, e si trova in una zona perfetta per passeggiare con il cono in mano. E&#8217; inoltre interessante leggere la storia di come tutto è cominciato nel 1890, quando aprì una prima latteria che ben presto diventò quella della Sala reale.  Oggi Giolitti è un ritrovo storico per i romani e per i numerosi onorevoli della Camera dei Deputati</p>
<p><strong>Mercato di Porta Portese </strong><br />
E&#8217; il più grande e più famoso mercato di Roma, come il mercato delle pulci a Parigi e Portobello Road a Londra. Qui si trova di tutto: vestiti nuovi e vecchi, scarpe, cuoio, alimentari, vintage, antiquariato vero e falso. E &#8216;aperto solo la domenica mattina, dall&#8217;alba alle 13:30.  Per fare affari bisogna cercare di arrivare non dopo le 9:00, prima che diventi incredibilmente affollato e difficile da attraversare.</p>
<p><strong>Via dei Coronari</strong><br />
E&#8217; una stradina stretta, intima e medievale vicino a Piazza navona, zeppa di boutique di artigianato e antiquariato. Originariamente chiamata Via Recta, questa strada è stata creata da papa Sisto IV in occasione di una riprogettazione radicale del quartiere medievale. L&#8217;idea era di creare un tramite per Ponte Sant&#8217;Angelo e poi più in là, a San Pietro. Poiché la strada è stata successivamente affollata di pellegrini, si è anche riempita di stand e negozi che vendevano souvenir e, in particolare, rosari: di qui il nome di Via dei Coronari. Oggi l&#8217;atmosfera medioevale è ancora viva, anche se i vecchi negozi di souvenir hanno lasciato il posto a negozi di antiquariato.</p>
<p><strong>Panella, in Largo Leonardi, 2</strong><br />
Si tratta di uno dei migliori panifici di tutta Roma; offre pane di ogni forma e gusto, pasticcini raffinati, cioccolato e pizza. E&#8217; molto vicino a una delle quattro basiliche di Roma, Santa Maria Maggiore.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/shopping-a-roma.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il museo delle anime del purgatorio</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/museo-anime-del-purgatorio.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/museo-anime-del-purgatorio.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 09:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[usanze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=440</guid>
		<description><![CDATA[Se siete in cerca di qualcosa che esuli dalle consuete mete turistiche, sicuramente il Museo delle anime del purgatorio di Roma (di cui abbiamo già accennato nell&#8217;articolo su I musei più bizzarri di Roma) è una meta da tenere presente. Il museo si trova presso la sagrestia della chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, Lungotevere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete in cerca di qualcosa che esuli dalle consuete mete turistiche, sicuramente il <strong>Museo delle anime del purgatorio di Roma</strong> (di cui abbiamo già accennato nell&#8217;articolo su <a href="http://www.romabeniculturali.it/i-musei-piu-bizzarri-di-roma.htm">I musei più bizzarri di Roma</a>) è una meta da tenere presente. Il museo si trova presso la sagrestia della chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, Lungotevere Prati 12. </p>
<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/04/anime-purgatorio.jpg" alt="Chiesa anime del purgatorio" width="180" height="340" class="alignleft size-full wp-image-441" />Si tratta di una <strong>chiesetta in stile neogotico</strong> costruita tra il 1894 e il 1917 per volere del religioso francese Victor Jouet, fondatore dell’Associazione del Sacro Cuore di Gesù per il suffragio delle anime del Purgatorio. I reperti, provenienti dall&#8217;Italia e da altri paesi europei, sono datati tra il 1637 e il 1919 e hanno in comune un tema decisamente insolito. Tutto iniziò quando, il 15 settembre 1897, una cappella della chiesa fu gravemente danneggiata da un incendio; in quell&#8217;occasione, Victor Jouet vide impressa su una parete l&#8217;immagine di un volto sofferente, che egli interpretò come quello di <strong>un&#8217;anima del Purgatorio desiderosa di mandare un &#8220;segnale&#8221; al mondo dei vivi</strong>. Il sacerdote decise poi di avvallare la sua convinzione iniziando una collezione di attestazioni di fatti analoghi, che egli mise insieme grazie a una serie di viaggi attraverso l&#8217;Italia e l&#8217;Europa.</p>
<p>Oggi queste singolari testimonianze (soprattutto libri, fotografie, lenzuola, abiti, pezzi di legno) sono state notevolmente ridotte eliminando ciò che non è stato ritenuto valido, ovvero supportati da una documentazione storica credibile. <img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/04/impronta-anima-purgatorio.jpg" alt="impronta anima del purgatorio" width="180" class="alignleft size-full wp-image-442" /><strong>Ogni reperto è corredato da una nota che indica la provenienza e la situazione a cui l&#8217;&#8221;impronta&#8221; si riferisce</strong>; si tratta appunto di presunti segni lasciati da defunti nel loro desiderio di mettersi in contatto con i vivi, prevalentemente loro familiari o conoscenti, al fine di mandare un messaggio. Un fenomeno ancora non riconosciuto dalla scienza e dalla chiesa ufficiali, ma sicuramente affascinante per gli appassionati del <strong>sovrannaturale</strong>.</p>
