Carnevale 2010 a Roma

Se amate il carnevale può essere un’idea trascorrerlo a Roma, dove il carnevale 2010 prevede un ricco ventaglio di eventi e spettacoli in gemellaggio con Venezia.
I festeggiamenti partiranno sabato 6 febbraio per protrarsi fino a martedì 16 febbraio; già a partire dal 10 febbraio e fino al 5 aprile sarà però aperta la mostra “Il carnevale romano“, che si terrà a Palazzo Braschi ed è uno dei momenti centrali delle celebrazioni. L’esposizione raccoglie circa novanta opere provenienti dal Museo di Roma in Trastevere, dai Musei di Lille e di Rouen e da varie collezioni private.

Le opere in mostra vogliono rappresentare la tradizione del carnevale romano che fin dall’Ottocento era vissuto dai cittadini come un momento di gioco, divertimento, libertà dagli affanni quotidiani e sovvertimento dell’ordine sociale: uno spirito già presente, peraltro, presso le antiche feste greche e romane in cui il carnevale dei giorni nostri affonda le origini. Il carnevale romano appariva agli occhi esterni come un grande spettacolo a cielo aperto, animato da rappresentazioni teatrali delle maschere e corse di cavalli berberi per le vie della città. Tra gli artisti romani che meglio hanno saputo rappresentare queste atmosfere la mostra celebra Bartolomeo Pinelli e il figlio Achille. Accanto alle opere pittoriche i visitatori potranno poi ammirare la “Donna Gioiello”, abito scultura realizzato da Roberto Capucci nel 1984 e donato al Museo Fortuny di Venezia; l’abito per l’occasione è stato presentato per la prima volta al pubblico romano assieme al bozzetto originale e ad altri disegni ispirati al tema. Si tratta di un’opera con la quale il grande maestro intende rendere omaggio alle atmosfere festose del carnevale e alla figura femminile, celebrata in uno straordinario costume di fantasia con un copricapo a forma di maschera.

Sempre in omaggio alla tradizione, il carnevale di Roma 2010 propone rappresentazioni della commedia dell’arte (in particolare “Le Baruffe Chiozzotte” di Carlo Goldoni); aperitivi musicali in costume e cortei mascherati; parate di artisti di strada in vari luoghi del centro di Roma.

Una grande esibizione di arte equestre si terrà tra sabato 13 e domenica 14; i protagonisti saranno artisti internazionali che si esibiranno nella rappresentazione ”I Cavalli di Roma – Arte equestre a Piazza del Popolo”.

Dall’11 al 16 in Piazza del popolo sarà poi presente lo spazio “Il Villaggio della Cultura e della Tradizione”, una serie di stand dove si terranno spettacoli, conferenze e dibattiti volti a riscoprire e valorizzare la tradizione del carnevale romano.

I festeggiamenti chiuderanno poi in bellezza con un concerto di Angelo Branduardi, il 16 febbraio alle 1830; si tratta del progetto “Futuro Antico”, che prevede l’esecuzione di brani del passato (prevalentemente medievali, sacri e profani) eseguiti dal vivo con strumenti d’epoca.

Fonti:
Repubblica
museodiroma.it

Biblioteca nazionale di danza a Roma

Come si può facilmente immaginare, la storia della danza è una disciplina vastissima, sia per l’estrema varietà delle forme di danza esistenti, sia per l’antichità di questa arte scenica; si tratta infatti della prima espressione artistica del genere umano, in quanto ha come strumento il corpo stesso. Nei millenni la danza è stata parte integrante dei rituali religiosi così come dei momenti di aggregazione sociale. In qualsiasi società la danza è stata lo specchio dei comportamenti di determinate epoche o ambienti: se durante le antiche civiltà egizie o orientali la danza rappresentava il corso degli astri, nel medioevo occidentale, bandita dal contesto religioso, la danza sé sopravvissuta nella sua valenza popolare; mentre, ai giorni nostri, la Breakdance è nata per le strade del Bronx presso le comunità giovanili afro-americane impregnate di cultura hip-hop.

E’ per professionisti, addetti ai lavori o semplici appassionati e curiosi che nasce la Biblioteca nazionale di danza a Roma, un istituto che aprirà i battenti il prossimo giovedì 28 gennaio alle ore 11 presso Via delle Terme Deciane, 15/a, Roma.
La biblioteca, sede distaccata della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, è ubicata in una bella villa liberty all’interno del parco accademico. Per favorire una semplice consultazione del materiale, la biblioteca sarà divisa in diversi settori che esporranno oltre 3.000 volumi, libri antichi della storia della danza dal 1600 ai giorni nostri, donazioni. Oltre alle collezioni e ai volumi antichi, la Biblioteca offre anche una vasta raccolta di libri di testo, enciclopedie in varie lingue, un’emeroteca internazionale, un vasto repertorio di video e dvd e vinili e cd musicali con incisioni d’epoca.

La struttura si pone quindi come luogo d’incontro delle diverse discipline che hanno reso la danza l’arte che è oggi e che è stata nei secoli; l’obiettivo è quello di promuovere e divulgare una cultura della danza per raggiungere un pubblico vasto nazionale e internazionale.

Solo a partire dal XX secolo, infatti, sono iniziati studi specificamente dedicati alla storia della danza, che precedentemente era stata spesso considerata un’arte in qualche modo subalterna alla musica, e studiata quasi esclusivamente in particolari contesti universitari. A partire dal secolo scorso sono invece apparsi i primi testi storiografici sull’argomento, trattato sia dal punto di vista antropologico, sia per quello che concerne la danza come arte scenica. In Italia, la nascita della Biblioteca nazionale di danza a Roma è una delle prime forti attestazioni di una attività di ricerca su un argomento che non manca di affascinare anche i non addetti ai lavori.

I sampietrini di Roma

sanpietriniI sampietrini sono la celebre pavimentazione di Roma, tipica del centro storico della capitale e di Piazza San Pietro. Si tratta di blocchetti di basalto di diversi tipi e dimensioni, nemici giurati delle amanti dei tacchi a spillo e a stiletto: non cementati, presentano spazi tra una piastrella e l’altra, e il terreno che ne risulta è poco uniforme e scivoloso quando è bagnato. I sampietrini hanno bisogno peraltro di una costante manutenzione. Ma i sampietrini vantano anche diversi lati positivi: lasciano respirare il terreno, sono in grado di sopportare pesanti carichi di traffico, e si adattano facilmente a eventuali irregolarità del terreno, oltre all’indiscutibile valore estetico e storico.

Esteticamente, i sampietrini sono parte della “scenografia” di Roma tanto quanto il Colosseo o i Fori Imperiali, famosi presso i romani e i turisti. Tuttavia, spesso la loro presenza è stata dibattuta, e le opinioni si dividono tra chi li reputa insopportabilmente scomodi e pericolosi e chi non vuole rinunciare al romanticismo e alla suggestione evocati da questa storica pavimentazione.

Il nome di sampietrini deriva da quello degli addetti alla manutenzione della Basilica di San Pietro in Vaticano, operai che si occupavano anche degli arredi e delle decorazioni della basilica fungendo altresì da custodi. Il termine è stato coniato nel 17825 da Monsignor Ludovico Segardi, supervisore Vaticano della Fabbrica San Pietro; dopo che la carrozza di Papa Sisto V fu sul punto di ribaltarsi a causa delle cattive condizioni di piazza San Pietro, Segardi decise di rifare la pavimentazione con questi caratteristici cubetti di basalto. In seguito queste stesse pietre furono usate per pavimentare altre aree di Roma.

I sampietrini sono utilizzati anche a Bologna, dove vengono chiamati bolognini; questo tipo di pavimentazione costituì un modello per tutte quelle città che, essendo lontane da corsi d’acqua, non potevano utilizzare i ciottoli. La differenza sostanziale rispetto ai sampietrini è che questi si ottengono dal basalto, mentre i bolognini dal porfido.

Laura Losi

Roma Pass

card Roma passLa «Roma Pass» è la nuova card del Comune di Roma che agevola la visita ai musei permettendo di prendere i mezzi pubblici gratuitamente.

Offre anche numerosi altri servizi: un’assistenza medica di primo soccorso, mediante un call center multilingue gestito da medici, e un servizio ‘Roma Informa‘, di segnalazione e aggiornamento via mail sulle notizie utili sulla città e gli eventi culturali.

«La giunta comunale, – spiega il vicesindaco Mauro Cutrufo – in virtù dell’utilità e della riuscita di questo prodotto, ha dato mandato agli uffici del Dipartimento Turismo e della Sovraintendenza comunale, in accordo con Zètema progetto cultura, quale società in house del Comune di Roma e soggetto gestore del progetto, di compiere tutti gli atti necessari e conseguenti per la realizzazione della «Roma Pass 2010», con un prezzo al pubblico pari a 25 euro, senza alcun onere aggiuntivo per l’amministrazione comunale, ampliando l’offerta dei servizi».

«Per l’anno 2010 si ritiene opportuno prevedere la produzione di 500.000 card, 100.000 unità in più rispetto al 2009 visti i risultati positivi ottenuti».

La «Roma Pass» si può acquistare anche online, sul sito: www.romapass.it