<p>Se siete amati del macabro, oltre al Museo delle anime del purgatorio vi consigliamo un altro luogo molto suggestivo in questo senso: si tratta del <strong>cimitero dei Frati Cappuccini</strong>, nei sotterranei della chiesa di Santa Maria della Concezione a Roma. Si tratta di una sorta di &#8220;museo degli scheletri&#8221; organizzato in cinque cappelle completamente ricoperte di ossa e teschi di circa 4000 frati cappuccini morti tra il 1525 e il 1870. I vari tipi di ossa sono disposti artisticamente, a costituire una decorazione affascinante e inquietante a tempo stesso. Vi sono inoltre alcuni scheletri interi, alcuni dei quali mummificati o vestiti ancora del proprio saio. </p>
<p align="right">Laura Losi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/museo-anime-del-purgatorio.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Roma città sexy</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/roma-citta-sexy.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/roma-citta-sexy.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 11:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Audrey Hepburn]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[colosseo]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza del Popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[sexy]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=430</guid>
		<description><![CDATA[Secondo il Sunday Times Travel Magazine, allegato viaggi domenicale del celebre Times, Roma è una tra le città più sexy del mondo; rientra infatti tra le prime 12 città considerate il meglio del meglio dal punto di vista dell&#8217;eros e della sensualità, mete privilegiate per fughe passionali e week-end romantici. Tra le altre città, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/03/bloom_roma.jpg" alt="Bloom Roma" title="Bloom Roma" width="280" height="193" class="alignleft size-full wp-image-431" />Secondo il Sunday Times Travel Magazine, allegato viaggi domenicale del celebre Times, <strong>Roma è una tra le città più sexy del mondo</strong>; rientra infatti tra le prime 12 città considerate il meglio del meglio dal punto di vista dell&#8217;eros e della sensualità, mete privilegiate per fughe passionali e week-end romantici. Tra le altre città, il Sunday Times Travel Magazine segnala Londra, Berlino, New York e Parigi, Tangeri, L&#8217;Avana, Istanbul, Stoccolma, Bath, Siviglia e San Pietroburgo.</p>
<p>Riguardo a Roma, viene suggerito una sorta di <strong>itinerario hot</strong> che comprende locali e ristoranti, bellezze archeologiche e paesaggistiche. La romantica escursione parte la mattina presto, quando si consiglia di andare a vedere l&#8217;alba a Piazza di Spagna, fermandosi poi alla celebre Sala da The Babington, fondata nel lontano 1893 e celebre per le degustazioni di tè; il Sunday Times Travel Magazine consiglia però una colazione a base di &#8220;bollicine e fragole intinte nel cioccolato&#8221;. </p>
<p><img src="http://www.romabeniculturali.it/wp-content/uploads/2010/03/cose-sexy.jpg" alt="cose sexy" title="cose sexy" width="150" height="191" align="left" hspace="4" />L&#8217;itinerario prosegue poi per Piazza del Popolo, Piazza Venezia e il Colosseo. Mete piuttosto inflazionate, ma a quanto pare ancora in grado di accendere la passione e il desiderio. Per godere al meglio della vista della cupola di San Pietro, il  il Sunday Times Travel Magazine  consiglia uno spuntino a base di merluzzo nero su purè di ceci alla Pergola, all&#8217;ottavo piano di una struttura alberghiera appartenente al brand Waldorf-Astoria Collection. Si tratta dell&#8217;unico ristorante romano ad avere le tre stelle della guida Michelin, che vanta come executive chef il pluripremiato tedesco Heinz Beck. </p>
<p>Altro locale consigliato dal Sunday Times Travel Magazine è poi il Bloom, cocktail bar dalla struttura ricavata da una chiesa sconsacrata vicino a Piazza Navona. Per &#8220;smaltire i postumi della sbornia&#8221; non c&#8217;è niente di meglio che una capatina all&#8217;Antico Caffè Greco di Via Condotti, il più antico della città, romantico per le sue sedie di velluto, i mobili d&#8217;antiquariato e le pareti decorate. Infine, si può affittare uno scooter per un giro fino alla Bocca della Verità, in omaggio a Audrey Hepburn e Gregory Peck in &#8220;Vacanze Romane&#8221;.</p>
<p align="right">Laura Losi</p>
<p>Fonti:<br />
Ansa.it<br />
timesonline.co.uk</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/roma-citta-sexy.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il lusso nell&#8217;antica Roma</title>
		<link>http://www.romabeniculturali.it/il-lusso-nellantica-roma.htm</link>
		<comments>http://www.romabeniculturali.it/il-lusso-nellantica-roma.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 13:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[antichi romani]]></category>
		<category><![CDATA[calidarium]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[frigidarium]]></category>
		<category><![CDATA[lusso]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Roma antica]]></category>
		<category><![CDATA[tepidarium]]></category>
		<category><![CDATA[terme]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[usanze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romabeniculturali.it/?p=423</guid>
		<description><![CDATA[Tornare indietro e vivere nell&#8217;antica Roma sarebbe una cosa meravigliosa, ma solo per i ricchi; il romano della classe elevata, infatti, aveva un tenore di vita veramente alto, come ci si aspetta da una società imperialista e basata sulla schiavitù. I lussi degli antichi romani comprendevano case sontuose, tessuti preziosi, opere d&#8217;arte inestimabili, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tornare indietro e vivere nell&#8217;antica Roma sarebbe una cosa meravigliosa, ma solo per i ricchi; il romano della classe elevata, infatti, aveva un tenore di vita veramente alto, come ci si aspetta da una società imperialista e basata sulla schiavitù. <strong>I lussi degli antichi romani</strong> comprendevano case sontuose, tessuti preziosi, opere d&#8217;arte inestimabili, ma anche un&#8217;<strong>elettrizzante vita notturna</strong> fatta di feste e banchetti principeschi. Altri lussi erano poi frequentare palestre e terme, e andare a teatro: passatempi ampiamente condivisi anche dai benestanti di oggi.<br />
Per le donne, acconciature, gioielli e cosmetici erano sfizi molto ricercati in cui si amava spendere tempo e denaro; l&#8217;obiettivo, come oggi, era apparire al meglio, non solo per la propria soddisfazione personale ma anche per <strong>sottolineare il proprio status elevato</strong>. Anche i vestiti erano importantissimi in questo senso; il color porpora per tingere le vesti, in particolare, era frutto dei coloranti più costosi e divenne così sinonimo di <strong>ricchezza e di potere</strong>. I colori utilizzati per le tuniche multicolori erano tratti da molluschi che permettevano di ottenere una gamma di tinte dall&#8217;arancio al viola scuro tendente al nero; per estrarre circa 1,5 grammi di puro viola ci volevano circa 12.000 molluschi; secondo la leggenda, lo stesso Ercole aveva scoperto questo inestimabile colorante. Anche la qualità della stoffa aveva la sua importanza; durante l&#8217;impero iniziarono a diffondersi preziose sete importate dalla Cina.<br />
<strong>Le terme erano un vero e proprio ritrovo sociale</strong>; le balneazioni erano prolungate e, com&#8217;è noto, si dividevano in frigidarium, tepidarium e calidarium; poi si passava alla piscina e alla palestra dove svolgere gli esercizi o ritrovarsi a chiacchierare con amici e conoscenti. Il tutto era svolto con un contorno di schiavi armati di oli e creme, deputati al massaggio e alla detersione degli <strong>illustri padroni</strong>.</p>
<p>I giochi e le rappresentazioni teatrali erano un altro passatempo comune dei ricchi romani. Naturalmente, alle <strong>classi più abbienti</strong> venivano riservati i posti migliori all&#8217;interno dell&#8217;anfiteatro; qui <strong>i nobili</strong> potevano fare il tifo, mangiare, fare scommesse e socializzare.</p>
<p>Tra i membri delle classi superiori, non impegnati in lavori manuali, diventò pian piano normale demandare tutti gli impegni professionali al mattino; il prandium generalmente segnava la fine della giornata lavorativa e talvolta dopo ci si recava alle terme. <strong>La cena veniva servita verso le quattro e poteva durare fino a tarda notte</strong>, soprattutto se gli ospiti erano numerosi. Le pietanze erano ovviamente raffinate e lussuose e si articolavano in gustatio (una sorta di antipasto) primae mensae (piatto principale) e dessert (secundae mensae). Tutto ciò che veniva scartato, come i gusci dei frutti di mare, era tranquillamente gettato a terra, dove veniva prontamente spazzato via da uno schiavo. D&#8217;estate si usava mangiare all&#8217;aperto, come dimostrano le vestigia di alcuni divani in pietra rinvenuti nei giardini di Pompei.</p>
<p>La cena poteva anche essere accompagnata da un <strong>intrattenimento</strong>; ad esibirsi erano solitamente musicisti, acrobati, poeti e ballerini.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romabeniculturali.it/il-lusso-nellantica-roma.htm/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
